Una voce prima delle parole: perché leggere ad alta voce può influenzare lo sviluppo del bambino già nel grembo

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva

Data articolo – 04 Febbraio, 2026

donna col pancione legge sul divano

Leggere ad alta voce non è solo un gesto affettivo: secondo evidenze scientifiche e raccomandazioni di esperti sanitari, questa pratica assume un ruolo significativo nello sviluppo uditivo, cognitivo ed emotivo del bambino fin dai mesi della gravidanza. 

La celebrazione della Giornata mondiale della lettura ad alta voce, che ricorre il primo mercoledì di febbraio, richiama ogni anno l’attenzione internazionale sui benefici della lettura condivisa, evidenziando il suo potenziale impatto sulla salute e sull’alfabetizzazione fin dall’infanzia. 

1. Il feto e i suoni: un mondo uditivo già attivo

La capacità del feto di percepire suoni dall’ambiente esterno è sostenuta da numerose evidenze scientifiche. A partire circa dalla 20ª settimana di gestazione, il bambino in utero inizia a distinguere ritmi, voci e suoni complessi al di là del rumore interno del corpo materno. 

Il liquido amniotico non isola completamente l’ambiente uditivo: ciò consente alle onde sonore di raggiungere il feto con un’intensità non completamente attenuata. Questo significa che la voce della madre, dei familiari e anche la lettura ad alta voce possono essere percepite dal bambino, con risposte fisiologiche misurabili, come variazioni della frequenza cardiaca. 

2. Lettura prenatale come stimolo cognitivo e linguistico

La stimolazione uditiva fornita dalla lettura ad alta voce è associata a precoci forme di plasticità neurale. Alcuni studi indicano che l’ascolto continuo della voce materna e del linguaggio articolato può influenzare lo sviluppo del sistema uditivo fetale e facilitare la futura comprensione dei suoni linguistici. 

Questa esposizione precoce non solo favorisce la familiarità con modelli sonori complessi, ma può anche contribuire alla formazione di connessioni neurali legate al linguaggio, anticipando le basi per l’apprendimento alfabetico e la competenza linguistica nella prima infanzia. 

3. Legame emotivo e benessere familiare

Oltre ai potenziali effetti sullo sviluppo cognitivo, la lettura ad alta voce genera un forte momento di connessione emotiva tra genitori e bambino. Diventa un’attività capace di rafforzare i legami affettivi e di trasmettere sensazioni di sicurezza e benessere tanto alla futura madre quanto al nascituro. 

Questa pratica si inserisce in un quadro più ampio di genitorialità responsiva: un approccio che riconosce l’importanza dell’ambiente familiare come fattore determinante per lo sviluppo emotivo e cognitivo del bambino. Il coinvolgimento del partner durante la lettura può amplificare questi effetti, favorendo una relazione di cura condivisa. 

4. Oltre la gravidanza: continuità della lettura condivisa

Il valore della lettura ad alta voce prosegue ben oltre la nascita. Ricerca internazionale mostra come l’ascolto condiviso di storie introduca i bambini a un vocabolario più ricco e a strutture linguistiche più complesse di quelle presenti nel linguaggio quotidiano. Tale esposizione è associata a migliori capacità di comprensione e, in prospettiva, a un maggiore successo scolastico e alfabetico. 

Organizzazioni e iniziative come Nati per Leggere in Italia e Reach Out and Read negli Stati Uniti promuovono programmi strutturati per integrare la lettura ad alta voce nelle prime fasi della vita, includendo anche momenti sanitari come visite pediatriche e incontri nei consultori. 


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5. Lettura ad alta voce come gesto di salute pubblica

Il World Read Aloud Day non si limita a promuovere la pratica della lettura come attività culturale, ma la interpreta come un gesto di salute pubblica con potenziali benefici trasversali. L’esposizione precoce alla lettura contribuisce alla costruzione di reti neurali sociolinguistiche, promuove l’alfabetizzazione e stimola un atteggiamento positivo nei confronti della lettura e dell’apprendimento. 

Coinvolgere le famiglie, gli operatori sanitari e le istituzioni nella diffusione di questa buona pratica può contribuire a ridurre disparità educative e promuovere uno sviluppo infantile sano e completo.

Leggere ad alta voce, sin dai mesi della gravidanza, rappresenta una pratica semplice ma con potenziali implicazioni profonde: stimolare lo sviluppo uditivo e linguistico del bambino, rafforzare legami affettivi, creare basi solide per l’alfabetizzazione futura e sostenere la salute cognitiva ed emotiva della famiglia. 

Promuovere questa abitudine negli ambienti sanitari e familiari può diventare una strategia di prevenzione e promozione della salute fin dai primi giorni di vita.

Fonti

Nature - Prenatal linguistic exposure shapes language brain responses at birth

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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