Cimicifuga: i benefici dell'erba contro i disturbi della menopausa

Anna Nascimben | Editor

Ultimo aggiornamento – 24 Giugno, 2024

Una pianta di Cimicifuga

Quali sono le principali proprietà della cimicifuga e perché è considerata una pianta alleata delle donne? Come utilizzarla e in quali occasioni? È vero che presenta anche delle controindicazioni?

Scopriamo di più su questa specie vegetale.

Cos'è la cimicifuga e cosa serve

La cimicifuga, il cui nome scientifico è Cimicifuga racemosa, è una specie vegetale ampiamente conosciuta e utilizzata che presenta numerose proprietà benefiche. Anche chiamata Actea racemosa è una pianta originaria del Nord America, ma diffusa anche in Europa e in Asia, che viene spesso sfruttata per curare i disturbi legati al ciclo mestruale (da qui l'appellativo di "erba delle donne").

Appartiene alla famiglia delle Ranunculaceae e si presenta come una pianta erbacea perenne alta fino a 1,5 metri e caratterizzata dalla presenza di piccoli fiori bianchi. Questa specie vegetale era conosciuta e utilizzata dai Nativi Americani, i quali erano soliti sfruttarla contro le problematiche del ciclo mestruale, mentre in Europa essa venne introdotta come rimedio fitoterapico intorno agli anni '50.

La cimicifuga è costituita dal kaempferolo (un flavonoide), da alcuni alcaloidi (la citisina e la metilcitisina), dall'acido ferulico e dalle saponine triterpeniche (dette anche glicosidi triterpenici), che comprendono l'acteina, il cimicifugoside e la 26-deossiacteina, vitamine, sali minerali e acido salicilico.

L'efficacia della cimicifuga racemosa è nota fin dall'antichità, non a caso la pianta veniva ampiamente sfruttata dalla medicina popolare per preparare rimedi a numerosi disturbi. In genere se ne utilizzava il rizoma essiccato per contrastare le complicazioni legate all'arrivo della gravidanza o del ciclo mestruale.

Il ruolo positivo esercitato dalla pianta è stato attestato anche dall'Agenzia Europea per i medicinali, la quale ha decretato che gli estratti del rizoma della cimicifuga sono veri e propri rimedi fitoterapici che possono aiutare a contrastare sintomi come le vampate di calore e l'ipersudorazione tipiche della menopausa.


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In commercio è possibile trovare la cimicifuga sotto forma di integratori alimentari, i quali vengono prescritti solitamente sia per alleviare le manifestazioni della menopausa, sia per migliorare la funzionalità articolare e l'equilibrio del ciclo mestruale. Si consiglia di non utilizzare gli integratori per un periodo di tempo eccessivamente prolungato (non più di sei mesi) e di attenersi alle dosi standard, che in genere sono comprese tra i 5 e i 300  mg al giorno.

In alternativa è possibile reperire il rizoma di cimicifuga in erboristeria; esso si trova solitamente essiccato e sminuzzato e può essere utilizzato per preparare tisane e decotti in grado di migliorare i sintomi della menopausa e di rendere il ciclo più regolare.

Le proprietà della cimicifuga

Sia la medicina popolare che, più recentemente la tradizione omeopatica, hanno sfruttato le numerose proprietà della cimicifuga racemosa per mettere a punto efficaci rimedi fitoterapici.

Uno degli ambiti nei quali la pianta trova più impiego è quello della menopausa e del ciclo mestruale, tuttavia il campo ginecologico non è il solo.

 A cosa serve la cimicifuga, allora, e come può essere utilizzata?

  • nel trattamento di reumatismi e problemi articolari. La cimicifuga è efficace nella cura delle tendiniti, dei dolori alla schiena e al collo, oltre che per mal di testa e nevralgie;
  • per migliorare l'insonnia e ridurre lo stress. Sembra che la pianta possa aiutare anche chi soffre di claustrofobia, andando a ridurre il senso di oppressione determinato da questo tipo di disagio;
  • per prevenire la malaria e la dispepsia;
  • per ridurre il rischio di osteoporosi, visto che esercita un'azione positiva sulle ossa;
  • contro le malattie dell'apparato respiratorio, come bronchiti e mal di gola;
  • per contrastare la febbre;
  • per riequilibrare la temperatura corporea. La cimicifuga, infatti, ha la capacità di modulare i recettori del sistema nervoso e di mantenere costante la temperatura interna dell'organismo.

La cimicifuga svolge un'azione antidepressiva, antibatterica e blandamente sedativa, inoltre, sembra sia efficace anche contro i morsi di serpente e per lenire il dolore causato dalle infiammazioni.

