Si può uscire da soli da una tossicodipendenza?

"Tre mesi fa ho lasciato un ragazzo con cui sono stata 2 anni e di cui ero davvero molto innamorata. Quando ci siamo conosciuti mi ha detto che in passato aveva fatto uso di canne e cocaina, ma che aveva smesso ed io, credendogli, ho iniziato questa frequentazione perché ero molto coinvolta e ho pensato che il passato non doveva condizionare l'idea che mi stavo facendo di lui. I primi 3 mesi sono stati una favola: attento, presente, dolce. Innamoratissimi l'uno dell'altra. Dopo succede un primo litigio partito da una banalità in cui lui si trasforma: aggressivo, offensivo, cattivo. Per difendermi, scendo ai suoi stessi livelli e lo offendo. Resto sconvolta e lui, dopo avermi trattata come una pezza, mi dice che non mi vuole perdere piangendo, che ha sbagliato ed io, innamorata, gli dico che se vuole stare con me deve farsi aiutare perché era palese che lui non stesse bene. Inizia una psicoterapia e mi dice che io lo stavo aiutando, che per la prima volta stava capendo tante cose, che ero la cosa più bella che gli fosse capitata. Lui è separato e ha una bimba che però vede pochi giorni ogni 2 mesi. Mi aveva anche detto che con la sua ex, il matrimonio era finito perché i litigi erano continui e avevano toccato il fondo con offese pesanti reciproche. Lui va in terapia per 4 mesi e poi smette. Io continuo la storia, ma i suoi scatti d'ira, questo modo di fare ansioso, a volte euforico e i litigi per banalità in cui si finiva sempre ad offese e tirare fuori cose mie personali ferendomi, continuano ed io continuo a reagire alle sue provocazioni e offese, purtroppo allo stesso modo. Qualche mese dopo mi dice che non sta bene, che vuole stare solo, che credeva di avere risolto i suoi problemi, ma non era così. La storia riprende, ma lui diventa sempre più assente, egoista, superficiale, le liti continuano ed io porto avanti da sola questa storia. Ne parlo con lui, ogni volta dice di aver capito, che ha sbagliato, che non vuole perdermi. Nel frattempo, noto alcune cose strane: dormiva intere domeniche, beveva bottiglie intere di vino anche senza mangiare, anche davanti ad un film partivano 3/4 birre. Ogni occasione era buona in compagnia per bere e una volta l'ho trovato a letto dopo aver vomitato. La stessa cosa ad un pranzo con amici. Un'altra volta ancora, dopo le soliti liti assurde e fuori controllo, lo raggiungo a casa ed era fuori di sè, con bottiglie di birra vuote e parlava in modo strano. Un'altra volta ancora, finita una cena con amici, beve qualche bicchiere di vino e incontra un ragazzo, lasciando me in macchina, si scambiano qualcosa per qualche minuto, dopo avergli chiesto chi era e cosa avessero fatto, mi liquida dicendo che era un suo amico che voleva salutare, ma arrivati a casa lui si chiude in bagno, gli busso più volte, ma non mi fa entrare dicendo che stava male per il vino. Lo trovo svenuto a terra. Lui dice che è perché ha bevuto tanto. Un'altra volta dorme tutta la domenica, spaventata vado da lui, ma dopo aver suonato ripetute volte mi chiama urlando e imprecando che stava dormendo e che stava male ed era in bagno a vomitare. Da un ragazzo normale, che diceva che voleva andare a vivere con me, avere un altro figlio, che diceva di amarmi, diventava incontrollabile, irriconoscibile, ma io l'ho sempre legato al suo problema di gestione della rabbia. Ad agosto, dopo una lite assurda e dopo che credo avesse bevuto non so quante birre, offesa, umiliata, mi ha dato della pazza, ha urlato davanti a tutti che uso antidepressivi (sono in terapia per un disturbo d'ansia fortunatamente risolto), che devo chiudermi in manicomio, ha fatto di tutto per farmi del male, offese e umiliazioni mai viste, decido di lasciarlo. Non ho mai dubitato del fatto che facesse ancora uso di coca, ma ad oggi inizio invece ad avere forti sospetti. L'ho cercato in questi mesi nei momenti di crisi, ma chiedendogli sempre di tornare in terapia, legavo questi suoi problemi ad una problematica di gestione della rabbia, secondo quanto mi ha spiegato la mia terapeuta, la madre è una donna molto offensiva, aggressiva, volgare, ansiosa. Lui mi ha sempre trattata freddamente, ancora cattiveria, dicendo che vuole stare solo, che non ha nessun problema da risolvere, che l'ho deluso più della fine del suo matrimonio, che abbiamo distrutto tutto insieme. Secondo lei, questa persona è mai davvero uscita dal giro o se invece mi ha mentito e continua a fare uso di coca o altre droghe?? Da quello che le ho raccontato, ha modo di fare una valutazione dei suoi comportamenti aggressivi e del suo cambiamento e il non voler più mettersi in discussione per cambiare? È possibile uscire da anni di dipendenza, in cui ne faceva uso tutti i giorni e più volte al giorno così da solo senza un aiuto psicologico, farmacologico? È possibile che una persona che dice di amarti poi si comporti così in modo aggressivo e offensivo? Spero di ricevere una risposta che mi faccia avere le idee più chiare. Grazie."

Gentile signora,

dai comportamenti del tuo fidanzato che tu descrivi, e dalla tipologia di fruizione delle sostanze, purtroppo devo, in tutta onestà, risponderti che no, non si esce da soli con la propria forza di volontà da anni di dipendenza da cannabis e cocaina; a volte, è molto difficile anche uscire da soli dalla dipendenza da cannabis. Inoltre, se è pur vero che la mancanza di "controllo degli impulsi " di cui soffre il giovane ha sicuramente a che fare anche con il discontrollo della rabbia, il fattore concomitante dell'abuso di sostanze pesanti, anche se a periodi, si aggiunge e complica gravemente il quadro sanitario e comportamentale, al punto da non potersi più distinguere, classicamente, se è il discontrollo della rabbia che produce certe azioni/reazioni tra cui l'abuso di sostanze o se è la sostanza che provoca il discontrollo della rabbia.

Si tratta purtroppo di un circolo vizioso, molto pericoloso per il soggetto che ne soffre e frustrante, se non peggio, per chi gli sta vicino. Le "bugie" e in seguito le offese e le umiliazioni al partner sono frequentissime e accade spesso di sentirsi confusi e oscuramente in colpa. 

Il tuo ex ragazzo sembra stia scivolando nuovamente verso una condizione clinica che è di assoluta competenza specialistica (SERT e supporto psicologico come minimo), condizione che tu non puoi e non devi assolutamente prendere da sola sulle spalle.

Prenditi cura di te stessa, è la cosa migliore che puoi fare, anche per lui.

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