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Allergia ai cani? Ecco i sintomi che (forse) non hai considerato

Ultimo aggiornamento – 05 giugno, 2020

Allergia ai Cani
Indice

In collaborazione con AAIITO - Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri – Portale:  Allergicamente.it


Allergia ai cani? Sì, possibile (anche se spesso è sottovalutata!). Parliamo, infatti, del 15% o 20% dei pazienti in Italia che ne soffrono, più o meno inconsapevolmente. Si è, infatti, più inclini a considerare i gatti come una "fonte di allergia", ma è bene non ignorare dei campanelli d'allarme significativi. 

Scopriamone di più assieme ad AAIITO

Allergia ai cani: quali sono i sintomi e le cause?

Il progresso, quando parliamo di diagnostica allergologica molecolare, in questi casi ci dà una mano. Secondo una recente indagine, infatti, pare sia stato individuato nell'allergene prostatico Can f 51 dei cane maschio il responsabile delle allergie. 

Questa scoperta, ovviamente, apre a più scenari: si discute di una terapia desensibilizzante ad oggi assente sino a una maggiore attenzione alla diagnosi e, per finire, si ragiona sulla tolleranza ai cani femmina. 

Quali sono i sintomi dell'allergia ai cani? Beh, nulla di nuovo: starnuti, naso che cola, arrossamento, prurito e lacrimazione agli occhi e, nei casi più gravi, tosse con affanno. 

Ma attenzione: non tutti sanno che gli amati cani producono ben 7 proteine allergeniche per lo più di origine epiteliale. Una di queste, denominata Can f 5, è l’equivalente dell’antigene prostatico umano. 

Gli studi disponibili, l’ultimo dei quali condotto in Italia, hanno evidenziato che molti pazienti risultano sensibilizzati al Can f 5 (69,02%) e per molti di questi l’allergia è legata esclusivamente al Can f 5 (57,92%).

"Il vantaggio di essere allergici solo all’antigene prostatico - afferma il dr. Gennaro Liccardi, allergologo AAIITO – Associazione Allergologi Immunologi Italiani Territoriali e Ospedalieri - è quello di una maggiore tolleranza nei confronti dell’esemplare femmina e di essere meno sensibili agli allergeni che il cane condivide con altri mammiferi, come ad esempio conigli, cavalli e criceti ecc. Lo svantaggio di essere allergici prevalentemente al Can f 5 è la scarsa efficacia dei vaccini antiallergici oggi disponibili, perché tutte le formulazioni in commercio contengono un mix di allergeni e non solo il Can f 5 come sarebbe auspicabile. Un altro svantaggio di tale condizione è il maggior rischio di sviluppare allergia al liquido seminale umano, l’antigene umano è l’equivalente di quello del cane, con manifestazioni reattive locali e, talora, generali durante i rapporti sessuali non protetti. Non sono eventi molto frequenti, ma sono ben descritti in letteratura”.

Lo studio multicentrico italiano

Partendo dal fatto che il Can f 5 è proprio solo del cane maschio, i ricercatori si sono chiesti se l’essere allergici solamente a questo allergene, e non anche agli altri, potesse essere dovuto al contatto prevalente con cani di sesso maschile. 

Dalla ricerca, coordinata dal dott. Liccardi, che ha coinvolto 14 Centri di allergologia Italiani e 627 pazienti allergici solo al Can f 5, è stata evidenziata una associazione tra un alto livello di allergia al Can f 5 e il contatto con un cane maschio (86,3%). Invece, nei pazienti senza cani ma a contatto con animali di entrambi i sessi e nei possessori di esemplari femmine il grado di allergia è risultato basso (intorno al 11,8%).

La maggior parte dei soggetti allergici al cane riconosce sia gli allergeni epiteliali che l’allergene prostatico. I nostri studi hanno dimostrato che la positività all’allergene prostatico è molto frequente nei pazienti allergici al cane ed è fortemente associata al contatto con cani maschi. E’ verosimile pertanto che, in questi soggetti, il possesso di un cane femmina possa essere ben tollerato. E’ necessario tuttavia valutare, nel singolo paziente, a quali allergeni dell’animale risulta sensibilizzato poiché la gestione diagnostica e terapeutica risulta differente a seconda degli allergeni che riscontriamo: il vaccino anti-allergico standard, ad esempio, potrebbe non essere efficace perché non contiene esclusivamente il Can f 5”.

Allergia ai cani: cosa fare?

Diciamolo subito: parliamo di consigli. In primis, attenzione a chi vi parla di razze di animali definite ipoallergeniche. Non esistono, infatti, razze in grado di produrre meno allergeni di altre, i cosiddetti cani (o gatti) “ipoallergenici”. 

Poi, sarebbe sempre bene crescere e vivere in un ambiente a contatto con la natura e gli animali. Questo, infatti, potrebbe essere un fattore protettivo verso lo sviluppo di allergia. Non ci sono invece evidenze chiare sull’effetto protettivo dell’esposizione precoce ad animali da compagnia in ambienti urbani dove sono presenti altri fattori “pro-allergici” come l’inquinamento atmosferico.

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