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Sindrome dell’intestino irritabile: la colonscopia non sarà più necessaria?

Redazione

Ultimo aggiornamento – 11 Luglio, 2019

Sindrome dell’intestino irritabile: la colonscopia non sarà più necessaria?

Addio colonscopia? In alcuni casi sì, secondo quanto emerso dagli studi di un team di ricerca canadese dell’Università McMaster di Hamilton che ha dimostrato la possibilità di diagnosticare la sindrome dell’intestino irritabile con un semplice test delle urine.

Obiettivo? Rivoluzionare e velocizzare la diagnosi della sindrome del colon irritabile

Insomma, la sindrome dell’intestino irritabile o IBS potrà essere diagnosticata attraverso un semplice esame delle urine, senza passare dalla procedura standard, che prevede un’invasiva colonscopia. I tempi? Per ora sconosciuti.

A dimostrare l’efficacia del nuovo test, che potrebbe rivoluzionare il percorso di diagnosi di una patologia alquanto diffusa, arriva da un team di ricerca canadese composto da studiosi dei dipartimenti di Chimica e Biochimica dell’Università McMaster di Hamilton.

Per giungere a queste conclusioni, poi pubblicate sulla rivista scientifica specializzata Metabolomics, gli scienziati, guidati dal dr. Mai Yamamoto e dal dr. Philip Britz-McKibbin del Farncombe Family Digestive Health Institute presso l’ateneo canadese, hanno sviluppato un approfondito test capace di profilare con estrema accuratezza i metaboliti presenti nelle urine dei pazienti. Più nello specifico, hanno intercettato un gruppo di una decina di metaboliti legati alla degradazione del collagene e alla ricrescita della mucosa intestinale prodotti dagli individui che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile.

I numeri degli individui a cui è stato sottoposto il test non è così ampio come ci si aspetterebbe, è vero. Ma comunque buono per iniziare a trarre delle piccole conclusioni. In ogni caso, sembra ormai essere stato verificato che i probabili biomarcatori della patologia suggeriscono che in presenza della sindrome dell’intestino irritabile il rivestimento elastico dell’organo digestivo venga compromesso, determinando così i sintomi più comuni della patologia: forte dolore addominale, cambiamenti nell’alveo e meteorismo (ma senza infiammazione, tipica di altre condizioni).

Si attendono i tempi per dire addio alla colonscopia

Il test diagnostico per IBS comporta un lungo processo di esclusione di altri disturbi intestinali correlati, come la malattia infiammatoria intestinale. Volevamo scoprire se esistesse un modo migliore per rilevare e monitorare l’IBS in grado di evitare le procedure di colonscopia invasiva, fornendo allo stesso tempo migliori informazioni sui meccanismi sottostanti” – sostiene il dr. Britz-McKibbin. I metaboliti rilevati non solo hanno indicato che è possibile una diagnosi, ma gli scienziati sono a lavoro per intercettarli anche in relazione ad altre patologie intestinali, come la malattia di Crohn e la colite ulcerosa.

I tempi sono ancora lunghi, è innegabile. Una cosa è certa: qualora venisse suffragato da studi più approfonditi e con un numero maggiore di pazienti, questo famigerato test delle urine potrebbe velocizzare i tempi, eliminare del tutto la colonscopia e abbattere i costi per i sistemi sanitari.

Una buona notizia, non credete?

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