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Vaccinoterapia

Vaccinoterapia
Curatore scientifico
Dr. Cosimo Moccia
Specialità del contenuto
Immunologia Medicina generale

Cosa è la vaccinoterapia?

La vaccinazione è la somministrazione di vaccini a scopo preventivo.

La vaccinoterapia deve intendersi solamente per quei "vaccini"  desensibilizzanti che non contengono particelle virali o batterichecome i classici vaccini ma sono costituiti da quantitativi infinitesimali delle stesse sostanze che sono responsabili, in alcuni pazienti  delle stesse malattie allergiche da  Acari - Pollined Alimenti o nei soggetti affetti da asma bronchiale.

La vaccinoterapia consiste nell'inoculare componenti virali di virus uccisi o virus vivi privi della capacità di procurare malattie o lo stesso DNA virale riprodotto con tecniche di ingegneria genetica o componenti batterici a cui il nostro organismo reagisce subito con la produzione di anticorpi pronti a  neutralizzare  i virus o i batteri che penetrando nel nostro organismo possono provocaremalattie infettive.

Come funziona un vaccino?

La maggior parte dei vaccini contiene al suo interno il germe della malattia debole o morto, per essere sicuri che non possa nuocere al paziente. Solo alcuni vaccini non contengono germi.

Il nostro organismo può produrre gli anticorpi in due modi: con la malattia stessa oppure con il vaccino. Ottenere il vaccino è un modo molto più sicuro per produrre anticorpi senza soffrire per la malattia e correre rischi peggiori.

Gli anticorpi rimangono nel nostro corpo per molto tempo e questo permette loro di “ricordarsi” sempre come combattere il germe, anche qualora questo si ripresentasse dopo diverso tempo. A volte il nostro sistema immunitario potrà ricordarsene addirittura per tutta la vita. Più spesso, invece, ci sarà bisogno di un “richiamo” per permettere il ricomparire delle giuste difese.

Esistono alcuni vaccini specifici per la prevenzione di una singola malattia, altri invece possono proteggere simultaneamente da diverse malattie (ad esempio, il vaccino vaccino MPRV utile per prevenire le malattie del Morbillo, Parotite, Rosolia e Varicella).

La maggior parte dei vaccini sono somministrati via ago. Scienziati e studiosi sono però alla ricerca di nuovi metodi di somministrazione meno invasivi (ad esempio per bocca o con spray nasale).

Quando fare il vaccino per l’Epatite B?

L’epatite B è una malattia epatica contagiosa causata da un virus (HBV) che attacca il fegato provocandone l’infiammazione. Può svilupparsi in forma acuta oppure cronica. Questo virus può causare infezioni molto gravi con conseguenze anche a lungo termine:

  • cirrosi del fegato
  • cancro al fegato
  • insufficienza epatica
  • morte

Ma l’epatite B può essere prevenuta grazie ad un’attenta opera di vaccinazione. Il vaccino contro l'epatite B è disponibile per tutte le età, è sicuro e molto efficace. Il programma di vaccinazione più spesso utilizzato per bambini e adulti consiste in una serie di tre iniezioni intramuscolari, somministrate nell’arco di sei mesi. Come per tutti i vaccini, esistono anche in questo caso alcuni effetti collaterali:

  • dolore al sito di iniezione
  • mal di testa
  • sensazione di stanchezza

Non ci sono evidenze, invece, che indichino questo vaccino come causa di altre malattie croniche.

La vaccinazione contro l'epatite B è particolarmente raccomandata per:

  • tutti i bambini alla nascita
  • persone il cui partner ha l'epatite B
  • chi è affetto da malattie a trasmissione sessuale
  • uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini
  • chi ha problemi di droga e condivide aghi e siringhe con altri
  • chi in famiglia ha una persona affetta da epatite B
  • chi per lavoro si trova in luoghi spesso contaminati da sangue o altri fluidi corporei
  • chi è affetto da malattia renale allo stadio terminale
  • chi deve recarsi in regioni del mondo con tassi moderati o elevati di epatite B
  • chi è affetto da malattie croniche del fegato
  • chi è affetto da HIV

È sempre buona norma concordare con il proprio medico tempi e modi della vaccinazione, così da cautelarsi anche in caso di eventuali reazione allergiche al vaccino.

Vaccino per HPV: quando farlo?

Il Papillomavirus umano (HPV) è un virus molto diffuso tra le donne ed è la principale causa del cancro al collo dell’utero. Si trasmette soprattutto attraverso i rapporti sessuali. Con la vaccinazione l’organismo è in grado di contrastare l’infezione che porta allo sviluppo del tumore. Vaccinarsi in giovane età, prima dell’inizio dell’attività sessuale, è molto importante perché consente di prevenire quasi del tutto l’insorgere dell’infezione e rende la vaccinazione stessa molto più efficace contro il virus.

Il vaccino per HPV protegge anche contro l’insorgere di verruche genitali (disturbo che colpisce anche gli uomini). La somministrazione del vaccino viene effettuata sul braccio per via intramuscolare.

Effetti collaterali gravi del vaccino per HPV sono rari.

Quelli che esistono sono di lieve portata:

  • dolore al braccio
  • febbre
  • vertigini
  • nausea

Prima della vaccinazione è sempre importante informare il proprio medico di eventuali allergie.Il vaccino contro l'HPV è sconsigliato alle donne in stato di gravidanza. In Italia la vaccinazione per HPV è raccomandata dal Ministero della Salute e offerta gratuitamente a tutte le ragazze nel 12° anno di età.

Vaccini

Esiste un vaccino antinfluenzale omeopatico?

L'omeopatia è un discusso sistema di medicina diffuso da più di 200 anni. Se la medicina convenzionale punta a sconfiggere la malattia inserendo dei virus (o batteri) attenuati per stimolare il sistema immunitario a combattere gli agenti esterni, molti omeopati sostengono che utilizzare infinitesimali quantità di sostanze simili a quelle che causano nei pazienti le stesse malattie, ma in piccolissime dosi, al contrario, può dar loro sollievo.

Per l’omeopatia è dunque improprio parlare di vaccinazione, mentre più corretto sarebbe riferirsi a medicinali omeopatici con azione antivirale.

In molti sostengono che la medicina convenzionale comporti un rischio significativo per il paziente a causa di infezioni allergiche dovute a dosaggi del vaccino troppo forti o troppo improvvisi per l’organismo. L'immunizzazione omeopatica, fornendo una piccola quantità del virus, è in grado di stimolare una risposta immunitaria. L’alternativa omeopatica punta ad offrire una prevenzione sicura ed efficace anche contro l’influenza, soprattutto per i soggetti più anziani.

Nessun sistema di vaccinazione è in grado di fornire una garanzia di protezione del 100%, dal momento che molti altri fattori possono entrare in gioco (predisposizione naturale, stress, abitudini alimentari). Tuttavia la "vaccinazione" omeopatica è la sola ad essere priva di effetti collaterali, a non essere invasiva (è somministrata per via orale) e può risultare efficace.

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