Pericoli social per i bambini: quali sono e quando avvicinarli a questo mondo?

Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ultimo aggiornamento – 09 Aprile, 2024

Dei bambini che utilizzato il cellulare

Nel mondo sempre più connesso dei social network, i bambini sono esposti a una serie di rischi online, tra cui la diffusione illecita di immagini.

È essenziale affrontare questi pericoli attraverso educazione, comunicazione aperta e monitoraggio attivo delle attività online dei bambini.

Scopriamone di più.

Quali sono i pericoli dei social network per i bambini?

I social media possono presentare una serie di pericoli per i bambini, tra cui:

  • contenuti inappropriati: i bambini possono essere esposti a contenuti non adatti alla loro età, come violenza, pornografia o linguaggio offensivo;
  • dipendenza: l'uso eccessivo dei social media può portare a dipendenza, i bambini trovano affascinanti luci, colori, movimenti che diventano fonte di stimolo ininterrotto dai quali risulta estremamente difficile staccarsi dai dispositivi e che possono avere un impatto negativo sul loro benessere mentale e fisico;
  • violazione della privacy: i bambini potrebbero non capire completamente le implicazioni della condivisione di informazioni personali online, mettendo a rischio la propria privacy e sicurezza;
  • distrazione: passare troppo tempo sui social media può influenzare negativamente i sistemi attentivi il che si riversa negativamente nelle prestazioni accademiche e nel coinvolgimento in attività sociali e ricreative offline;
  • pericoli legati alla sicurezza: i predatori online possono approfittare della vulnerabilità dei bambini sui social media per ingannarli o adescarli;
  • impatto sulla salute mentale: l'esposizione a una vasta gamma di contenuti sui social media può influenzare negativamente la percezione del proprio corpo, l'autostima e il benessere emotivo dei bambini;
  • sovraccarico di informazioni: l'accesso costante a una vasta quantità di informazioni sui social media può essere travolgente per i bambini, portandoli a sentirsi sopraffatti o stressati.

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Altri pericoli possono essere:

  • pedopornografia: coinvolge la produzione, la distribuzione e il possesso di materiale sessualmente esplicito che coinvolge minori. I social network possono essere utilizzati per la condivisione e la diffusione di questo tipo di materiale, con conseguenze gravi per la sicurezza e il benessere dei bambini coinvolti;
  • sextortion: la sextortion è una forma di estorsione in cui un qualcuno minaccia di divulgare immagini o video sessualmente espliciti di un individuo a meno che non venga pagato o soddisfatta una richiesta. I minori possono essere particolarmente vulnerabili a questo tipo di minacce a causa della loro mancanza di esperienza e della tendenza a impegnarsi in comportamenti rischiosi come il sexting;
  • grooming: il grooming è il processo attraverso il quale un individuo si guadagna la fiducia di un minore online al fine di perpetrare abusi sessuali. I social network forniscono un mezzo per gli aggressori di individuare e stabilire contatti con potenziali vittime, facendo leva su informazioni personali condivise online;
  • cyberbullismo: coinvolge l'uso di mezzi digitali, come i social network, per intimidire, molestare, minacciare o umiliare altri. I bambini possono essere particolarmente vulnerabili al cyberbullismo sui social network a causa della loro dipendenza dalla tecnologia e della mancanza di competenze per affrontare queste situazioni.

Come evitare i rischi e pericoli dei social network

Al fine di  proteggere bambini e ragazzi dai rischi dei social network, è importante adottare diverse strategie e pratiche:

  • educazione: è buona cosa insegnare ai bambini l'importanza di un comportamento online responsabile, spiegare loro i potenziali rischi associati all'uso dei social network, come il cyberbullismo, il contatto con estranei e la condivisione di informazioni personali;
  • comunicazione aperta: mantenere una comunicazione aperta con i figli riguardo alle loro attività sui social network, facendo presente che possono parlare liberamente se si sentono a disagio o se hanno problemi online;
  • impostazioni di privacy: assicurarsi che i profili dei figli sui social network siano configurati con impostazioni di privacy appropriate. Limitare l'accesso alle informazioni personali e assicurarsi che solo persone fidate possano vedere i contenuti condivisi;
  • supervisione: monitorare l'attività online dei più piccoli, controllando i loro profili e le interazioni sui social network. È possibile utilizzare strumenti di parental control o app specifiche per aiutarsi in questo compito;
  • limiti di tempo: stabilire limiti di tempo per l'uso dei social network. Troppo tempo trascorso online può avere un impatto negativo sulla salute mentale e sul benessere dei bambini. Importante sapere che la mattina appena svegli è il momento peggiore per l’utilizzo dei dispositivio.
  • insegnamento della sicurezza online: insegnare ai figli pratiche di sicurezza online, come la creazione di password sicure, il riconoscimento di truffe e il comportamento prudente quando si interagisce con estranei online;
  • monitoraggio delle app: tenere d'occhio le app che i figli utilizzano sui propri dispositivi. Alcune potrebbero non essere adatte per i bambini o potrebbero presentare rischi aggiuntivi;
  • modello positivo: fornire esempi positivo ai figli sul modo corretto di utilizzare i social network. Mostrare loro come comunicare in modo rispettoso, come gestire i conflitti online e come utilizzare la tecnologia in modo equilibrato;

