Un richiamo alimentare che coinvolge un latte destinato ai neonati richiede un livello di attenzione particolarmente elevato.
Il Ministero della Salute ha segnalato il ritiro di specifici lotti di una formula in polvere a fini medici speciali, utilizzata nell’alimentazione dei lattanti, per una possibile contaminazione microbiologica. In questi casi, la prevenzione è fondamentale, soprattutto nei primi mesi di vita.
Latte in polvere ritirato: i dettagli del prodotto
Il richiamo riguarda una formula per lattanti destinata a usi nutrizionali specifici.
Vediamo i dettagli:
- prodotto: Alfamino ACS 6×400 g;
- marca: Alfamino;
- produttore: Nestlé Suisse SA;
- distributore in Italia: Nestlé Italiana SpA;
- lotti interessati: 53503356 e 52973356;
- termine minimo di conservazione: 30/04/2027;
- motivo del richiamo: possibile contaminazione microbiologica.
Il Ministero raccomanda di non consumare il prodotto appartenente ai lotti segnalati, anche se la confezione è già stata aperta, e di restituirlo al punto vendita o seguire le indicazioni fornite dal produttore.
Latte in polvere ritirato: perché il richiamo è rilevante nei neonati
Il prodotto richiamato è destinato a un’alimentazione controllata, spesso utilizzata in presenza di:
- allergie alimentari complesse;
- disturbi gastrointestinali;
- condizioni cliniche che rendono l’intestino più fragile.
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Una possibile contaminazione microbiologica, anche se non confermata in tutti i prodotti, rappresenta un rischio maggiore rispetto a quello associato ad alimenti per adulti. Per questo il richiamo disposto dal Ministero della Salute segue il principio di massima precauzione.
Latte in polvere e rischio microbiologico: conseguenze sulla salute del neonato
In generale, nei neonati, una contaminazione del latte in polvere può provocare:
- infezioni gastrointestinali acute;
- disidratazione rapida;
- peggioramento di condizioni cliniche già presenti.
Nei casi più rari, soprattutto nei lattanti molto piccoli o vulnerabili, l’infezione può diventare sistemica, con necessità di assistenza medica urgente.
Si tratta di evenienze poco frequenti, ma sufficienti a giustificare il ritiro immediato del prodotto.
Il batterio sospettato: Bacillus cereus e la tossina cereulide
Secondo le informazioni disponibili a livello internazionale, il richiamo è legato al sospetto di presenza della tossina cereulide, una sostanza prodotta da alcuni ceppi del batterio Bacillus cereus.
Non si tratta quindi necessariamente della presenza del batterio vivo nel prodotto, ma di una tossina già formata, che può rappresentare un rischio anche dopo la normale preparazione del latte.
La cereulide è considerata particolarmente critica a causa delle sue caratteristiche.
Vediamo quali:
- è termostabile, quindi non viene inattivata dall’acqua calda o dalla ricostituzione della formula;
- può causare intossicazione alimentare acuta, soprattutto a livello gastrointestinale;
- nei neonati può favorire una rapida comparsa di vomito e conseguente disidratazione.
Proprio per queste caratteristiche, quando esiste anche solo il sospetto della presenza di questa tossina, le autorità sanitarie applicano il principio di massima precauzione, disponendo il ritiro immediato dei lotti coinvolti, anche in assenza di segnalazioni cliniche confermate.
Latte ritirato e contaminazione: tutti i sintomi
Se un neonato ha assunto il latte appartenente ai lotti richiamati, è importante monitorare attentamente la comparsa di:
- diarrea;
- vomito;
- febbre;
- irritabilità o pianto inconsolabile;
- rifiuto della poppata;
- sonnolenza insolita o ridotta reattività.
Nei primi mesi di vita anche sintomi lievi possono evolvere rapidamente, ed è quindi consigliabile non sottovalutarli.
Ma cosa fare se si possiede il prodotto richiamato?
Le indicazioni operative sono chiare:
- non utilizzare il latte appartenente ai lotti segnalati;
- conservare la confezione e verificare numero di lotto e data di scadenza;
- restituire il prodotto al punto vendita o seguire le istruzioni del produttore per il rimborso o la sostituzione.
Se il latte è già stato consumato:
- contattare e informare il pediatra.
- osservare il neonato per almeno 48–72 ore;
- contattare il pediatra anche in presenza di sintomi lievi;
- rivolgersi subito al medico o al pronto soccorso in caso di peggioramento o comparsa di febbre, vomito persistente o diarrea importante.
Fonti:
Ministero della Salute - Nestlè Italiana SpA - ALFAMINO ACS041 - Richiamo per rischio microbiologico