Dormire male in gravidanza può influire sul peso del bambino

Salvatore Privitera | Divulgatore scientifico
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 27 Settembre, 2026

donna incinta non riesce a dormire

Dormire male durante gli ultimi mesi della gravidanza potrebbe essere associato al modo in cui il peso del bambino cambia nei primi anni di vita. A suggerirlo è uno studio pubblicato sull’American Journal of Preventive Medicine, che ha seguito 645 coppie madre-figlio nell’area di Los Angeles, concentrandosi soprattutto su famiglie di origine ispanica.

I ricercatori hanno osservato un andamento particolare. I bambini nati da madri che avevano riferito una qualità del sonno peggiore tendevano ad avere un peso inferiore dalla nascita fino ai primi sei mesi, per poi mostrare un peso maggiore dopo il primo anno di vita. La differenza risultava particolarmente evidente intorno ai 17 mesi.

Lo studio non dimostra che il sonno materno sia la causa diretta di queste variazioni. Mostra però un’associazione che, secondo gli autori, merita attenzione perché la gravidanza rappresenta una fase delicata per lo sviluppo metabolico del bambino.

Lo studio ha seguito 645 madri e i loro bambini

La ricerca ha utilizzato i dati della coorte prospettica MADRES, Maternal and Developmental Risks from Environmental and Social Stressors, un progetto che studia gli effetti di diversi fattori ambientali e sociali sulla salute materna e infantile.

Sono state analizzate 645 coppie madre-figlio. Durante le ultime fasi della gravidanza, alle donne è stata chiesta una valutazione della qualità del proprio sonno attraverso la Jenkins Sleep Scale, un questionario utilizzato per misurare la presenza e la frequenza di disturbi del riposo.

Successivamente, altezza e peso dei bambini sono stati misurati durante le visite di controllo presso la University of Southern California oppure ricavati dalle cartelle cliniche. In questo modo i ricercatori hanno potuto ricostruire l’andamento della crescita dalla nascita fino a circa due anni di età.

Una madre su quattro riferiva una qualità del sonno scarsa

La maggior parte delle donne coinvolte nello studio riportava disturbi del sonno lievi o moderati. Nel 26% delle madri, invece, la qualità del riposo è stata classificata come scarsa. Proprio nei figli di questo gruppo è emerso l’andamento più evidente.

Nei primi mesi di vita questi bambini tendevano a pesare meno rispetto a quelli nati da donne con un sonno migliore. Dopo circa un anno, però, la situazione si invertiva e il loro peso risultava mediamente superiore.

A 12 mesi, la differenza era di circa 346,7 grammi. Il divario maggiore è stato osservato a 17 mesi, quando raggiungeva 751,5 grammi. La differenza non indica necessariamente la presenza di sovrappeso o obesità, ma suggerisce una diversa traiettoria di crescita nei primi anni.

L’associazione era più evidente nei bambini maschi

L’effetto osservato non risultava identico in tutti i bambini. Secondo i ricercatori, l’associazione tra scarso sonno materno e andamento del peso era più marcata nei bambini maschi. Il legame appariva inoltre più forte nei bambini nati a termine.

Il motivo di queste differenze non è ancora chiaro e lo studio non permette di individuare con precisione i meccanismi coinvolti. I risultati indicano però che sesso del bambino e durata della gravidanza potrebbero modificare il rapporto tra sonno materno e crescita successiva.

Il peso era più basso all’inizio, poi aumentava più rapidamente

Uno degli aspetti più interessanti è proprio la direzione del cambiamento. I figli delle donne che dormivano peggio non nascevano semplicemente con un peso maggiore. Al contrario, dalla nascita fino ai sei mesi tendevano ad avere un peso inferiore. La differenza emergeva successivamente, con una crescita che portava questi bambini a pesare di più dopo il primo anno.

Questo andamento interessa i ricercatori perché una crescita ponderale particolarmente rapida durante l’infanzia è già stata associata, in altri studi, a un maggiore rischio di obesità negli anni successivi. Il nuovo lavoro non ha però seguito i bambini abbastanza a lungo da stabilire se le differenze osservate nei primi due anni si traducano realmente in un aumento dell’obesità durante l’infanzia o l’adolescenza.

L’alimentazione del bambino non spiegava la differenza

I ricercatori hanno preso in considerazione anche alcuni elementi che avrebbero potuto spiegare le variazioni di peso. Tra questi figuravano fattori prenatali e postnatali già noti, comprese le modalità di alimentazione del bambino. Secondo gli autori, questi fattori non erano sufficienti a spiegare l’associazione osservata.

Il rapporto con la crescita sembrava invece essere legato soprattutto alla scarsa qualità del sonno nelle ultime fasi della gravidanza. Questo non significa che dieta, allattamento o altri comportamenti non abbiano importanza per la crescita infantile. Indica soltanto che, all’interno delle analisi effettuate nello studio, non spiegavano completamente il legame con il sonno materno.

