Parto in casa, tutti gli accorgimenti da prendere

Valentina Montagna | Editor

Ultimo aggiornamento – 21 Dicembre, 2022

Scopriamo in cosa consiste il parto in casa

Il parto in casa è una scelta ancora piuttosto controversa in Italia per la medicalizzazione della nascita, mentre, già da tempo, in diversi paesi europei e negli Stati Uniti il parto a casa pianificato è già una realtà consolidata (per quelle donne con gravidanze senza complicazioni e che siano assistite da personale specializzato). 

Anche in Italia, negli ultimi tempi, sta diventando sempre più un’alternativa per molti genitori che preferiscono far nascere in casa il loro bambino con la presenza di almeno due ostetriche qualificate che assistono i parti in casa.

Per chi volesse optare per questa soluzione, dunque, cosa bisogna sapere? Quali sono le raccomandazioni, chi deve assistere la partoriente e cosa occorre pianificare affinché il parto a casa sia sicuro per la mamma e per il neonato?

Partorire in casa, le premesse necessarie

È possibile pianificare un parto in casa, preferito da alcuni a quello in clinica o in ospedale, per il maggior supporto e assistenza personalizzata rispetto all'ospedale, per una continuità assistenziale one to one ormai raccomandata in tutte le linee guida internazionali, per il desiderio di intimità, comodità, naturalezza, per le procedure mediche meno invasive. 

Chi preferisce questo tipo di parto, poi, va a considerare il peso delle esperienze negative vissute in ospedale, la divulgazione mediatica dei casi di malasanità e, infine, le particolari condizioni sanitarie esterne come le epidemie

Tuttavia, è fondamentale considerare alcune premesse imprescindibili, come pure prendere tutte le accortezze necessarie consigliate dalle ostetriche per organizzare il parto in casa

Eccone almeno 7:

  1. buone condizioni di salute sia delle mamma sia del feto
  2. non aver avuto un precedente parto cesareo
  3. gravidanza fisiologica, senza complicazioni e a basso rischio
  4. parto singolo (non gemellare) e a termine, con travaglio tra la 37° e 41° settimana 
  5. posizione cefalica del feto (a testa in giù e non in posizione podalica)
  6. una struttura sanitaria nelle vicinanze per far fronte a qualsiasi emergenza
  7. assistenza professionale da parte di ostetriche specializzate nei parti in casa.

Per quanto riguarda le buone condizioni di salute, si deve intendere un quadro clinico che escluda alcuni disturbi e/o patologie:

  • febbre in prossimità del parto
  • cardiopatie e altre malattie croniche
  • diabete gestazionale 
  • malformazioni uterine
  • obesità
  • preeclampsia 
  • nel feto, macrosomia e malformazioni.

Altri fattori da considerare

Parto in casa

Il parto a domicilio ha un costo che si aggira tra i 2000 e i 2500 euro, e che non tutte le regioni prevedono il rimborso delle spese. Inoltre, non è detto sia semplice trovare il personale specializzato nel parto a casa. 

Inoltre, è necessario il ricovero in ospedale in presenza di queste condizioni:

  • febbre;
  • pressione alta; 
  • problemi con il parto e bisogno di farmaci per indurre il travaglio; 
  • parto cesareo;
  • sofferenza del bambino (frequenza cardiaca anormale, difficoltà respiratorie);
  • distacco della placenta (quando avviene un distacco della placenta dalla parete dell'utero prima del parto);
  • prolasso del cordone ombelicale.

Si consiglia di prevenire qualsiasi rischio, prendendo accordi con il personale medico che segue il parto affinché vi siano tutte le condizioni per eseguire un trasferimento immediato in ospedale, qualora ve ne fosse bisogno. 

Come partorire a casa in sicurezza

Sebbene la questione del parto in casa sia ancora per molti versi dibattuta e motivo di polemica tra sostenitori e detrattori, è un dato di fatto che la nascita del bambino possa avvenire senza alcuna complicazione anche dentro le quattro mura, anzi si sostiene che il posto migliore per far nascere il proprio bambino sia il luogo dove la mamma si sente più sicura (molto spesso coincide con la propria casa).

La premessa importante resta quella di assicurarsi la totale assenza dei fattori di rischio descritti sopra, oltre alla necessaria assistenza di figure professionali in grado di assistere la paziente in modo corretto in tutte le fasi:

  • durante la gravidanza;
  • durante il travaglio;
  • dopo il parto.

Le ostetriche per i parti in casa

Chi decide di far nascere il proprio bambino in casa deve assicurarsi di essere seguito da personale specializzato, ovvero da ostetriche qualificate e con percorsi accademici alle spalle, in grado di intervenire anche in caso di emergenza. 

Il loro operato deve poggiare sulla solidità medico scientifica di linee guida ufficiali.

La donna che volesse partorire in casa può optare per il parto assistito da un'ostetrica libera professionista, premessa la possibilità di seguire questa strada nella propria regione e provincia di appartenenza (le ostetriche con contratto ospedaliero o consultoriale non possono assistere i parti in casa, perché non possono avere la partita iva aperta).

In alternativa, si possono sostenere i costi privatamente per farsi assistere da ostetriche che esercitano la libera professione. A seconda della normativa che vige in alcune regioni (non tutte), è possibile richiedere un rimborso fino all'80% della spesa sostenuta.

Il parto in casa, cosa occorre prima e dopo la nascita

Sono tante le domande di chi non ha mai vissuto un'esperienza del genere e non sa come avviene un parto in casa. Ebbene, per tutto ciò che riguarda la preparazione saranno le stesse ostetriche con le quali si entra in contatto a dare ogni dettaglio sull'occorrente e sulla procedura.

Generalmente, l'occorrente per il parto a casa comprende:

  • occorrente che porta l’ostetrica a casa della partoriente;
  • panni, asciugamani, copri-materasso impermeabile;
  • guanti sterili, tamponi, assorbenti post parto;
  • siringa a bulbo sterile, pinza per il cordone ombelicale;
  • sapone antisettico, antimicrobico, lubrificante;
  • bacinella per la placenta.

Per quanto riguarda il post parto, i momenti successivi alla nascita seguono lo stesso iter della nascita in ospedale, verranno eseguiti gli stessi controlli e screeng dalle ostetriche; con la differenza che in casa l'ambiente è sicuramente più intimo e familiare. 

L'unica presenza esterna è quella dell'ostetrica che assiste la mamma e il bambino anche nelle ore successive al parto, monitorando alcuni parametri come la pressione e la frequenza cardiaca. All'ostetrica subentra poi il pediatra che visiterà il neonato 10-12 ore dopo il parto.

Anche nei giorni seguenti, almeno per i primi 10 giorni, l'ostetrica sarà una presenza costante per accertarsi della salute di mamma e bambino, dal punto di vista sia organico sia emotivo.

Valentina Montagna | Editor
Scritto da Valentina Montagna | Editor

La mia formazione comprende una laurea in Lingue e Letterature Straniere, arricchita da una specializzazione in Web Project Management. La mia esperienza nel campo si estende per oltre 15 anni, nei quali ho collaborato con nutrizionisti, endocrinologi, medici estetici e dermatologi, psicologi e psicoterapeuti e per un blog di un'azienda che produce format televisivi in ambito alimentazione, cucina, lifestyle.

a cura di Letizia Samantha Zeverino
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