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Bypass gastrico per curare il diabete

Ultimo aggiornamento – 07 giugno, 2016

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In un recente studio, che ha coinvolto numerosi esperti di diabete, si è discusso su come la chirurgia barbarica (o chirurgia dell’obesità) potrebbe essere usata nel trattamento del diabete di tipo 2, anche in caso di pazienti che non soffrono di obesità patologica.

Questa affermazione che è sostenuta dalla American Diabetes Association e da altre 45 diverse società mediche, afferma come il diabete, che va a portare a squilibri di ormoni e metabolismo, possa essere trattato con interventi di bypass gastrico (un intervento ad azione restrittiva, garantita dalla creazione di una “tasca” gastrica capace di contenere limitate quantità di cibo). Infatti la chirurgia bariatrica non lavora solo sulle dimensioni dello stomaco, ma anche sul modo in cui il corpo scompone e metabolizza le calorie.

Ai pazienti con diabete di tipo 2, che non rispondono alle cure tradizionali, può essere praticato questo tipo di chirurgia anche quando il loro livello di massa corporea sia superiore ai 35 BMI. Non è chiaro come si debba agire su quelli i cui valori si trovano tra i 30 e i 35. Il dottor Francisco Rubino, uno dei partecipanti allo studio, afferma che questa pratica chirurgica va vista come ultima opzione, dopo aver provato prima con regole ferree nella dieta e poi con l’uso dell’insulina.

Continua affermando che se adesso, quando l’insulina inizia a non fare più effetto, ci si limita ad aumentarne le dosi, con un intervento chirurgico di bypass gastrico si andrebbe a eliminare l’uso di un prodotto che non è più efficace. In questa fase, i medici hanno necessità di monitorare le persone che si sottopongono a questo tipo di intervento, anche se il dottor Rubino è certo che, tra i pazienti diabetici idonei, chi si sottoporrà all’operazione saprà controllare la sua nuova condizione.

I fattori di rischio del diabete

I fattori di rischio legati a questa malattia, si diversificano in base al fatto che siano legati al tipo 1, al tipo 2 od a quello gestazionale.

Quelli legati al diabete di tipo 1 sono:

  • La storia familiare. Un genitore od un fratello con diabete di tipo 1 aumenta il rischio che questo possa presentarsi.
  • I fattori ambientali. L’esposizione ad una malattia virale può far aumentare il rischio di insorgenza di diabete di tipo 1.
  • I fattori dietetici. Sono sconsigliati un basso consumo di vitamina D, l’esposizione precoce al latte vaccino e l’esposizione ai cereali prima dei 4 mesi di età.
  • Posizione geografica. Finlandia e Svezia hanno i più alti tassi di diabete di tipo 1.
  • La presenza di autoanticorpi. Se nel sangue dei familiari di chi ha questa patologia sono presenti degli autoanticorpi, tanto maggiore sarà il rischio che insorga il diabete di tipo 1. Però non tutti i soggetti che li hanno nel sangue sviluppano poi la malattia.

I fattori di rischio legati al pre-diabete e a quello di tipo 2 sono:

  • Il peso. Tanto maggiore sarà il tessuto adiposo e tanto più le cellule diventano insulina resistenti.
  • L’inattività. Fare poca attività fisica è un importante fattore di rischio. Inoltre il movimento aiuta a controllare il peso utilizzando il glucosio, e rendendo di conseguenza il corpo più ricettivo all’insulina.
  • Storia familiare. Come per il diabete di tipo 1, avere un genitore o un fratello con questa patologia aumenta il rischio di insorgenza.
  • La razza. I neri, gli ispanici, gli indiani americani e gli asiatici americani sono più a rischio.
  • L’età. Di solito è più facile si presenti quando si invecchia, anche se sta iniziando a essere frequente anche in giovani adulti, adolescenti e bambini.
  • Sindrome dell’ovaio policistico.
  • Ipertensione. La pressione arteriosa che superi i valori di 140/90 fa aumentare la possibilità di insorgenza della malattia.
  • Livelli anormali di colesterolo e trigliceridi. Fattori di rischio sono valori bassi di colesterolo HDL (quello buono), o quelli alti di trigliceridi.
  • Quando sia presente i diabete gestazionale. Se questa patologia si è presentata durante la gravidanza ed il vostro bimbo al momento della nascita pesava più di 4 kg, allora siete a rischio di diabete di tipo 2.

Un’altra tipologia di diabete è quella gestazionale, che ha come fattori di rischio:

  • L’età superiore ai 25 anni.
  • La storia medica e familiare. Se un fratello e un genitore soffrono della patologia aumenta il rischio di insorgenza. Lo stesso vale in caso in cui ne abbiate già sofferto in una precedente gravidanza o se il bimbo è nato di un peso superiore ai 4 kg o se il feto è morto per cause inspiegabili.
  • Il peso eccessivo aumenta il rischio.
  • L’etnia nera, ispanica, indiana americana, o asiatica è più soggetta al rischio di diabete di tipo 2.

 

 

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