L’aspirina per prevenire l’ictus

Dr.ssa Elisabetta Ciccolella Farmacista
Redatto scientificamente da Dr.ssa Elisabetta Ciccolella, Farmacista |
A cura di Simona Fenzi
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Data articolo – 30 Maggio, 2016

Indice del contenuto

Le potenzialità dell’aspirina continuano a stupire. Se in passato si credeva che servisse solo per far passare un fastidioso mal di testa, adesso se ne stanno scoprendo i benefici anche su pazienti affetti da patologie cardiovascolari e cancro.

Una recente ricerca pubblicata su The Lancet, illustra come l’aspirina, se assunta da pazienti colpiti da mini-ictus, noto anche come attacco ischemico transitorio, possa ridurre il rischio di un nuovo attacco in futuro.

I mini ictus si diversificano dagli ictus ischemici ed emorragici, per il fatto che l’afflusso di sangue al cervello è bloccato solo per brevi periodi, di solito inferiori ai 5 minuti. Questi, oltre che essere pericolosi, sono un avvisaglia per un ictus di livello maggiore in futuro. I ricercatori hanno compiuto il loro studio basandosi su 16.000 casi, per verificare la riduzione del rischio e ne hanno poi analizzate altre 40.000, su tre diversi studi, per valutare l’efficacia dell’aspirina per il trattamento dell’ictus acuto.

I ricercatori hanno osservato come in rischio di un secondo attacco ischemico sia frequente nei giorni subito a ridosso del primo ed hanno notato come l’assunzione dell’aspirina ne diminuisca l’incidenza del 70%-80%. Il dottor Peter Rothwell afferma che “…questa scoperta ha implicazioni per i medici, che dovrebbero dare l’aspirina immediatamente nel caso in cui si sospetti un mini-ictus, senza aspettare i consulti specialistici”.

Continua affermando che, se si sospetta di aver avuto un attacco ischemico minore è bene prendere un’aspirina immediatamente, ancora di più se non si ha un aiuto medico urgente.

I fattori di rischio dell’ictus

Sono vari gli aspetti che vanno a influenzare l’insorgenza di ictus. Maggiore sarà il numero dei fattori di rischio che si hanno, maggiore sarà il rischio totale. I fattori di rischio dell’ictus sono da dividere in varie tipologie, in base a quelle che sono le loro origini. Vediamoli insieme.

Fattori di rischio ictus che non si possono controllare:

  • L’età. Quando si invecchia aumenta il rischio che si presenti questa patologia.
  • Sesso. L’ictus è più frequente negli uomini.
  • Una storia familiare dove siano presenti casi di ictus.

Fattori di rischio medici:

Fattori di rischio legati allo stile di vita, quindi che si possono controllare:

  • La pressione alta è una delle cause principali che porta al verificarsi dell’ictus. Questa va infatti a creare danni alle pareti dei vasi sanguigni, che possono poi portare all’attacco ischemico. Una vita più tranquilla e con uno stile più sano aiuta a ridurre i valori della pressione sanguigna.
  • Il colesterolo alto. Questo va a danneggiare i vasi sanguigni e porta spesso all’ictus.
  • Il fumo è un altro importante fattore di rischio. Basti pensare che il tabacco contiene altre 4000 sostanze chimiche tossiche, che si depositano sui polmoni o confluiscono nel flusso sanguigno. Una volta qui vanno ad aderire alle pareti delle arterie portando all’arteriosclerosi.
  • L’obesità ed il sovrappeso vanno ad aumentare la pressione sanguigna, il colesterolo nel sangue e possono portare anche a malattie cardiache e diabete di tipo 2, oltre che a favorire l’insorgere dell’ictus. Perdere il peso in eccesso, magari rivolgendosi ad un nutrizionista o un dietologo, può essere una cosa positiva.
  • Una dieta povera e la mancanza di esercizio fisico, sono un altro importante fattore di rischio, non solo per l’ictus, ma anche per l’ipertensione, il colesterolo alto, il diabete e le malattie cardiache. Cercare di praticare almeno mezz’ora di esercizio fisico tutti i giorni è di aiuto per mantenere un fisico sano.
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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