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Calendario vaccinazioni 2016: le vaccinazioni obbligatorie in Italia

Ultimo aggiornamento – 21 ottobre, 2016

Calendario vaccinale 2016: le vaccinazioni obbligatorie
Indice

Nel nostro Paese ci sono una serie di vaccini obbligatori, per i quali è stabilito un calendario nazionale.

Nel calendario vaccinale sono state inserite, a partire da questo anno, le vaccinazioni pediatriche contro la varicella, il rotavirus, in meningococco B e l’HPV, questa volta anche per i maschietti.

C’è anche una proposta che ha intenzione di introdurre l’obbligo di sottoporsi alle vaccinazioni per la scuola, che prevede anche sanzioni per i medici che consigliano di non vaccinare. È, infatti, fondamentale andare a migliorare la copertura vaccinale per i più piccoli per evitare che bambini non vaccinati possano contrarre una di queste malattie e andare poi a contagiare un bimbo che non può essere vaccinato per questioni di salute che lo affliggono.

Cosa prevede il calendario delle vaccinazioni obbligatorie?

Il nuovo piano di prevenzione vaccinale per il biennio 2016-2018 ha intenzione di introdurre tre grandi novità. La più importante è l’introduzione di un calendario vaccinazioni per l’età pediatrica, che preveda un obbligo di sottoporvisi per chi si iscrive a un istituto scolastico. Ai vaccini obbligatori vengono aggiunti quelli per la varicella, il rotavirus, il meningococco B e per il papilloma virus, che viene adesso esteso anche ai maschi. Sanzioni sono in arrivo per i medici che sconsigliano le vaccinazioni.

Nel primo anno di vita, in calendario sono presenti i vaccini contro le seguenti malattie:

Questi vengono somministrati in un unico vaccino, l’esavalente che protegge dai seguenti virus:

  • Pneumococco coniugato
  • Meningococco B
  • Rotavirus

Durante il secondo anno si vaccina contro:

  • Morbillo, parotite e rosolia (vaccino trivalente)
  • Meningococco C o meningococco dei tipi ACYW135 (vaccino antimeningococco)

Quali vaccinazioni prevedono dei richiami?

Sono molte le vaccinazioni che prevedono uno o più richiami. Durante il secondo anno, si ha quello del vaccino esavalente. Intorno ai 5-6 anni si ha quello per la difterite, il tetano, la pertosse e la poliomelite. Si procede anche a somministrare il vaccino quadrivalente nei bimbi nei quali non si sia avuta risposta vaccinale dopo la prima somministrazione.

I richiami delle vaccinazioni sono frequenti anche tra gli 11 ed i 18 anni; in questa fase, sono infatti in calendario quelli per difterite, tetano e pertosse e poliomelite ed è in questa età che si fa quello contro il papilloma virus.

Saltare le vaccinazioni pediatriche: i rischi

I vaccini per neonati sono importanti, infatti questo è il solo modo per proteggerli da un buon numero di malattie infettive. Ma perché la protezione sia efficace è necessario seguire tutte le indicazioni circa i richiami. Ad esempio, nel caso del vaccino per difterite, tetano e pertosse, se si saltano le scadenze fissate per i vari richiami il rischio di ammalarsi raddoppia.

Se i casi di queste malattie aumentano, lo farà anche il rischio per i bambini ancora troppo piccoli per essere vaccinati, che avranno maggiori possibilità di essere esporti ai virus.

È, quindi, importante far aumentare l’immunità di gregge, che non permetterà a queste malattie di trovare campo fertile per diffondersi.

Vaccinazioni e autismo: qual è la verità?

È ormai una voce molto diffusa quella dei vaccini pericolosi che sono all’origine del presentarsi dell’autismo e di altre patologie. Anche se la questione è ancora aperta per i tribunali, è invece chiusa per la medicina che non vede nessun legame tra vaccini ed autismo.

Questo falso mito si è diffuso con il tempo ed è stato rafforzato dalla notizia dell’aumento dei casi di autismo durante l’ultimo decennio, che è stata da subito collegata ai vaccini. In realtà, questo dato può essere giustificato con l’aumento dell’età al momento del concepimento, con fattori ambientali e con la maggiore attenzione nei confronti di questo disturbo, che spesso in passato non veniva diagnosticato o semplicemente veniva collegato ad altre patologie.

Si può concludere che senza il vaccino trivalente il rischio maggiore che si corre è quello ad esempio di contrarre il morbillo o la pertosse.

 

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