Implementando queste strategie e pratiche, è possibile ridurre i rischi associati all'uso dei social network per i bambini e creare un ambiente online più sicuro e positivo per loro.

Come scegliere se condividere le foto dei propri figli?

La decisione se condividere o meno le foto dei propri figli sui social media è una questione personale che dipende dalle preferenze individuali della famiglia.

Un bambino che utilizza il cellulare

Tuttavia, ci sono alcuni fattori da considerare quando si prende questa decisione:

  • privacy e sicurezza: valutare attentamente le implicazioni sulla privacy e sulla sicurezza dei figli. Le foto condivise sui social media potrebbero essere visualizzate da un vasto pubblico e potrebbero essere oggetto di utilizzo improprio o di sfruttamento;
  • consenso: se i figli sono abbastanza grandi da comprendere, potrebbe essere utile coinvolgerli nella decisione e rispettare le loro preferenze;
  • impatto a lungo termine: considerare l'effetto a lungo termine che la condivisione delle foto dei figli potrebbe avere su di loro. Le foto condivise online potrebbero essere permanenti e potrebbero influenzare la loro reputazione e la loro percezione di sé stessi in futuro;
  • limiti di condivisione: se si decide di condividere le foto dei figli, stabilire chi può vederle e come possono essere utilizzate attraverso impostazioni di privacy rigorose sui social media e considerando l'opzione di condividere solo con familiari e amici stretti;
  • rispetto per gli altri: assicurarsi di non condividere foto che coinvolgono altri bambini senza il consenso dei loro genitori. Rispettare la privacy e i diritti degli altri.

Quando è il momento giusto per sottoporre i social ai bambini?

Diversi studi indicano come fascia anagrafica di riferimento per un utilizzo consapevole del cellulare quella intorno ai 13-14 anni – ogni bambino e ragazzino, però, è unico e determinare il momento giusto per introdurre i social dipende da diversi fattori, tra cui:

  • lo sviluppo individuale;
  • la maturità emotiva e cognitiva;
  • le dinamiche familiari.

Ecco alcuni punti da considerare:

  • età e maturità: non c'è un'età specifica che sia universalmente considerata giusta per l'introduzione ai social media. Tuttavia, è consigliabile attendere finché il bambino non ha sviluppato una certa maturità emotiva e cognitiva per comprendere i rischi e le responsabilità associate all'uso dei social media;
  • preparazione: prima di permettere ai bambini di utilizzare i social media, è importante educarli sulle implicazioni dell'essere online, come la protezione della privacy, la gentilezza online e la gestione del tempo;
  • supervisione: quando si introduce un bambino ai social media, è essenziale che ci sia una supervisione attiva da parte degli adulti. Questo può includere la condivisione di account condivisi o la supervisione delle attività online del bambino;
  • comunicazione: i genitori devono mantenere una comunicazione aperta con i loro figli riguardo all'uso dei social media, incoraggiandoli a parlare di esperienze online, preoccupazioni o situazioni problematiche che possono incontrare;
  • stabilità emotiva: assicurarsi che il bambino abbia una solida base emotiva prima di introdurlo ai social media. i bambini devono essere in grado di gestire critiche, conflitti e pressioni online senza che ciò influisca negativamente sul loro benessere mentale;
  • regole e limiti: prima di consentire l'accesso ai social media, è importante stabilire chiare regole e limiti sull'uso, compresi gli orari consentiti, i tipi di contenuti che possono visualizzare e le interazioni online.

È sempre importante valutare attentamente le esigenze individuali del bambino e stabilire una solida base di comunicazione e supervisione per garantire un uso sicuro e responsabile dei social media.

Mattia Zamboni | Seo Content Specialist
Scritto da Mattia Zamboni | Seo Content Specialist

Ho conseguito la laurea in Scienze della Comunicazione con un particolare focus sullo storytelling. Con quasi un decennio di esperienza nel campo del giornalismo, oggi mi occupo della creazione di contenuti editoriali che abbracciano diverse tematiche, tra cui salute, benessere, sessualità, mondo pet, alimentazione, psicologia, cura della persona e genitorialità.

a cura di Dr.ssa Maria del Carmen Rostagno
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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