Pianta mangia insetti per giardini e orti

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 13 Novembre, 2023

Piante mangia insetti

La pianta mangia insetti, o insettivore, è una pianta erbacea con la proprietà di catturare e mangiare insetti come mosche, zanzare, afidi, ragni, formiche e altri parassiti.

Si nutre delle sostanze contenute in questi piccoli organismi invertebrati, tra cui l’azoto che si trova nelle loro proteine, il fosforo e altri oligoelementi. Sostanze che le piante insettivore non possono ricavare dai loro habitat, da terreni come torbiere, ripe rocciose, deserti o altipiani aridi. Inoltre, non riescono a nutrirsi attraverso la fotosintesi clorofilliana. 

Le piante mangia insetti sono semplici da curare, ma bisogna sapere di cosa hanno bisogno e come mantenerle al meglio. Per esempio, è utile ricordare che le piante insettivore vivono bene in un terreno umido e ben drenato, con una buona esposizione alla luce solare, a seconda della stagione, e che devono essere regolarmente annaffiate e concimate. Inoltre, è importante assicurarsi che siano ben protette da insetti nocivi e parassiti.

Vediamo quali sono le piante mangia insetti più conosciute e come prendersene cura.

Dionaea muscipula - Pianta Venus Flytrap

La Dionea, anche nota come pianta Venus Flytrap, è originaria delle zone umide del Nord America, ed è una delle più famose tra le piante carnivore anche perché è la sola pianta dentata.

Riconosciamo la Dionea per le sue foglie carnose e arrotondate con i bordi ricoperti di setole appiccicose. Quando un insetto entra in contatto con le sue foglie modificate a forma di trappola, viene catturato e risucchiato al loro interno. A questo punto, la pianta trap produce degli enzimi digerenti per assorbirne i nutrienti. Dopo aver ingerito la preda, le foglie carnivore della pianta venus si aprono di nuovo.

La pianta di Venus Flytrap è una tra le piante più adatte per i giardini essendo facile da coltivare e versatile nel riuscire a vivere in diverse condizioni. 

  • Cresce bene in un terriccio soffice e ricco di sostanze organiche. 
  • Ha bisogno di luce, dunque meglio posizionarla in una zona luminosa ma non al sole diretto. Nei mesi più caldi dovrà stare in penombra per evitare che si bruci. 
  • Anche l'acqua è un elemento molto importante per questa pianta. Ecco perché va annaffiata con regolarità durante la vegetazione. Ma in generale, il segnale per dare acqua è il terriccio asciutto.

Cephalotus follicularis

Cephalotus follicularis, noto anche come lancia del diavolo occidentale o pianta brocca australiana, è una piccola pianta perenne e carnivora, nativa del sud-ovest dell'Australia.

L pianta perenne produce due tipi di foglie: foglie fotosintetiche piatte e foglie modificate a forma di brocca che catturano gli insetti. Le "brocche" sono trappole che utilizzano un rivestimento di cera scivolosa e un liquido viscoso per catturare e digerire gli insetti che vi cadono dentro.

La pianta cresce meglio in zone umide e ombreggiate con suoli acidi, ben drenati e ricchi di torba. Preferisce temperature miti e può soffrire se le temperature superano i 30 gradi Celsius o scendono sotto i 10 gradi. Può essere difficile da coltivare in casa se non si dispone delle condizioni giuste.

Drosera rotundifolia

La Drosera rotundifolia, comunemente conosciuta come rosolaccio rotondo o drosera rotonda, è una pianta carnivora perenne che vive in ambienti soleggiati, in zone umide e torbiere. È una pianta semplice da coltivare e si adatta a diverse condizioni ma ha bisogno terreni ben drenati.

La si riconosce per la sua particolare forma a rosetta e le foglie rotonde e carnose, adesive e lucide, ricoperte di peli che lunghi e sottili che attirano e catturano gli insetti attraverso un liquido appiccicoso (mucillagine) che intrappola gli insetti. 

Piante Eliampora – Heliamphora

Le Heliamphora, note anche come piante brocca del sole, sono un genere di piante carnivore che provengono dalle regioni montuose del Sud America, in particolare dai Tepui del Venezuela. Queste piante sono caratterizzate da foglie modificate a forma di brocca, che utilizzano per catturare gli insetti.

All'interno di queste brocche, la pianta produce un liquido dolce che attira gli insetti. Una volta che un insetto vi cade dentro, non riesce più a uscire a causa dei peli diretti verso il basso all'interno della brocca. L'insetto annega nel liquido e viene digerito dalla pianta.

