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Sono nate le prime due gemelle con Dna modificato?

Redazione

Ultimo aggiornamento – 28 Novembre, 2018

Sono nate le prime due gemelle con Dna modificato?

Due bambine cinesi, Lulu e Nana, sono nate in salute qualche settimana fa”. A darne l’annuncio (felice o meno, a voi il giudizio) è stato il genetista cinese He Jiankui in un video pubblicato su YouTube.

Si tratta dei primi due bebè geneticamente modificati: il loro Dna è stato infatti alterato con la tecnica nota come Crispr, per introdurre nel corredo un gene che le rende più resistenti a una serie di malattie tra cui l’Hiv, da cui è affetto il padre.

Per una delle due bimbe, però, la modifica del Dna non sarebbe riuscita. Ma qual era l’obiettivo dei ricercatori? Secondo il dr. George Church, dell’Università di Harvard, si voleva semplicemente sperimentare la tecnica di diting del Dna, piuttosto che evitare la malattia.

Anche il genetista Kiran Musunuru, dell’Università Pennsylvania, sembra essere dello stesso parare: la bimba nata da questo embrione, infatti, non guadagnerà nulla in termini di protezione contro l’Hiv e, nonostante ciò, è stata “esposta a tanti altri rischi attualmente sconosciuti per la sicurezza”.

He Jiankui, stando alle prime dichiarazioni, ha affermato che genoma delle due bambine non hanno mostrato alterazioni significative a parte quella voluta. Le controindicazioni di lungo periodo, però, non sono ancora note.

Modificazioni genetiche: il dibattito non si ferma

Attenzione, però. La notizia non è ancora stata confermata da fonti indipendenti. Tra le mani abbiamo solamente il materiale fornito dal “padre” di Lulu e Nana, il genetista He Jiankui.

Certo è che se dovesse essere confermata, saremmo dinnanzi a un momento davvero epocale per la storia dell’umanità, destinato a scatenare dibattiti senza via d’uscita. Basta tornare indietro nel tempo, al 2015, quando un équipe di scienziati (cinesi, ancora una volta) sperimentò la modificazione genetica Crispr su un embrione umano. La comunità scientifica internazionale reagì in modo molto fermo, con la richiesta di impegnarsi a non ricorre mai a questa tecnica per una vera gravidanza.

Sono passati tre anni, e siamo arrivati ad applicare la modificazione a sette coppie che si sono rese disponibili. Una normale fecondazione in vitro, ha spiegato lo scienziato. Ma qualcosa, questa volta, è andato diversamente. Insieme allo sperma di Mark, questo il nome (di fantasia) del padre, verso le uova di Grace, è stata indirizzata anche una proteina Crispr/Cas9 con le istruzioni per sostituire il gene (CCR5) con una variante che renderà i bebé più resistenti alle infezioni da Hiv e altre malattie, tra cui il colera. Una variazione che in linea generale avviene in modo naturale ma che, in questo caso, è stata ottenuta artificialmente, prima che l’embrione fosse impiantato nell’utero della donna.

Una precauzione necessaria? No, obiettano in tanti. Ma una cosa è certa: l’esperimento, se confermato, ha mostrato la capacità dell’uomo di modificare la vita biologica.

La sospensione dello studio

Le polemiche, di certo, non si sono placate. Lo scienziato cinese, dopo le critiche ricevute, ha infatti annunciato la sospensione degli esperimenti.

Devo presentare le mie scuse per la diffusione inaspettata dei risultati” – ha affermato He, davanti alla platea di una conferenza a Hong Kong, sottolineando che “la sperimentazione clinica è stata messa in pausa a causa della situazione attuale”, continuando però a difendere il proprio progetto.

Parlando allo Human Genome Editing Summit, lo scienziato ha rivelato che lo “studio è stato sottoposto a una rivista scientifica per la revisione” e ha confermato che la Southern University of Science and Technology di Shenzhen – dove è stato condotto l’esperimento – non era al corrente dello studio che stava conducendo.

Un problema etico

Sarà vero tutto vero? Porsi questa domanda ci pone già dinnanzi a un problema etico. Se il genetista cinese, invece di passare attraverso i classici controlli pubblicando su riviste accreditate, decide di annunciare l’evento in conferenza stampa, possiamo già affermare che il modus operandi della scienza è esso stesso minacciato. Nessuno annunciò la nascita di Dolly, prima che le prove fossero controllate e fino a che Nature pubblicasse l’articolo.

A questo punto, siamo forse davanti a una provocazione? Ricordiamoci che siamo in Cina, dove le regole – in questo e in altri ambiti – sono piuttosto sfumate e dove proliferano riviste con articoli che spesso di rilevano dei falsi.

Vero o no, siamo davanti a un episodio da far west della ricerca. Che comunque, ci obbliga a riflettere.

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