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Xantinuria

Curatore scientifico
Dr. Michelle Colafrancesco
Specialità del contenuto
Medicina generale Urologia

Cos'è la xantinuria?

Con questo nome si descrive un raro disordine ereditario autosomico recessivo del metabolismo purinico dovuto a deficit dell'enzima xantino-ossidasi Questo deficit determina un'eccessiva escrezione urinaria di xantina ed ipoxantina, anziche di acido urico, e puo determinare la formazione di calcoli di xantina nel tratto urinario.

La xantinuria ereditaria fu descritta originariamente come un disordine a carattere benigno del metabolismo purinico, causato da un deficit geneticamente determinato dell'enzima xantina ossidoreduttasi (XOR) che catalizza le reazioni finali della via del catabolismo purinico, ossidando ipoxantina a xantina e xantina ad acido urico.

Studi successivi hanno rivelato che il deficit di XOR puo essere isolato o associato a deficit di due altri enzimi quali l’aldeide ossidasi e la sulfito ossidasi.

I tre enzimi suddetti sono chiamati: enzimi molibdenici

La perdita di funzione sia della xantina che dell’ aldeide ossidasi determina una malattia, clinicamente simile al deficit isolato di XOR, nota come xantinuria tipo II. Invece, il deficit combinato di tutti e tre gli enzimi molibdenici e’ associato ad una grave malattia, che può condurre a morte nell'infanzia o nell'adolescenza. Entrambi i tipi di xantinuria sono rari. La malattia e generalmente asintomatica, o comunque a carattere benigno, e raramente e causa di gravi problemi negli individui affetti.

Meno della metà dei pazienti con xantinuria presenta sintomi riconducibili alla malattia. Una quota uguale di pazienti e riconosciuta sulla base di concentrazioni sieriche di acido urico molto basse.

I sintomi clinici sono dovuti all'accumulo di xantina, sostanza altamente insolubile, nei fluidi corporei. La piu' comune presentazione clinica e costituita dalla presenza di calcoli di xantina nel tratto urinario, i quali possono provocare vari sintomi, come ematuria, cristalluria, coliche renali, o anche insufficienza renale acuta. Episodi ripetuti di formazione di calcoli predispongono ad infezioni ricorrenti del tratto urinario e possono determinare idronefrosi, insufficienza renale cronica o anche morte per uremia. I bambini possono presentare sintomi non specifici, quali, ad esempio, irritabilità e scarsa alimentazione.

Un'altra conseguenza del deposito di xantina è rappresentata dall'insorgenza di dolore muscolare e crampi. Tali sintomi possono essere aggravati dall'esercizio fisico intenso, il quale aumenta il turnover muscolare di nucleotidi.

Alcuni pazienti presentano dolori articolari ricorrenti; tuttavia, in contrasto con il riscontro di cristalli di urati nel liquido sinoviale di pazienti con gotta, nei pazienti con xantinuria ereditaria non è stata mai documentata l'esistenza di artropatia indotta da cristalli. Gli eterozigoti, portatori del difetto genico, sono asintomatici ed hanno concentrazioni plasmatiche di ossipurine normali. Alcuni eterozigoti hanno un rapporto di escrezione acido urico-ossipurine relativamente basso, spiegabile con l'incremento di escrezione di ipoxantina e xantina; purtroppo, questo tipo di escrezione delle ossipurine non e cosi significativa per poter essere utilizzata nell'individuazione degli eterozigoti.

Quali sono i sintomi della xantinuria?

  • Vomito
  • Irritabilità
  • Difetti di crescita
  • Ematuria macroscopica o microscopica
  • Piuria (pus nelle urine)
  • Colica renale
  • Disuria (alterazione della minzione)
  • Pollachiuria (minzione frequente)
  • Incontinenza urinaria
  • Poliuria
  • Dolori addominali

Quali sono le cause?

Il motivo principale della xantinuria è la carenza di Xantina deidrogenasi, l’enzima responsabile della degradazione di ipoxantina e xantina ad acido urico.

Quali sono le complicazioni della xantinuria?

La xantinuria può portare a:

  • Artropatia
  • Miopatia
  • Nefropatia da cristalli
  • Urolitiasi
  • Insufficienza renale
  • Uropatia ostruttiva
  • Infezioni del tratto urinario
  • Ematuria
  • Artrite

Come si diagnostica?

Si diagnostica attraverso: 

  • Analisi delle urine
  • Cultura delle urine
  • Radiografia di reni, ureteri e vescica
  • Pielografia
  • Ecografia renale
  • TAC e risonanza magnetica
  • Somministrazione di allopurinolo 

Come si cura?

  • Assunzione di 1,5-2 litri di liquidi al giorno
  • Evitare la disidratazione
  • Dieta a basso contenuto di purine. Vanno evitati quindi carni (manzo, maiale, pollame, pesce, fegato, rene, cuore), piselli, fagioli, spinaci e lenticchie
  • Somministrazione di farmaci specifici
  • Eliminazione delle pietre di xantina per mezzo delle onde d’urto

Quanti tipi ne esistono?

Ne esistono due grandi tipologie, entrambe di origine ereditaria, come carattere autosomico recessivo.

  • Tipo I è il risultato di un deficit isolato della xantina deidrogenasi.
  • Tipo II è caratterizzato da una carenza di xantina deidrogenasi e di aldeide ossidasi, un enzima correlato.

Sono poi presenti anche altre varianti caratterizzate da mancanza di specifici elementi. Abbiamo quella dovuta a:

  • Carenza da cofattore molibdeno, che si presenta nel periodo neonatale con microcefalia, iperreflessia e altre problematiche al sistema nervoso centrale.
  • Xantinuria iatrogena, che si può verificare quando è in atto la terapia con allopurinolo. 

Quali organi colpisce?

  • Reni, a causa della formazione di cristalli di xantina nei tubuli.
  • Scheletro
  • Articolazioni

Chi colpisce maggiormente?

  • È presente soprattutto nei paesi del Mediterraneo e nel Medio Oriente
  • Consanguineità e clima arido sono particolarmente presenti tra queste popolazioni
  • Colpisce maggiormente i maschi
  • Più della metà dei casi si verificano in soggetti di età inferiore ai 10 anni

Che tasso di mortalità ha?

La morte per questa patologia è legata soprattutto all’insorgere di insufficienza renale. 

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