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Cataratta, rischio di ictus e infarto maggiore dopo l’intervento chirurgico?

Gloria Negri | Biologa e ricercatrice

Ultimo aggiornamento – 18 Novembre, 2021

Cataratta e Ictus: il Legame

Cataratta? Forse, questa notizia potrebbe interessarvi: sembrerebbe, infatti, che chi si sottopone a un intervento di cataratta mostri un aumento del 36% della mortalità per cause vascolari, ovvero dovuto sia ad ictus che ad infarto.

A sostenerlo, uno studio osservazionale condotto presso il Centro di oftalmologia dell’Università di Melbourne e pubblicato online sul British Journal of Ophthalmology.

Cataratta e ictus: qual è il legame?

I ricercatori si sono basati sui dati di un campione di 14.918 persone, di età pari o superiore a 40 anni, che avevano partecipato alle Survey del National Health and Nutrition Examination, condotte negli Stati Uniti dal 1999 al 2008. Dei 14 mila coinvolti, 2.009 (9,61%) hanno riferito di aver subito un intervento di cataratta e che, quindi, si suppone fossero affetti da cataratta clinicamente significativa. 

I decessi sono stati monitorati per un periodo di quasi 11 anni, durante i quali 3.966 (19,1%) partecipanti sono morti. Dopo aver preso in considerazione una serie di fattori socio-economici e sanitari, solo l'associazione tra chirurgia della cataratta e mortalità correlata ai vasi sanguigni è rimasta significativa. 

Il rischio di morte per qualsiasi causa era del 13% più alto nelle persone che dichiaravano di aver subito un intervento di cataratta rispetto ai partecipanti che non avevano fatto questo intervento, mentre il rischio di morte per cause vascolari era del 36% più alto. Nessuna associazione significativa è stata osservata specificamente tra chirurgia della cataratta e cancro, malattie respiratorie, malattie renali, malattia di Alzheimer o incidenti.

Qual è la relazione tra gli occhi ed il cuore?

Le ipotesi avanzate, per spiegare l’associazione tra occhi e cuore, sono diverse, tra cui:

  • la presenza della cataratta potrebbe essere indicativa di una condizione di stress ossidativo che, oltre a favorire l’opacizzazione del cristallino, contribuisce all’aterosclerosi, attraverso il meccanismo molecolare del danno indotto al DNA, ma non riparato;
  • la degenerazione del cristallino associata alla cataratta potrebbe essere secondaria a un disturbo sistemico più diffuso che coinvolge altri organi, aumentando il rischio di mortalità vascolare;
  • la depressione potrebbe nascondersi dietro l’associazione tra la cataratta e le malattie cardiovascolari. È stato dimostrato che i pazienti con cataratta hanno maggiori probabilità di andare incontro a depressione rispetto a quelli senza cataratta, anche dopo aver subito un intervento chirurgico; è altresì noto che la depressione aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari.

Conclusione

Nonostante questo studio presenti alcune limitazioni, in particolare, per la sua natura osservazionale, non può dimostrare alcun nesso causale tra la cataratta e le malattie cardiache, ma solo descriverne un’associazione, oltre al fatto che l’operazione chirurgica è stata utilizzata come surrogato della cataratta clinicamente significativa, che significa che alcuni casi di cataratta non trattati con la chirurgia potrebbero essere stati ignorati dall’analisi, questa ricerca ha trovato associazioni significative tra la chirurgia della cataratta, la mortalità vascolare e la mortalità per tutte le altre cause. 

Saranno comunque necessari ulteriori studi per confermare queste associazioni e per indagare ulteriormente sui meccanismi che vi sono alla base.

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Gloria Negri | Biologa e ricercatrice
Scritto da Gloria Negri | Biologa e ricercatrice

Osservare un meccanismo biologico, formulare delle ipotesi per spiegarlo e allestire esperimenti per confermare la propria tesi per poi raccogliere i dati e, infine, pubblicarli per rendere la propria scoperta fruibile a tutti: questo è il compito di ogni scienziato… e quindi anche il mio! Sono biotecnologo con dottorato di ricerca in genetica molecolare con una profonda passione per la scrittura e per la divulgazione scientifica. Sono autore e co-autore di articoli scientifici pubblicati su riviste internazionali indicizzate, di abstract per congressi, di contributi per siti internet e di un libro.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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