Sei un professionista sanitario? Iscriviti
  1. Pazienti.it
  2. Notizie di salute
  3. Carcinoma prostatico: scoperta la molecola che blocca il sistema immunitario

Carcinoma prostatico: scoperta la molecola che blocca il sistema immunitario

Ultimo aggiornamento – 10 luglio, 2015

I risultati di un recente studio, condotto da un gruppo di ricercatori dell’Ospedale San Raffaele di Milano, suggeriscono che una particolare molecola sia capace di bloccare le difese immunitarie del nostro organismo nel caso di tumore alla prostata.

La sensazionale scoperta, frutto della ricerca dell’Irccs Ospedale San Raffaele, coordinata da Matteo Bellone, capo dell’Unità di Immunologia cellulare, potrà forse in un futuro prossimo fare da apripista a nuovi metodi diagnostici e terapeutici nelle fasi iniziali del tumore.

Lo studio 

Nel corso dello studio, pubblicato dalla rivista scientifica Cancer Research, sono stati analizzati campioni umani e modelli murini al fine di capire il meccanismo con cui agisce la proteina Tenascina-C nell’eziologia della patologia.

In particolar modo, questa proteina viene sintetizzata dalle cellule staminali del carcinoma prostatico – le cellule tumorali che contribuiscono alla proliferazione del tumore – e viene utilizzata da queste ultime come un’arma per sfuggire alla risposta del sistema immunitario.

Gli studiosi ritengono che le cellule staminali tumorali siano responsabili della proliferazione del tumore e della formazione delle metastasi localizzate soprattutto nei linfonodi. La diagnosi precoce delle presenza di questo tipo di cellule nella prostata e nei linfonodi pelvici e la loro successiva eliminazione mediante terapie specifiche, potrebbe evitare la diffusione del cancro e la progressione della malattia.

La ricerca, condotta grazie ai finanziamenti di Airc (Associazione italiana per la ricerca sul cancro) e del Ministero della Salute, ha permesso di capire la Tenascina-C viene espressa soprattutto nel corso delle prime fasi del carcinoma prostatico e nelle metastasi. È emerso che la proteina inibisce la funzione di difesa dei linfociti T che dunque non possono più eliminare le cellule staminali tumorali che sopravvivono nei tessuti aggrediti dalla malattia.

Presto, terapie volte a combattere l’attività immunosoppressiva della Tenascina-C potrebbero favorire l’eliminazione delle cellule tumorali che la esprimono, minimizzando le possibilità che il tumore progredisca e formi metastasi.

Questo studio identifica la Tenascina-C come molecola bersaglio di potenziali approcci terapeutici mirati a facilitare il riconoscimento e l’eliminazione delle cellule staminali tumorali da parte del sistema immunitario“, afferma il dottor Bellone. “Sebbene questa ipotesi debba ancora essere verificata appieno sull’uomo, la ricerca potrebbe modificare l’approccio ai pazienti con tumore in fase iniziale, che al momento vengono soltanto tenuti sotto osservazione nel tempo“, continua l’autore dello studio.

 

Mostra commenti
Le allergie non vanno in vacanza durante l’estate
Le allergie non vanno in vacanza durante l’estate
Una pillola per prevenire l’Hiv
Una pillola per prevenire l’Hiv
Contatta uno specialista Prenota un videoconsulto
Articoli più letti
Dormire in una posizione errata potrebbe aumentare il rischio di Alzheimer
Dormire in una posizione errata potrebbe aumentare il rischio di Alzheimer
Il calcio dopo i 50 anni: inutile e rischioso?
Il calcio dopo i 50 anni: inutile e rischioso?
Lavorare di notte aumenta il rischio di diabete
Lavorare di notte aumenta il rischio di diabete
Avocado, la nuova arma contro il colesterolo
Avocado, la nuova arma contro il colesterolo