Perché il sonno in gravidanza potrebbe influire sulla crescita

Gli autori avanzano alcune possibili spiegazioni biologiche, che al momento restano ipotesi. Una scarsa qualità del sonno può influenzare il metabolismo della madre, modificando parametri coinvolti nella regolazione energetica e nella gestione di zuccheri e grassi.

Secondo Carrie V. Breton, autrice senior dello studio, alterazioni del sonno potrebbero contribuire alla cosiddetta programmazione metabolica del bambino durante la gravidanza. Un possibile meccanismo potrebbe riguardare la distribuzione del grasso corporeo nel neonato, il metabolismo dei lipidi oppure i livelli di infiammazione.

Un’altra ipotesi coinvolge lo stress. Dormire male può infatti essere associato ad alterazioni delle risposte fisiologiche allo stress, che a loro volta potrebbero influenzare lo sviluppo fetale. Lo studio, tuttavia, non permette di stabilire quale di questi meccanismi sia realmente responsabile dell’associazione.

Sonno e obesità sono due problemi di salute pubblica

L’interesse verso il rapporto tra sonno materno e crescita infantile nasce anche dal rapido aumento dell’obesità nei bambini e negli adolescenti. Secondo i dati riportati dagli autori, la prevalenza globale di sovrappeso e obesità tra i giovani è più che raddoppiata tra il 1990 e il 2022.

Oggi il problema interessa oltre 390 milioni di bambini e ragazzi tra 5 e 19 anni. Parallelamente, diversi studi hanno collegato una cattiva qualità del sonno a problemi metabolici e cardiovascolari, tra cui diabete, obesità e malattie cardiovascolari. Capire se il sonno durante la gravidanza possa avere un ruolo anche nella salute metabolica futura dei figli potrebbe quindi offrire un ulteriore elemento su cui intervenire precocemente.

Lo studio riguarda soprattutto famiglie ispaniche negli Stati Uniti

Gli autori sottolineano anche una caratteristica importante del campione. La ricerca è stata condotta prevalentemente in una popolazione ispanica residente nell’area di Los Angeles, un gruppo nel quale negli Stati Uniti la prevalenza di sovrappeso e obesità risulta elevata rispetto ad altri gruppi demografici.

In passato il rapporto tra sonno materno e crescita dei figli era stato studiato meno approfonditamente in questa popolazione. Questo rappresenta uno dei punti di interesse della ricerca, ma anche un elemento da considerare quando si prova a estendere i risultati ad altre popolazioni.

Saranno necessari ulteriori studi su gruppi più ampi e diversi per capire se lo stesso andamento venga osservato anche altrove.

Non significa che dormire male provochi obesità nel bambino

Il risultato deve essere letto con cautela. Lo studio è osservazionale e la qualità del sonno delle madri è stata valutata attraverso un questionario, quindi sulla base di ciò che le donne riferivano.

Non è stato condotto un esperimento in cui il sonno veniva modificato intenzionalmente. Di conseguenza non è possibile concludere che una cattiva qualità del riposo in gravidanza causi direttamente un aumento di peso o obesità nei figli. Possono esistere altri elementi legati contemporaneamente al sonno materno e alla crescita del bambino, alcuni dei quali potrebbero non essere stati completamente identificati.

Inoltre, i ricercatori hanno seguito i bambini soltanto durante i primi anni di vita. Non sappiamo quindi se le differenze di peso osservate persistano negli anni successivi.

Valutare il sonno anche durante le visite prenatali

Secondo gli autori, uno degli aspetti pratici più interessanti riguarda proprio l’assistenza in gravidanza. La qualità del sonno viene spesso considerata un problema secondario rispetto ad altri parametri clinici, nonostante i disturbi del riposo siano frequenti durante la gestazione.

Inserire una semplice valutazione del sonno nelle normali visite prenatali potrebbe aiutare a individuare le donne che presentano maggiori difficoltà e, quando necessario, approfondire le possibili cause.

Xiaoran Yang, prima autrice dello studio, sottolinea proprio come il sonno insufficiente o di scarsa qualità durante la gravidanza sia comune e spesso trascurato. La nuova ricerca non permette ancora di affermare che migliorare il sonno materno modifichi direttamente la crescita del bambino. Per dimostrarlo sarebbero necessari studi di intervento.

I risultati aggiungono però un ulteriore elemento a un quadro ormai ampio: il sonno durante la gravidanza non riguarda soltanto il benessere della madre e potrebbe essere collegato anche allo sviluppo metabolico del bambino nei primi anni di vita.

Fonti

Eureka Alert - Mothers’ poor sleep quality in late pregnancy linked to higher obesity risk in their children

Ultimo aggiornamento – 23 Settembre, 2026

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