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Dieta chetogenica: tutto ciò che devi sapere

Vincenzo Russo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 06 Novembre, 2014

Dieta chetogenica: tutto ciò che devi sapere

La dieta Ketogenica è abbastanza nota per la sua efficacia, dove per efficacia si intende perdere peso o dimagrire, tuttavia, proprio per il principio su cui poggia le sue basi – ossia annullare del tutto l’assunzione di glucosio (importante per l’organismo) e “forzare” il proprio metabolismo ad attivare intensi processi di lipolisi – può causare danni permanenti nel medio lungo periodo. Ma scopriamone di più.

Origini della dieta

Originariamente concepita come trattamento per i bambini malati d’epilessia che rispondevano alle terapie farmacologiche, la dieta fu messa a punto nel 1920, grazie agli studi dei pediatri Rollin Woodyatt e Mynie Peterman. I pediatri verificarono che durante il digiuno le crisi epilettiche diminuivano di frequenza ed erano meno gravi. Si pensò, quindi, di ideare un regime alimentare che fosse in grado di “imbrogliare” il corpo facendogli credere di essere a digiuno.

Di qui l’eliminazione totale dei carboidrati e di tutte le fonti di glucosio dalla dieta, in modo da costringere l’organismo a procurarsi l’energia utilizzando come fonti proteine e lipidi, come avviene durante il digiuno. Se si segue un regime dietetico così strutturato, aumentano le calorie bruciate per effetto della termogenesi, stimolando la secrezione di ormoni che favoriscono lo smaltimento del grasso e attenuano l’appetito.
Quando il sistema metabolico si adatta a questa situazione, il corpo si affida alla metabolizzazione dei grassi e alla produzione di corpi chetonici come fonte per la produzione di energia.
Ecco perchè, pur mangiando cibi di solito non consentiti dalle diete, come carne e uova, questa dieta sembra funzionare piuttosto bene per perdere peso [1].

Funzionamento della dieta

Il corpo umano ha bisogno di circa 180 grammi di glucosio al giorno, soprattutto per garantire il funzionamento del sistema nervoso. Il giusto quantitativo di glucosio può essere fornito per via diretta grazie all’assunzione di zuccheri a catena semplice, come il saccarosio e il fruttosio, o attraverso un processo più lungo che prevede la scomposizione degli zuccheri a catena complessa, forniti dai carboidrati.

Se vengono a mancare le fonti naturali di glucosio, perchè la dieta ne è priva, l’organismo è costretto a sintetizzarlo partendo da altre basi, cioè scomponendo proteine e lipidi. Questo processo favorisce il dimagrimento ma, al contempo, è molto faticoso per l’organismo e, oltre a permettere di dimagrire bruciando i grassi, provoca la formazione dei corpi chetonici. Nella dieta chetogenica, in realtà, vengono degradati solo i grassi perchè le proteine sono reintegrate con la dieta per mantenere la massa muscolare [2].

Consigliata solo per brevi periodi (max 1 – 2 mesi)

La dieta chetogenica, se prolungata oltre un paio di mesi a causa dell’elevato apporto di grassi e proteine, provoca la fomazione dei corpi chetonici e porta l’organismo in uno stato fisiologicamente sconveniente di chetosi.
Come detto in precedenza, l’organismo umano ha bisogno del glucosio come fonte di energia. In condizioni particolari di carenza di glucosio ottiene l’enegia necessaria dai corpi chetonici.

Il funzionamento del corpo umano prevede che il processo di degradazione dei grassi a scopo energetico, lipolisi, sia legato alla glicolisi, l’identico processo di degradazione del glucosio per fornire energia. Entrambi questi processi sono parte del ciclo di Krebs, attaverso il quale l’energia viene trasmessa ed utilizzata dalle cellule. Se la glicolisi è rallentata o compromessa anche la lipolisi viene compromessa e si arriva alla formazione dei 3 corpi chetonici:

  • l’acetone
  • l’acetoacetato
  • il 3-idrossibutirrato

I corpi chetonici si formano a partire da due molecole di acetil-CoA che si associano tra loro perchè in eccesso per essere utilizzate nel ciclo di Krebs.
I corpi chetonici vengono prodotti normalmente in quantità minime che sono facilmente smaltibili dall’organismo (in particolare dal rene e dai polmoni). Se la produzione di corpi chetonici diviene molto elevata, il loro accumulo nel sangue, definito chetosi, abbassa il ph provocando l’acidosi metabolica (tipica dei diabetici non trattati). Inoltre, il complesso processo metabolico che si sviluppa in caso di carenza di glucosio è a grande dispendio di energia e provoca uno stress metabolico notevole.

Si può quindi concludere che se nell’immediato la dieta chetogenica funziona, provoca però uno stress metabolico ed uno stato di acidosi tossica assolutamente non convenienti per l’organismo, in particolare per cuore e fegato. E’ quindi da seguire solo per brevi periodi e soltanto dopo aver consultato il proprio medico [3].

Cibi da evitare e cibi consentiti

La lista dei cibi consentiti è molto varia e diversa dalle più comuni diete.
Innanzitutto, sono ammessi tutti i tipi di carne, bianche e rosse ed anche gli insaccati, purchè il processo industriale di trasformazione e conservazione non preveda l’uso di zuccheri. Nel caso del pollame è consigliata l’assunzione della pelle per aumentare il contenuto di grassi assorbiti.
Anche il modo di cucinare la carne non prevede che un’unica limitazione, evitare le impanature, per il resto via a grigliate, fritti misti ed arrosti, anche utilizzando tutti i tipi di condimenti desiderati, dalle spezie al burro. Lo stesso vale per il pesce purchè, come la carne, sia fresco. Bisogna infatti diffidare dei cibi inscatola perchè il processo industriale potrebbe prevedere l’uso di zuccheri.

Le uova sono un punto fermo della dieta chetogenica ed anche la maggior parte dei formaggi possono far parte del menù.
L’uso di verdure è ammesso, anche se sono fonte di carboidrati, purchè ci si rivolga a verdure a basso contenuto come quelle verdi a foglia larga.

Tutti cibi a base di carboidrati come pasta, pane e ganaglie in genere, sono assolutamente proibiti, come lo zucchero e i dolci.

Esempio di dieta chetogenica

Ecco un menù tipo settimanale [4] :

Giorno 1
Colazione: due uova fritte con due fette di pancetta.
Pranzo: insalata verde con cubetti di prosciutto e formaggio grattugiato.
Cena: braciole di maiale con spezie orientali e verdure.

Giorno 2
Colazione: uova strapazzate con erba cipollina.
Pranzo: due salsicce hot dog con insalata verde.
Cena: bistecca di manzo con spinaci al vapore o crudi.

Giorno 3
Colazione: frittata con prociutto e formaggio.
Pranzo: due hamburger con formaggio e pancetta.
Cena: pancetta di maiale arrosto con formaggio e contorno di cavolfiori.

Giorno 4
Colazione: salmone affumicato e crema di formaggio.
Pranzo: insalata verde con uova e maionese.
Cena: pollo arrosto, da mangiare con la pelle, e broccoli.

Giorno 5
Colazione: frittelle a basso contenuto di carboidrati con sciroppo d’acero.
Pranzo: mozzarella e fette di salame.
Cena: costine di maiale con insalata verde e peperoncino.

Giorno 6
Colazione: due salsicce con uova in camicia.
Pranzo: polpette di carne con spezie e lattuga.
Cena: tacchino con cavoletti di Bruxelles.

Giorno 7
Colazione: uova con spinaci e formaggio fuso in camicia.
Pranzo: ali di pollo fritte su un letto di lattuga.
Cena: bistecca di tonno con verdure al vapore.

Gli effetti della dieta chetogenica in gravidanza

Dal momento che negli ultimi anni sempre più donne americane in età fertile hanno adottato la dieta chetogenica per risolvere i propri problemi di obesità, sono stati commissionati diversi studi per verificare gli eventuali effetti negativi di questa dieta su donne in gravidanza, vista la correlazione tra dieta materna e sviluppo fetale nota come “adattamento dello sviluppo fetale” [5].

Gli studi sono stati effettuati comparando lo stato di donne con alimentazione normale e donne che seguono diete chetogeniche prima e durante la gravidanza, con esami basati su tomografie e risonanze magnetiche nucleari.
Gli esami, a diversi stadi della gestazione, hanno evidenziato alterazioni gravi nei feti delle donne a dieta chetogenetica, in particolare per quanto riguarda alterazioni in volume di organi come cuore e polmoni, che apparivano di maggiori dimensioni rispetto al normale e, il cervello, le cui dimensioni apparivano minori.

In conclusione, i riceratori, pur ritenendo necessariari ulteriori approfondimenti, ritengono che gli effetti della dieta chetogenica in gravidanza portino ad alterazioni permanenti sia della funzionalità di alcuni organi, sia dello sviluppo cognitivo comportamentale nella vita post-natale.

 

Fonti e bibliografia

[1] Fondamenti della dieta chetogenica http://www.drschaer-institute.com/smartedit/documents/yourlife/dsi_forum-mct_01-2013_it.pdf

[2] Low Carb Diet Side Effects http://www.ketogenic-diet-resource.com/low-carb-diet-side-effects.html

[3] High-Protein, Low-Carb Diets Explained http://www.webmd.com/diet/high-protein-low-carbohydrate-diets

[4] Ketogenic Diet Menu http://www.ketogenic-diet-resource.com/ketogenic-diet-menu.html

[5] Effects of a ketogenic diet during pregnancy on embryonic growth in the mouse http://www.biomedcentral.com/1471-2393/13/109

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