Come prendersi cura della cicatrice dopo il parto cesareo

Ludovica Cesaroni

Ultimo aggiornamento – 28 Novembre, 2022

Come curare la cicatrice dopo il parto cesareo: consigli

Un parto cesareo è un’operazione da non sottovalutare, che può avere dei rischi e che, prevedendo un taglio sulla parte inferiore dell’addome, presuppone la comparsa di una cicatrice in corrispondenza del taglio

Ma come prendersi cura della cicatrice da cesareo? Scopriamolo subito.

Cicatrice da cesareo: perché compare?

Il taglio cesareo è un intervento che comporta è una ferita che consiste nell’incisione della parte addominale inferiore e dell’utero, e viene praticato in alcune circostanze per permettere la nascita del neonato.

Si tratta dell’unico metodo alternativo al parto naturale e può essere elettivo (programmato per problemi riscontrati nella donna o nel feto, come una posizione podalica del bambino, un bambino con una stima del peso superiore a 4500 gr) oppure d’emergenza (quando viene deciso all’ultimo momento per possibili complicazioni nel parto naturale).

Il processo di cicatrizzazione è piuttosto lungo e il suo compimento viene raggiunto dopo circa 15 giorni dall’intervento,  a volte tale iter può attraversare alcuni ostacoli, nel momento che prevede la chiusura di numerosi strati di tessuto (addominale, fasciale, muscolare e uterino). È possibile che si formino delle cicatrici “a gradino” (il cui nome corretto è cheloidi o ipertrofiche): per questo è importante prendersi cura del taglio fin da subito, e fare il possibile affinché il processo di guarigione avvenga nel migliore dei modi.

Cicatrice da cesareo fresca

Inizialmente, la ferita da taglio cesareo avrà bisogno di guarire completamente e, per questo, il suo aspetto sarà molto marcato.

C’è una buona notizia, però: con il trascorrere del tempo, essa andrà man mano attenuandosi, se così non fosse dovrà essere valutata da un esperto per evidenziale eventuali disfunzioni nella guarigione della cicatrice.

Subito dopo l’operazione si potrebbe avvertire una sensazione di bruciore o di dolore a livello dell’incisione, in particolare quando ci si muove per cambiare posizione nel letto, alzarsi o sedersi. Se il dolore è molto forte, è possibile trattarlo con un analgesico, dopo aver consultato il medico.

Questi sintomi dovrebbero regredire in una o due settimane al massimo.

Il taglio cesareo può essere effettuato in senso verticale o longitudinale e, come tutte le ferite “importanti”, lascia inevitabilmente una cicatrice. 

Il taglio può essere lungo dagli 8 ai 15 cm e viene chiuso con dei punti di sutura che consentono la chiusura completa della ferita chirurgica, la quale impiega 15 giorni per rimarginarsi. I tessuti tornano ad essere solidi dopo alcuni mesi (per questo si sconsiglia di intraprendere una nuova gravidanza prima che sia intercorso un anno dal taglio cesareo).

Ferita da taglio cesareo: aspetto

Subito dopo l’operazione, la ferita avrà un colore rossastro o rosato; trascorse alcune settimane, essa regredisce in modo naturale e il colore tende a scurirsi in base al tono della propria carnagione.

Passato un anno, la cicatrice va schiarendosi, fino ad assumere una tonalità chiara o bruna, con un colore sempre più simile a quello della pelle e trasformandosi in un segno sottile, quasi impercettibile.

Come prendersi cura della ferita da parto cesareo

Affinché la guarigione della cicatrice sia il più veloce e efficace, è necessario prendere alcuni provvedimenti: in questo modo si potrà favorire una perfetta cicatrizzazione.

Occorre trattare la ferita fin da subito, prestando attenzione alle indicazioni del medico. In generale, occorre che:

  • Il taglio rimanga coperto e disinfettato per circa 10 giorni, fino a completa guarigione.
  • Evitare sfregamenti o urti in prossimità della cicatrice.
  • Pulire la ferita con acqua e sapone dopo che si sarà rimarginata (senza sfregarla e lasciandola asciugare all’aria).
  • Imparare ad autotrattare la cicatrice

Come trattare la cicatrice da cesareo

Una volta che la ferita si sarà rimarginata e sarà comparsa la rispettiva cicatrice, è importante continuare ad adoperare delle strategie utili per limitare l'evidenza della cicatrice:

  • Consultarsi periodicamente con il proprio medico curante o la propria ostetrica.
  • Idratare la pelle dove è presente la cicatrice utilizzando una buona crema dal potere lenitivo.
  • Proteggere la cicatrice dal sole, evitando l’esposizione diretta e, se non è possibile, proteggendo e idratando al tempo stesso la parte con creme avanti un filtro solare elevato.
  • Ricordarsi di assumere regolarmente frutta e verdura, per nutrire la pelle dall’interno e promuovere la rigenerazione dei tessuti.

È infatti possibile migliorare l’aspetto della cicatrice seguendo alcune linee guida:

Effettuare un massaggio

Quando la ferita si è rimarginata con successo e non è più fonte di dolore, la si può massaggiare con dei movimenti delicati e utilizzando dei prodotti appositi. 

Effettuando questa azione con costanza, ogni giorno, è possibile rendere la lesione più piatta e meno rilevante. Si può iniziare a praticare un massaggio tastando la cicatrice e la zona circostante con movimenti delicati, mettendosi in posizione supina per circa 20 minuti. Il massaggio deve essere eseguito effettuando dei movimenti circolari utilizzando la punta delle dita, alternando questi movimenti a delle piccole percussioni.

Il massaggio può essere effettuato anche con l’ausilio di prodotti e creme da applicare sulla zona. Incominciare ad effettuare il massaggio dopo la valutazione della cicatrice

Prodotti ad hoc

Applicare un prodotto studiato specificatamente per la cicatrice da taglio cesareo o dei preparati naturali ad uso topico (con ingredienti dalle proprietà lenitive e rigeneranti) può ridurre lo spessore della cicatrice e ridurre anche la colorazione del tessuto, rendendo la parte cicatriziale più simile possibile alla pelle circostante). 

Questi prodotti sono indicati per via delle proprietà nutritive ed emollienti, che possono essere un valido contributo nel processo di cicatrizzazione della ferita e contribuire al suo ridimensionamento.

In particolare, si consigliano quelli arricchiti con vitamina E, calendula e camomilla (quest’ultima è nota anche per le sue proprietà antinfiammatorie e antipruriginose), molto utile è anche l’oleolito di iperico.

Utilizzare cerotti e gel in silicone

Questi dispositivi riescono a contrastare l’ispessimento della cicatrice da cesareo, la sua espansione e l’aumento di fibrosità. È sufficiente applicare il cerotto al silicone nell’area interessata durante tutta la notte. 

Il cerotto aumenta la propria efficacia se alla sua applicazione viene accompagnato l’uso di un gel siliconico durante la fascia oraria diurna; in questo modo sarà possibile raggiungere risultati ragguardevoli. I cerotti in silicone e il gel è utile utilizzarli quando siamo in presenza di una cicatrice con cheloidi.

Oltre alle tecniche appena menzionate, qualora la cicatrice continuasse ad essere ben visibile (e/o si ritenesse eventualmente poco gradevole), è possibile ricorrere anche a trattamenti più decisi e strutturati:

  • Laser terapia: questa tecnica è consigliata per migliorare l’aspetto dei tessuti e deve essere effettuata in centri medici specializzati.
  • Chirurgia estetica: questa pratica è consigliata nei casi in cui la cicatrice risulti estremamente sgradevole alla vista o se essa provoca una deformazione dell’addome (è il caso della cosiddetta “pancia a grembiule”). La chirurgia può essere un’opzione anche nel caso in cui vi siano delle formazioni cheloidi gravi.

Cicatrice da cesareo cheloide: di cosa si tratta?

La cicatrice cheloide, che emerge dopo un taglio cesareo, è una particolare tipologia di cicatrice post-cesareo e compare come risposta ad un’elevata cicatrizzazione dei tessuti nei soggetti predisposti

Anatomicamente, si tratta di una cicatrice più ampia ed estesa di quelle che si verificano di solito e la sua formazione è imputabile a diverse cause, tra cui un’eccessiva diffusione di fibroblasti e il naturale aumento della produzione di collagene, il quale si attiva per ricreare un adeguato tessuto connettivo a livello cutaneo.

Se le fibre di collagene sono in numero troppo elevato, la cicatrice che si formerà sarà più grossa, spessa ed estesa; è possibile notare questa cicatrice molto voluminosa già a partire dalle prime settimane post-parto.

Ottimi esiti sulle cicatrici cheloidi vengono ottenuti con trattamenti manuali sulla cicatrice, sono rarissimi i casi che non traggono beneficio dal trattamento manuale e la percentuale di donne che interviene con chirurgia estetica è quasi nulla. 

In ogni caso, è possibile vagliare la situazione con uno o più specialisti, che potranno suggerire alla paziente l’iter terapeutico migliore da seguire.

Ludovica Cesaroni
Scritto da Ludovica Cesaroni

Amo definirmi una creativa dalla forte impronta razionale. Scrivere, disegnare e creare con le mani sono le mie grandi passioni, ma il pungolo della curiosità mi ha sempre portato a interrogarmi sui grandi misteri della vita e a informarmi sui 'piccoli misteri' dell'uomo.

a cura di Letizia Samantha Zeverino
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in Post parto

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