Le Heliamphora crescono meglio in condizioni umide e soleggiate con suoli acidi e ben drenati. Richiedono anche una buona ventilazione e temperature fresche. Alcune delle specie più facili da coltivare includono Heliamphora heterodoxa, Heliamphora nutans, e Heliamphora minor. 

Nephentes

Le nepente sono piante carnivore originarie del Sud-est asiatico. Crescono con foglie modificate a forma di coppa che producono nettare per attirare gli insetti. La pianta cattura passivamente gli insetti usando le ascidi che usano come trappola.

L'insetto si avvicina alla pianta attratto dai suoi colori e dal nettare che ne ricopre le superfici, ma essendo queste viscide, cade all’interno non riuscendo più a uscire.

Le specie di nepente più conosciute sono:

  • Nepenthes ventrata, dalle trappole di colore verde con striature rosse
  • Nepenthes alata, caratterizzata da ampie ali protettive intorno alle foglie carnivore
  • Nepenthes rafflesiana, con le più grandi trappole carnivore fino a 30 cm.

Pinguicula (pianta della bava)

Le Pinguicula, comunemente conosciute come piante grasse o piante della bava, sono un genere di piante carnivore erbacee tra le specie più comuni nei giardini, in particolare la Pinguicula vulgaris. Sono dotate di foglie appiccicose e ricoperte di ghiandole cistifere che secernono nettare e muco per catturare piccoli insetti.

Alcune delle specie più comuni coltivate includono Pinguicula vulgaris, Pinguicula moranensis, e Pinguicula grandiflora.

Per quanto riguarda le loro caratteristiche, le Pinguicula hanno foglie carnose e appiccicose che secernono un liquido viscoso responsabile di attirare gli insetti e intrappolarli. Le foglie delle Pinguicula possono essere di varie forme e dimensioni, a seconda della specie.

Anche le Pinguicula crescono meglio in ambienti umidi con suoli ben drenati e in zone non troppo soleggiate.

Pianta Sarracenia – Pitcher Plant

Le Sarracenie sono un genere di piante carnivore originarie del Nord America, tipiche degli ambienti paludosi o acquitrinosi, famose per le loro foglie a forma di imbuto con un cappuccio sopra l'apertura. Il meccanismo di cattura degli insetti è lo stesso delle piante precedenti

Le Sarracenie richiedono molta luce, ma non necessariamente diretta. Molte specie possono tollerare o preferire le zone d'ombra. Durante la stagione di crescita attiva, richiedono molta acqua.

Tra le varietà di questa pianta:

  • Sarracenia flava, originaria delle zone umide del Nord America sudorientale, la Sarracenia flava presenta delle foglie gialli a forma di imbuto.

  • Sarracenia purpurea diffusa nelle zone umide del Nord America nordorientale, la Sarracenia purpurea si distingue per le sue foglie porpora a forma di imbuto, le foglie allungate e cave coperto da un cappuccio colorato  che attirano gli insetti per il loro nettare che genera un effetto narcotizzante sull’insetto attirato all’interno dell’imbuto.

Utricularia gibba e Utricularia vulgaris

Sia Utricularia gibba (Humped Bladderwort) che Utricularia vulgaris (Common Bladderwort) appartengono alla famiglia delle Lentibulariaceae, che comprende circa 300 specie di piante erbacee, molte delle quali sono piante carnivore.

L'Utricularia gibba, conosciuta anche come pianta vescica, è una piante acquatiche carnivora dotata di minuscole "vesciche", o trappole, che utilizzano per catturare piccoli organismi acquatici.

La pianta ha foglie sottili e filiformi che galleggiano liberamente nell'acqua. Sulle foglie si trovano le piccole vesciche che catturano piccoli insetti, larve e protozoi. Al tocco dei peli di trigger sulla trappola, la vescica si apre rapidamente e l'organismo viene risucchiato all'interno.

L'Utricularia gibba è adatta ad ambienti d'acqua dolce come stagni, ruscelli e paludi; tollera la luce diretta e la penombra. Può crescere sia in acqua sia in terreni umidi, facendone dunque una scelta versatile per giardini e terrari.

La Utricularia vulgaris è più grande e robusta rispetto a Utricularia gibba; ha fusti più lunghi e spessi con foglie più grandi. Anch'essa cresce in acqua, ma tende a preferire acque più fredde e profonde. 

Le diverse trappole delle piante insettivore

I meccanismi di cattura delle piante mangia insetti sono diversi:

  • Trappole ad ascidio: Queste piante, come le Sarracenie o le Nepenthes, hanno foglie modificate che formano un "ascidio" o brocca. Il bordo dell'ascidio produce un nettare dolce che attira gli insetti. Una volta all'interno, gli insetti scivolano lungo la parete scivolosa dell'ascidio e cadono in un liquido al suo interno, dove vengono digeriti.

