Acqua frizzante e metabolismo: cosa c’è davvero dietro le bollicine

Emanuela Spotorno |  Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva
A cura di Emanuela Spotorno
Autrice e divulgatrice esperta in salute, benessere femminile e medicina preventiva

Data articolo – 05 Febbraio, 2026

bicchiere di acqua frizzante appoggiato sul tavolo

Negli ultimi mesi l’acqua frizzante è tornata al centro del dibattito scientifico e mediatico per un possibile ruolo nel controllo del peso corporeo

A riaccendere l’attenzione è stato uno studio giapponese pubblicato su BMJ Nutrition, Prevention & Health, che ha ipotizzato un effetto metabolico dell’anidride carbonica disciolta nell’acqua. 

I risultati, tuttavia, vanno interpretati con cautela e inseriti in un quadro più ampio, che tiene conto della fisiologia digestiva e della salute intestinale.

Lo studio giapponese: un effetto possibile, ma limitato

La ricerca giapponese ha analizzato il potenziale impatto dell’acqua frizzante sul metabolismo del glucosio, ipotizzando che l’assorbimento della CO₂ possa influenzare, in modo indiretto, alcuni processi metabolici. Secondo gli autori, la presenza di anidride carbonica potrebbe favorire una lieve attivazione dell’utilizzo del glucosio, con un impatto teorico sul bilancio energetico.

Gli stessi ricercatori sottolineano però che l’effetto osservato è modesto e non paragonabile a quello di interventi consolidati come una dieta equilibrata o l’attività fisica regolare. 

Non si tratta, dunque, di un meccanismo in grado di produrre una perdita di peso clinicamente significativa.

Acqua frizzante e intestino: un equilibrio delicato

Accanto ai dati sperimentali, diversi esperti invitano a considerare il ruolo dell’intestino. La distensione gassosa provocata dalla CO non è un fenomeno neutro dal punto di vista fisiologico. 

In soggetti predisposti, come chi soffre di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) o sovracrescita batterica del tenue (SIBO), l’introduzione frequente di gas può accentuare gonfiore, fermentazione e disagio addominale.

Alcuni studi suggeriscono che stress meccanici e fisiologici, soprattutto in presenza di squilibri del microbiota, possano interferire con la funzione della barriera intestinale. Nel caso dell’acqua frizzante, però, le evidenze restano indirette e non conclusive. 

Questo aspetto rende difficile considerare l’acqua frizzante come una scelta universalmente favorevole.


Per rimanere aggiornato sulle ultime news di salute, seguici su Google Discover


Il ruolo degli ormoni dell’appetito

Un ulteriore elemento di attenzione riguarda la risposta ormonale. Evidenze pubblicate su riviste come Obesity Research & Clinical Practice suggeriscono che la CO₂ possa stimolare la secrezione di grelina, l’ormone che regola la sensazione di fame. Questo meccanismo potrebbe, nel lungo periodo, favorire un aumento dell’appetito, andando in direzione opposta rispetto all’obiettivo di dimagrimento.

Si tratta di dati ancora in fase di approfondimento, ma sufficienti a indicare che gli effetti dell’acqua frizzante non sono univoci e possono variare in base alla risposta individuale.

Quando può essere utile e quando no

In ambito clinico, l’acqua frizzante viene talvolta utilizzata in modo mirato e occasionale per stimolare la secrezione gastrica in soggetti con ipocloridria o digestione rallentata. In questi casi, una lieve distensione dello stomaco può facilitare l’avvio del processo digestivo.

Diverso è il discorso quando il consumo diventa abituale e viene promosso come strategia per il controllo del peso. In assenza di una valutazione personalizzata, il rischio è quello di sottovalutare effetti collaterali gastrointestinali o risposte metaboliche non favorevoli.


Potrebbe interessarti anche:


Una visione prudente e personalizzata

Nel complesso, la letteratura scientifica attuale non supporta l’idea dell’acqua frizzante come strumento efficace di dimagrimento. Gli eventuali benefici metabolici appaiono limitati, mentre i possibili effetti indesiderati, soprattutto a livello intestinale e ormonale, suggeriscono un approccio prudente.

Le principali società scientifiche continuano a ribadire che il controllo del peso si basa su alimentazione equilibrata, attività fisica regolare e stili di vita sostenibili, piuttosto che su singoli alimenti o bevande.

Fonti

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati