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Aristolochia, l’erba che potrebbe causare il cancro al fegato

Ultimo aggiornamento – 06 maggio, 2021

Erbe cancro al fegato: ecco quali sono
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Anche le erbe vanno assunte con attenzione e sotto stretto controllo medico! Non solo potrebbero interagire con diversi processi biologici, e/o con farmaci assunti, ma alcune di esse potrebbero anche essere addirittura tossiche. È sempre consigliabile chiedere consiglio al proprio medico curante, al farmacista o all’erborista di fiducia, prima di assumere erbe medicinali sotto forma di infusi, decotti, compresse, sciroppi, ecc. Tra le erbe ritenute tossiche e cancerogene vi è l’Aristolochia, che contiene appunto acido aristolochico. Vediamo di cosa si tratta.

Cos’è l’acido aristolochico

L’acido aristolochico è una sostanza presente in diversi rimedi della medicina tradizionale cinese e popolare. Si trova nell’Aristolochia, un genere di piante appartenente alla famiglia delle Aristolochiaceae, a cui appartengono più di 500 specie.

Le Aristolochiaceae sono state impiegate nella medicina popolare per curare dolori reumatici e mestruali, per l’ipertensione arteriosa e, addirittura, come collutorio.

L’acido aristolochico causa danni all’organismo

Da tempo è stata riconosciuta la tossicità dell’acido aristolochico. I sospetti su questa sostanza iniziarono quando, in Belgio, un gruppo di donne, dopo averlo utilizzato sotto forma di tisane per perdere peso, aveva sviluppato insufficienza renale e tumori delle vie urinarie superiori.

Il farmacologo dr. Arthur Grollman, della Stony Brook University School of Medicine di New York, ha studiato a fondo i diversi paesi del mondo in cui vi fosse un’alta la frequenza di malattie renali, scoprendo che il consumo di rimedi erboristici, contenenti acido aristolochico, era elevato nei Balcani, proprio dove i tumori di questo genere avevano elevata incidenza.

Ciò sembrava dimostrare che tale sostanza fosse la responsabile di un così elevato numero di casi di patologie renali in questa zona. Di recente anche un gruppo di ricercatori di Taiwan ha posto l’attenzione sulla tossicità di questa sostanza pubblicando uno studio sulla rivista Science Translational Medicine. Anche in tal caso gli studiosi concordano sul fatto che l’acido aristolochico contenuto nelle Aristolochiaceae possa provocare gravi danni renali e favorire, addirittura, lo sviluppo di tumori del fegato e delle alte vie urinarie.

Per via del legame tra acido aristolochico e insorgenza di tumori, da molti anni queste sostanze sono bandite in tutta Europa quindi non più acquistabili né farmacia o né in erboristeria. Ma gli acidi aristolochici li possiamo trovare anche in alcune erbe nostrane che crescono spontanee nei nostri campi, tipiche della nostra medicina popolare. Purtroppo, su alcuni portali internet, vengono vendute come rimedio per diversi problemi di salute ma, invece, «non vanno raccolte e non vanno utilizzate per nessun motivo», come raccomanda l’esperto di fitoterapia Fabio Firenzuoli, direttore del Centro clinico per la Medicina Integrativa dell’Azienda Ospedaliero Universitaria di Careggi – Università di Firenze.

Perché l’acido aristolochico causa soprattutto danni epatici e renali

I farmaci, e le sostanze utilizzate come tali, una volta ingeriti subiscono delle modifiche. La branca della farmacologia che studia il percorso e il destino del farmaco all’interno dell’organismo è la farmacocinetica che distingue quattro vie denominate ADME, acronimo derivato da:

  • Assorbimento – è il passaggio del farmaco nel plasma in seguito alla sua somministrazione
  • Distribuzione – è il passaggio del farmaco dal plasma ai tessuti
  • Metabolismo – il farmaco viene trasformato lungo il percorso nell’organismo
  • Escrezione – riguarda l’allontanamento del farmaco dall’organismo

In tutte queste fasi, le sostanze attraversano l’intero organismo e, dunque, una eventuale sostanza cancerogena o tossica andrà a passare attraverso gli organi. La sostanze assunte per via orale, durante il processo di assorbimento, possono andare incontro a un processo noto come metabolismo di primo passaggio: tutto ciò che attraversa lo stomaco passa dal fegato e, da qui, attraverso la vena porta, per poi essere immesso nel circolo sistemico.

Il farmaco raggiunge quindi organi e tessuti, prima di tutto quelli più perfusi (molto vascolarizzati) come fegato, reni e cervello.
Con il metabolismo si ottiene la trasformazione della sostanza iniziale e quindi della sua struttura chimica. Il metabolismo avviene soprattutto a livello epatico.

L’eliminazione ha come vie preferenziali:

  • via renale, attraverso le urine
  • via epatica, attraverso la bile e le feci
  • via polmonare, attraverso l’aria espirata per farmaci e metaboliti volatili (sotto forma di gas)

Considerando dunque i processi ADME appena descritti, è semplice comprendere come sia l’acido aristolochico sia qualsiasi altra sostanza tossica, passando principalmente attraverso fegato e reni, possa causare danni a livello epatico e renale. Nel caso dell’acido aristolochico, un’assunzione costante nel tempo può causare addirittura il tumore al fegato, alle vie urinarie superiori e ai reni.

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