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Grandi passi avanti per la fecondazione assistita grazie all’analisi dei dati genetici

Ultimo aggiornamento – 21 Maggio, 2014

Oltre 6,7 milioni di donne negli Stati Uniti hanno difficoltà a concepire, secondo i dati del US Centers for Disease Control. Tuttavia, il dato preoccupante è che solo una piccola percentuale di loro ricorre ai servizi e alle strutture che potrebbero aiutare a rimanere incinta o a impedire un aborto spontaneo.

Dietro queste statistiche si nascondono spesso storie strazianti, che raccontano speranze, sacrifici, delusioni. Per questo, l’azienda americana Celmatix, una startup con sede a New York, ha iniziato una serie di studi clinici per rendere il processo più trasparente e offrire terapie mirate con maggiore probabilità di successo.

Il sistema tecnologico messo a punto da Celmatix, chiamato Polaris, permette infatti di analizzare i dati genetici per fare delle previsioni sull’efficacia dei trattamenti di fecondazione assistita specifici per le pazienti, fino ad ora determinata solo in base all’età.

Determinare la risposta ai trattamenti

L’idea innovativa di Celmatix è stata quella di combinare dati obiettivi su problemi di fertilità provenienti da cliniche partner con analisi predittive sugli esiti, utilizzando parametri clinici dei laboratori.

Il sistema permetterà alle donne con difficoltà di concepimento di pianificare la loro gravidanza mostrando loro le probabilità di successo con diversi trattamenti di fertilità nel corso dell’intero trattamento. Le pazienti saranno così incoraggiate a seguire con costanza il trattamento più opportuno, visto che oggi due delle principali cause della sospensione della terapie sono la mancanza di chiarezza e lo stress emotivo.

Definizione dell’algoritmo e investimenti

Come spiega Piraye Yurttas Beim, fondatrice di Celmatix, l’azienda è focalizzata al momento sulla costruzione dell’algoritmo e collabora con 5 cliniche di New York. Dalla sua capitalizzazione iniziale, l’azienda ha raccolto circa 6,3 milioni di dollari ed è alla ricerca di circa 10 milioni per continuare la ricerca e poter offrire presto soluzioni concrete.

Secondo Beim, si tratta di un’occasione emozionante che porterà a poter programmare la fertilità, aiutando milioni di donne a realizzare il sogno di avere un bambino. 

 

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