  • Trappole adesive: Le piante con questo tipo di trappola, come le Pinguicula o le Drosera, hanno foglie ricoperte di mucillagine, una sostanza appiccicosa che intrappola gli insetti. Gli enzimi digestivi sono poi rilasciati per decomporre l'insetto.

  • Trappole a scatto (o a tagliola): Questo meccanismo è forse più noto nella Venus Flytrap (Dionaea muscipula). La pianta ha foglie modificate che si chiudono rapidamente quando un insetto tocca i peli di trigger sulla superficie interna della foglia.

  • Trappola ad aspirazione: Questo tipo di trappola è usato da piante come l'Utricularia. Queste piante hanno piccole "vesciche" o "utricoli" sulle loro foglie. Quando un piccolo organismo tocca i peli di trigger sulla trappola, l'utricolo si apre rapidamente, risucchiando l'organismo all'interno.

  • Trappola a nassa: Questo meccanismo è utilizzato da piante come la Genlisea. Queste piante hanno foglie tubolari con peli unidirezionali che guidano gli organismi acquatici o del suolo verso l'interno del tubo, ma impediscono loro di uscire.

Cura delle piante mangia insetti, consigli

Ecco alcuni consigli pratici per prendersi cura delle piante mangia-insetti e mantenerle in salute.

Irrigazione

Il terreno deve essere umido ma non bagnato. Da osservare, inoltre, che diverse piante carnivore preferiscono essere irrigate con acqua piovana, proprio come avviene in natura. Molte di queste piante crescono in suoli acidi e poveri di elementi nutritivi, dunque è preferibile evitare l'acqua ricca di sali minerali. Buone alternative, invece, sono l'acqua distillata o quella di condensa del freezer o dei deumidificatori. 

Terreno

Le piante carnivore non tollerano terreni fertili o con pH elevato. Un buon terreno di crescita è una miscela 3:1 di torba bionda acida di sfagno e sabbia orticola, con un pH ideale compreso tra 3 e 4,5. È molto importante che non vi sia un eccesso di azoto nel terreno, perché queste piante carnivore si sono evolute con meccanismi tali da farle sopravvivere in ambienti con bassi livelli di azoto.

Luce

Le piante carnivore hanno evoluto la loro capacità di catturare e digerire insetti in risposta a condizioni di crescita particolarmente difficili, spesso in ambienti con luce solare intensa. Queste piante, quindi, tendono a richiedere molta luce - in molti casi, desiderano il pieno sole per prosperare.

L'esposizione alla luce solare diretta può favorire la crescita e un colorito sano. Tuttavia, come sempre, ci sono eccezioni. Ad esempio, la Pinguicula e la Nepenthes preferiscono condizioni di luce indiretta o parziale, perché un'esposizione prolungata alla luce diretta del sole può causare scottature sulle loro foglie. 

Temperatura

La temperatura gioca un ruolo importante nel determinare la salute delle piante carnivore. Queste piante sono originarie da diversi tipi di habitat, dai freschi altipiani alle aride regioni desertiche. Di conseguenza, le esigenze termiche variano da specie a specie.

Alcune piante carnivore, come le Drosera, possono tollerare temperature estreme e possono crescere in ambienti che vanno dal freddo delle regioni alpine alla calura dei deserti. Altre, come la Sarracenia, preferiscono temperature moderate e possono non sopravvivere a condizioni estreme di caldo o freddo.

È quindi fondamentale considerare le esigenze specifiche di ogni specie quando si decide dove posizionarla e come curarla. 

Malattie e parassiti

Le piante carnivore possono essere attaccate dalla muffa grigia (Botrytis cinerea), che si sviluppa facilmente in presenza di forte umidità e temperature elevate. In presenza di questa malattia, è opportuno intervenire con un fungicida

In sintesi, è bene tenere a mente questi punti:

  • Tutte le piante carnivore richiedono un terreno particolarmente soffice e torboso per poter produrre le trappole e gli enzimi digestivi
  • Annaffiare abbondantemente durante la stagione della crescita ma lascia asciugare del tutto il terriccio tra un'annaffiatura e l'altra
  • Concimare ogni 2 mesi utilizzando un prodotto specifico per piante carnivore
  • Posizionare le piante in zone molto luminose ma riparate dai raggi solari diretti durante i mesi estivi
  • Le piante carnivore vanno rinvasate ogni 2-3 anni sostituendo 1/3 del vecchio terriccio.
Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

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Valentina Montagna | Editor
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