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Carne rossa o bianca? Sembra non vi sia differenza

Redazione

Ultimo aggiornamento – 27 Aprile, 2021

Differenza tra carne rossa e bianca

Meglio preferire il pollo o il manzo, per limitare il rischio di malattie cardiovascolari?

Secondo un recente studio pubblicato dall’American Journal of Clinical Nutrition sembra che non ci sia alcuna differenza tra carni rosse e bianche per quanto riguarda la capacità di innalzare i livelli di colesterolo LDL, il cosiddetto colesterolo “cattivo”.

Tale evidenza contraddice le più classiche raccomandazioni nutrizionali degli esperti per prevenire il rischio cardiovascolare, diabete e alcuni tipi di patologie neoplastiche.

Fino ad oggi, infatti, il diktat è stato quello di limitare il più possibile l’assunzione di carne rossa – come manzo o maiale – a favore della più salutare carne bianca, sulla base dell’osservazione che il maggior contenuto di acidi grassi saturi (SFA) della carne rossa potesse influire negativamente sull’innalzamento della concentrazione plasmatica di colesterolo LDL. O, almeno, questa era la convinzione.

A scoprire che carne bovina e pollame hanno il medesimo impatto sui livelli di colesterolo è stato un team di ricerca americano guidato da scienziati del Children’s Hospital Oakland Research Institute (CHORI). Cerchiamo di andare più a fondo.

Non c’è differenza tra carne e carne

Obiettivo dello studio APPROACH (Animal and Plant Protein And Cardiovascular Health) coordinato dal dr. Krauss era di valutare se le concentrazioni plasmatiche di lipidi differissero significativamente seguendo una dieta molto ricca di carne rossa rispetto a un regime alimentare ricco di carne bianca o di proteine vegetali. L’obiettivo? Valutare l’impatto degli acidi grassi sull’organismo.

I risultati hanno stupito i ricercatori. È infatti emerso che i regimi ad alto contenuto di carne rossa così come quelli a base di carne bianca determinano un significativo aumento del colesterolo LDL rispetto alla dieta ricca in proteine vegetali.

Quando abbiamo pianificato questo studio, ci aspettavamo che la carne rossa avesse un effetto peggiore sui livelli di colesterolo nel sangue rispetto alle carne bianca, ma siamo rimasti sorpresi che non fosse così: i loro effetti sul colesterolo sono identici quando i livelli di grassi saturi sono equivalenti” – ha dichiarato il dr. Krauss.

Insomma, lo studio apre nuovi scenari per le future revisioni delle raccomandazioni nutrizionali che dovrebbero quindi sostenere un consumo limitato della carne, indipendentemente dall’origine, sostituendola con vegetali, soprattutto legumi o latticini come i formaggi.

Andrebbero inoltre abbandonati i cibi ricchi di acidi grassi saturi, a favore di fonti di acidi grassi polinsaturi. Inutile aggiungere che dovrebbero essere introdotti sempre maggiori quantità di frutta e verdura.

Dallo studio non sono invece emerse significative variazioni tra i vari gruppi per quanto riguarda la pressione sanguigna, la clearance del glucosio ematico e la reattività endoteliale, tutti fattori che aumentano il rischio cardiovascolare. Come chiarisce lo stesso dr. Krauss, lo studio non è certo privo di limitazioni: sono state coinvolte un numero esiguo di persone, non è stato  introdotto il pesce nelle diete e non sono state considerate carni lavorate come salsicce o insaccati.

Nonostante ciò, i risultati di questo studio sono in linea con le raccomandazioni nutrizionali che promuovono diete un’elevata percentuale di alimenti a base vegetale.

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a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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