In commercio si trova sotto forma di tintura madre, di gocce da assumere per via orale o di granuli.

Cimicifuga in menopausa: perché è utile?

La cimicifuga è un rimedio particolarmente utile per le donne che soffrono di complicazioni legate al ciclo mestruale o alla menopausa. Grazie alla presenza di particolari glicosidi triterpenici (e in particolare dell'acteina e della cimifugoside), la pianta è in grado di esercitare sull'organismo femminile un'azione estrogenica, la quale è efficace per ridurre alcuni fastidi tipici degli squilibri ormonali.

Oltre ad avere interessanti proprietà antinfiammatorie, analgesiche e sedative, la cimicifuga ha la capacità di rilassare la muscolatura liscia presente nell'utero e, di conseguenza, di ridurre il dolore mestruale; i glicosidi triterpenici contenuti al suo interno, poi, riescono a sopprimere la secrezione di ormone luteinizzante LH.

La menopausa si caratterizza proprio per la presenza di grandi quantità di ormone luteinizzante, pertanto la cimicifuga, andando a sopprimerne la produzione, esercita un'azione positiva nei confronti dei disagi causati da questo squilibrio ormonale.

Assumere regolarmente cimicifuga in menopausa aiuterebbe quindi a:

  • ridurre le vampate di calore;
  • mantenere stabile l'umore, andando a contrastare eventuali stati di agitazione o di stress eccessivo;
  • ridurre la diaforesi;
  • mantenersi più concentrate;
  • migliorare la qualità del sonno e contrastare l'insonnia;
  • ridurre la secchezza vaginale e l'ipersudorazione notturna.

Una pianta di Cimicifuga

L'efficacia della cimicifuga racemosa in menopausa sembra essere confermata da alcuni studi, i quali la paragonano a basse dosi di terapia ormonale sostituiva per quanto riguarda la sua efficacia nel ridurre i fastidi tipici di questa condizione.

I composti fitoestrogeni presenti nella pianta hanno la capacità di legarsi ai recettori della serotonina, andando ad alleviare gli stati di nervosismo e agitazione tipici della menopausa

In genere per alleviare i disagi della menopausa si utilizzano i rizomi della pianta ridotti in polvere, mentre per quanto riguarda le quantità, si consiglia di assumere dai 40 ai 300  mg di prodotto al giorno e circa 0,4-2ml di tintura madre.

Il rapporto tra cimicifuga e menopausa è stretto ma la pianta può essere usata anche per migliorare alcuni disturbi mestruali, come ad esempio la dismenorrea, sempre grazie all'azione estrogenica esercitata dai glicosidi triterpenici presenti al suo interno.

Cimicifuga: controindicazioni ed effetti collaterali

Gli effetti benefici della cimicifuga racemosa sono noti, ma quali sono le sue controindicazioni? Nel corso degli anni sono stati segnalati diversi casi di reazioni avverse insorte in seguito al trattamento con questa pianta, inoltre essa ha la capacità di interagire con numerosi farmaci.

I principali effetti collaterali della cimicifuga comprendono:

  • mal di testa;
  • nausea;
  • episodi di vomito;
  • disturbi gastrointestinali;
  • cefalea;
  • vertigini;
  • edema;
  • prurito;
  • esantema;
  • ipotensione;
  • orticaria.

Sono stati inoltre segnalati casi di tossicità epatica, soprattutto in seguito all'utilizzo concomitante di cimicifuga e atorvastatina, che ha causato l'insorgere dell'ittero.

I soggetti che presentano patologie epatiche, così come le donne in gravidanza o che stanno allattando al seno, non dovrebbero quindi assumere cimicifuga, così come coloro che utilizzano medicinali per la cura di tumori ormone-dipendente

La pianta ha inoltre la capacità di interagire con alcuni farmaci, fra cui:

  • gli antidepressivi (in particolare con paroxetina, mianserina e venlafaxina);
  • gli antipertensivi;
  • gli immunosoppressori (come la ciclosporina e l'azatioprina);
  • alcuni agenti antitumorali, come il tamoxifene;

Si sconsiglia altresì l'assunzione di cimicifuga in tutti quei soggetti che stanno già seguendo una terapia ormonale o una cura a base di estrogeni.

Anna Nascimben | Editor
Scritto da Anna Nascimben | Editor

Con una formazione in Storia dell'Arte e un successivo approfondimento nello studio del Digital Marketing, mi occupo da anni di creare contenuti web. In passato ho collaborato con diversi magazine online scrivendo soprattutto di sport, vita outdoor e alimentazione, tuttavia nel corso del tempo ho sviluppato sempre più attenzione nei confronti di temi come il benessere mentale e la crescita interiore.

a cura di Dr. Maurizio Romano
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