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Coronavirus, dall'insufficienza respiratoria alla guarigione: le fasi della malattia

Ultimo aggiornamento – 25 Marzo, 2020

Polmoni e Coronavirus

Intervista al  dr. Josuel Ora , specialista in pneumologia, Dirigente Medico presso il reparto di Malattie dell'Apparato Respiratorio del Policlinico Universitario Tor Vergata.


Insufficienza respiratoria, saturimetro, polmonite... in queste settimane, in relazione alla grave emergenza sanitaria causata dal Coronavirus, non sentiamo parlare di altro. Ma quanto riusciamo a capire davvero e a cosa sarebbe bene prestare attenzione? 

Abbiamo rivolto alcune domande al dr. Josuel Ora, specialista in pneumologia. 

Cosa si intende con insufficienza respiratoria?

L' insufficienza respiratoria   si verifica quando l'ossigeno nel sangue non riesce a soddisfare le esigenze dell'organismo. 

La definizione tecnica, nello specifico, è quando a livello dell'emogasanalisi (EGA), un prelievo di sangue arterioso, l'ossigeno è inferiore a 60 mm di mercurio

Un modo ancora più semplice per valutare l'insufficienza respiratoria è attraverso il saturimetro, un apparecchio a infrarossi che si mette sul dito e valuta quanto l'emoglobina è satura di sangue. 

Se si hanno valori al di sotto di 90%, si può parlare di insufficienza respiratoria, valori al di sotto di 92-94% sono comunque patologici in persone sane e conviene contattare un medico, mentre valori al di sopra di 97% possono essere considerati normali.

Quali sono i sintomi a cui prestare attenzione?

I sintomi tipici del Covid-19 sono febbre, anche alta, affanno (dispnea) e tosse, mentre sintomi collaterali meno frequenti sono dolore toracico, alterazione del gusto e dell'olfatto o dissenteria.

Per quanto riguarda il sintomi respiratori, la dispnea, che è il sintomo più comune dei pazienti che hanno polmonite, viene definita come una difficoltà a respirare

In corso di polmonite, l’affanno è un tipico "affanno da sforzo"; è bene, infatti, prestare attenzione e capire se non si riescono più a svolgere le normali attività quotidiane, come salire una rampa di scale. Le persone anziane potrebbero avere problemi a compiere azioni più semplici, a causa del respiro mancante, come parlare al telefono. 

Un indice di riferimento è quando aumenta la frequenza respiratoria. Ci si può sdraiare a letto e contare i propri respiri; se si contano 30 respiri in un minuto sono troppi, perché la frequenza respiratoria normale dovrebbe essere inferiore a 20. 

Perdita dell'olfatto e del gusto: è un fenomeno transitorio? 

Si tratta di un fenomeno transitorio, legato alla malattia e alcune persone lo sperimentano normalmente quando sono raffreddate. In questa malattia, questo sintomo sembra essere tipico, perché - scendendo più nel dettaglio - si è visto che il virus è stato rilevato sia a livello sistemico (del sangue) sia a livello del liquor cefalorachidiano. 

Sono comparse in alcuni soggetti congiuntivite e alterazioni a livello cerebrale. 

Perché l'insufficienza respiratoria da Coronavirus compare "improvvisamente"?

Ci sono dei peggioramenti non improvvisi, ma rapidi (questione di ore- giorni). 

Quello che abbiano notato in ospedale è che i pazienti che sono più o meno stabili a un certo punto crollano. Parliamo, dunque, di un rapido peggioramento dello scambio dei gas. E’ come se il nostro polmone avesse un punto di rottura, come un’auto che "va in riserva", se continuiamo a camminare prima o poi si ferma. 

Diverso è il caso di persone che restano molto a casa, presentandosi in pronto soccorso in uno stadio molto avanzato. C'è da dire che l'organismo è fatto naturalmente per superare questi momenti. A volte, per permettere di non avere complicanze, si dà ossigeno. 

Chi sono i pazienti maggiormente a rischio?

Maggiormente a rischio di infezione tutti. Portatori sani sono i bambini, non si ammalano spesso, ma lo trasmettono. 

Le persone più a rischio sono gli anziani e anche i pazienti cronici, con patologie cardiache o respiratorie. 

Un disturbo molto frequente nelle persone che si vanno ad ammalare è l'ipertensione, anche se non è chiaro se è dovuto alla patologia o alla terapia associata. Questo virus entra, infatti, attraverso i recettori ACE presenti nelle cellule polmonari. Questi sono gli stessi recettori utilizzati da alcuni farmaci per la pressione alta. Ma si sta studiando ancora il tutto. 

Quando ci si può ritenere guariti dal Coronavirus?

Si tratta di una domanda semplice, ma difficile nello stesso tempo. 

Quello che si sta facendo sui pazienti ricoverati è di applicare le terapie - di sostegno e sperimentali - e dopo 3 giorni che passa la febbre si ripetono due tamponi a distanza di 24 ore. Se negativi, si dimette il paziente mettendolo in quarantena domiciliare precauzionale di 14 giorni

Molti sintomi, come la tosse, passano prima della negativizzazione dei tamponi. Quello che può rimanere è un senso di astenia e di fatica. La risoluzione radiologica, invece, è molto più lenta, può impiegare anche più di un mese.

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