Dieta priva di scorie, quando farla e cosa mangiare

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 19 Gennaio, 2023

Ecco in cosa consiste una dieta priva di scorie

Una dieta priva di scorie prevede cibi senza fibra indicati dal medico con l'obiettivo di liberare e pulire l’intestino (in presenza di alcuni disturbi e patologie), per prepararsi ad alcuni esami diagnostici o agli interventi chirurgici.

È bene ricordare che la dieta priva di scorie non è una dieta per perdere peso. Una dieta per dimagrire deve includere cibi ad alto contenuto di fibre, che favoriscono un maggior senso di sazietà a lunga durata.

Cerchiamo, quindi, di capire quali sono i cibi senza scorie, cosa sono le scorie e quando adottare questo regime alimentare.

Dieta priva di fibre, quando e perché mangiare senza scorie?

Mangiare alimenti privi di scorie significa adottare una dieta con un ridotto apporto di fibre alimentari.

Sebbene il consumo di fibre sia consigliato dai medici dietologi e dai nutrizionisti per tutte le loro ottime proprietà, in alcuni casi è necessario eliminarle per mangiare cibi privi di scorie e depurare così l'intestino eliminando problemi al tratto gastrointestinale, gonfiore e meteorismo.

Il cibo senza scorie favorisce la depurazione del tratto digerente dalle tossine, contrastando le infiammazioni eventualmente causate dalle sostanze di rifiuto che si accumulano nell’intestino.

Una dieta senza scorie può essere anche necessaria quando ci si deve sottoporre a esami diagnostici o a interventi chirurgici. In questi casi, le linee guida saranno più rigide

Cosa sono le scorie

Una dieta ricca di scorie può affaticare l'organismo a lungo andare. Ma cosa sono le scorie? Sono le parti di cibo più difficili da assimilare che vanno a depositarsi e ad accumularsi nell’intestino dove solitamente vengono eliminate con le feci.

A titolo esemplificativo, alimenti con scorie sono:

  • la buccia della frutta;
  • alcune parti della verdura (gambi, bucce, foglie);
  • semi;
  • grasso dei salumi.

Alimentazione priva di scorie e patologie

L'alimentazione senza scorie viene prescritta in presenza di alcuni disturbi e/o patologie:

  • Sindrome del colon irritabile;
  • Diverticolite;
  • Morbo di Crohn;
  • Colite ulcerosa;
  • Colostomia;
  • Ipercolesterolemia;
  • Meteorismo grave;
  • Enterocolite;
  • Dopo una diarrea prolungata.

Alimentazione priva di scorie prima degli esami e intervento chirurgico

La dieta priva di scorie è tipica dell'alimentazione che precede alcuni esami diagnostici della cavità addominale e operazioni, tra questi: 

  • colonscopia;
  • ecografia all'addome;
  • irrigoscopia;
  • preparazione all'intervento chirurgico all'intestino.

Quanto dura le dieta senza scorie

La dieta priva di scorie può durare dai 3 ai 7 giorni al fine di eliminare il più possibile le sostanze nocive e ottenere così un quadro diagnostico il più affidabile possibile. 

La dieta senza scorie prima dell'intervento è necessaria per pulire l'intestino ed evitare reazioni avverse dopo l'anestesia (nausea e vomito). Anche in questo caso, si tratta di seguire la dieta per 3-5 giorni e interromperla 12 ore prima dell'intervento. 

Dieta Senza Scorie Alimentari

Dieta priva di scorie

Da premettere che spetta sempre allo specialista stabilire tempi e modalità di svolgimento della dieta senza scorie e fibre, stilando la lista degli alimenti consentiti e quelli da evitare, per assicurare l'assunzione dei micro e macro nutrienti necessari.

Generalmente, una dieta povera di scorie esclude gli alimenti che contengono fibra alimentare, quali: 

  • formaggi stagionati o fermentati, panna e burro;
  • frutta cruda ricca di fibra con buccia e semi, fichi, pere, prugne, kiwi, uva, melograni, cocco, frutta secca;
  • tutte le verdure comprese verdure fritte o crude, passati di verdure, broccoli, cavolo, cavolfiore, spinaci, rape, ravanelli, mais e altre verdure con semi;
  • legumi: piselli, fagioli, ceci, lenticchie, lupini, fave;
  • farina integrale e derivati: pane integrale, pasta integrale, riso integrale, farro, prodotti da forno che contengono crusca, prodotti di granturco, farina d’avena, biscotti integrali, pop-corn; 
  • carni e affettati grassi (maiale, insaccati e salumi), carne affumicata;
  • pesce e frutti di mare: pesce fritto, molluschi e crostacei;
  • uova fritte;
  • semi oleosi, noci, nocciole, girasole, lino, papavero, sesamo, chia;
  • condimenti e spezie piccanti;
  • conserve alimentari;
  • dolci, marmellata, cioccolato;
  • caffè espresso, cappuccino, latte intero, succhi di frutta con polpa, tutte le bevande gassate e alcoliche.

Inoltre, occorre limitare pomodori, patate, frutti di mare, aglio, miele.

Gli alimenti consentiti in una dieta priva di scorie:

  • Latte e derivati: latte scremato, yogurt al naturale, formaggi freschi, purè, gelato senza cioccolato e nocciole;
  • Frutta: purea di frutta, mele sbucciate, banane, spremute di agrumi e centrifughe (non troppo fredde);
  • Verdure fresche: bollite, al vapore e al forno (zucchine, cetrioli, carote, patate bollite senza buccia, barbabietole);
  • Brodo vegetale (carote o patate), senza la parte solida delle verdure;
  • Cereali e derivati non integrali: pane, pasta, riso, crackers, grissini, crema di riso, tapioca, semolino, biscotti secchi;
  • Carne e pollami magri: pollo, tacchino, coniglio, manzo, vitello, agnello, prosciutto crudo;
  • Uova: uova preparate con cotture semplici (alla coque, sode, in camicia);
  • Pesce fresco;
  • Condimenti: olio di oliva margarina, maionese leggera;
  • Torte e biscotti semplici, ghiaccioli;
  • Tè, camomilla, tisane, bevande decaffeinate;
  • Acqua naturale e succhi di frutta filtrato (senza polpa). 

In conclusione, è bene ricordare che la dieta senza scorie è un regime alimentare terapeutico ed è utile per purificare il corpo dalle sostanze nocive

Allo stesso tempo, quindi, non può essere considerata una dieta dimagrante e non può protrarsi troppo a lungo.

Deve essere prescritta dal medico specialista e suoi benefici derivano dalla disintossicazione e pulizia intestinale. Questa dieta, infatti, favorisce la depurazione del tratto digerente contrastando le infiammazioni prodotte dall’accumulo di sostanze di rifiuto nell'intestino.

Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

a cura di Dr.ssa Irené Matichecchia
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