Fave dei morti: la ricetta originale per i biscotti alle mandorle

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 28 Novembre, 2022

Ecco la ricetta per il dolce delle fave dei morti

Una ricetta semplice e rapida ma molto caratteristica, quella per preparare gli intramontabili fave dei morti di cui esistono diverse versioni aromatizzate in modo differente, a seconda dei gusti e della regione.

I fragranti biscotti alle mandorle, conosciuti anche come fave dolci, dolci dei morti o ossa dei morti, tornano tra la fine di ottobre, nel giorno di Halloween, e i primi di novembre, per ricordare i defunti e per celebrare la ricorrenza di Ognissanti.

E infatti, anche se nessuno vieta di prepararli in altre stagioni dell'anno, ciò che li rende così particolari è il loro legame con la tradizione. Un’antica tradizione che corre indietro nel tempo, all’epoca degli antichi Romani.

Ecco perché, tra le tante versioni rivisitate, vogliamo proporre la ricetta originale delle favette dei morti, la cui origine è probabilmente umbra, secondo altri marchigiana, ma in ogni caso tipica di tutto il Centro Italia.

Vediamo, allora, come preparare questi amabili biscottini alle mandorle dall'aspetto rustico e molto invitante, che ricorda un po' quello degli amaretti.

Ricetta Fave dei morti

Ecco gli ingredienti e la modalità di preparazione per fare i biscotti alle mandorle. Sono dosati per fare cinquanta pezzi, ma possono essere modificati in base alle proprie esigenze.

Ingredienti per 50 biscotti

  • 200 grammi di mandorle pelate (o farina di mandorle);
  • 125 grammi di farina 00;
  • 125 grammi di zucchero a velo;
  • 30 grammi di burro (per chi fosse intollerante al lattosio, sostituibile con olio di semi);
  • 2 uova;
  • 2 grammi di cannella in polvere;
  • buccia di limone bio, grattugiata; 
  • 1 bustina di vanillina (opzionale);
  • 1 cucchiaino di grappa o rum (opzionale).

Preparazione dei dolcetti con le mandorle

In un mixer, iniziamo a frullare molto finemente le mandorle pelate insieme allo zucchero, fino a ottenerne una farina.

In alternativa, se non si dispone di un mixer o frullatore, è possibile acquistare la farina di mandorle già pronta presso supermercati o negozi di prodotti alimentari specializzati. 

Ottenuta la farina, versiamola in una ciotola dove andremo a preparare l'impasto aggiungendo il burro, la polvere di cannella, le scagliette grattugiata dalla buccia di un limone bio e ben lavato, la farina 00 e le due uova.

Si possono anche frullare tutti gli ingredienti insieme, per ottenere l'impasto. 

Se si sceglie di amalgamare il tutto nella ciotola, si può usare la classica paletta di legno per proseguire, poi, a impastare con le mani.

Dopo aver raggiunto la densità ottimale, fino a ottenere un panetto compatto, preleviamo piccole quantità di impasto, pari a mezzo cucchiaio, per dare la forma delle favette schiacciandole con le dita.

In realtà, ci si può sbizzarrire anche nel dare ai biscotti diverse forme e dimensioni, che possono essere tondi, ovali o più o meno piccoli. 

Terminata questa procedura, li sistemiamo su una teglia coperta con della carta da forno.

Un'accortezza: lasciare almeno un paio di centimetri di distanza tra un biscotto e l'altro, perché durante la cottura si gonfieranno e ingrandiranno.

Mettiamo nel ripiano medio-basso del forno statico a 180° C per 15 minuti, stando attenti che si cuociano bene alla base ma non troppo sulla superficie che dovrà essere dorata. 

Una volta pronti i nostri biscotti, lasciamoli raffreddare e stacchiamoli dalla carta da forno

NB: è possibile preparare i biscotti anche senza il burro, sostituendolo con dell'olio di semi.

Per quanto riguarda gli ingredienti, le versioni cambiano a seconda delle varianti regionali ma anche della voglia di provare altri gusti. 

Con quali altri ingredienti si possono preparare le fave dei morti?

Le fave dei morti sono tipiche dell'Umbria e delle Marche, ma vengono preparate anche in molte altre zone d'Italia. Infatti, non sono poche le rivisitazioni che valorizzano il biscotto con l'aggiunta di altri ingredienti regionali. Come, per esempio, il noto pistacchio di Bronte siciliano

Rivisitazione o meno, le mandorle sono l'ingrediente onnipresente. E sono proprio le mandorle a conferire la croccantezza esterna e la morbidezza al cuore del biscotto.

In alcune versioni, al posto della farina di mandorle si usa la farina di pinoli. In altre, a variare possono essere le proporzioni tra gli ingredienti. 

Per quanto riguarda i liquori, alcuni preferiscono usare la grappa, altri il rum. Non mancano, poi, le versioni con la frutta secca, frutta candita, o con il cioccolato

Anche gli aromi cambiano in base alle preferenze: alcuni scelgono di insaporire l'impasto con la scorza di limone, con l'estratto di vaniglia e con la polvere di cannella, mentre in altre ricette troveremo l'anice o anche l'acqua di fiori d’arancio.

Infine, le fave dei morti si possono trovare in differenti consistenze, più croccanti e friabili o più morbide e delicate.

Come gustare le fave dei morti?

Questi biscotti croccanti e profumati sono adatti come dolcetto di fine pasto e si possono gustare insieme al caffè o al tè, ma anche con del buon vin santo.

Ma è giunto il momento di curiosare nella storia. Dopo aver messo le mani in pasta per preparare le fave dei morti, vediamo la loro storia e perché si chiamano così.

Fave dei morti, origine e storia

I dolcetti dei morti, così rappresentativi della cultura popolare, tornano ogni anno, nei giorni 1 e 2 novembre, per ricordare i propri cari defunti che, secondo la tradizione, vengono a farci visita in quei giorni, e per celebrare la festa di Ognissanti.

Ma da dove viene questa curiosa tradizione della fava associata al nutrimento dei defunti?

La tradizione della fava associata ai defunti deriva da epoche lontane, quando questo legume rappresentava il mondo ultraterreno, in tutto il Mediterraneo.

Nell'antica Roma, si era soliti donare le fave alle divinità dell’Ade (il mondo dei morti) per nutrire gli spiriti dei morti che tornavano per far visita ai vivi.

Secondo diverse credenze e rituali, le fave venivano masticate secche, cotte o donate ai defunti sulle loro tombe, oltre che consumate. 

Questa tradizione si è conservata nei secoli e ha proseguito a vivere nel cristianesimo e negli usi popolari tipici della cultura contadina. Ai legumi, nel tempo, sono subentrati i biscotti di mandorle che conservano tutta la loro arcaica simbologia. 

Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

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