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Quanto anni possiamo vivere? C’è un limite insuperabile?

Martina Valizzone | Psicologa

Ultimo aggiornamento – 07 Aprile, 2019

Quanto anni possiamo vivere? C’è un limite insuperabile?

Il 7 aprile di ogni anno si celebra la Giornata mondiale della salute, quest’anno con uno slogan speciale: “Copertura sanitaria universale: per tutti, ovunque”.

Il perché ce lo spiega il Ministero della Salute. “Il focus di quest’anno è garantire una copertura sanitaria universale che rappresenta l’obiettivo numero uno dell’Organizzazione mondiale della sanità ed è anche uno degli obiettivi di sviluppo sostenibile (Sustainable Development Goals) fissati per il 2030”.

È tempo che la salute sia un diritto per tutti, scrive ancora il Ministero, ricordando che “milioni di persone non hanno ancora accesso all’assistenza e altrettante sono costrette a scegliere tra assistenza sanitaria e altre spese quotidiane come cibo, vestiti e casa”.

Inoltre, con l’età che avanza, almeno nel nord del Mondo, parlare di salute – e di prevenzione, soprattutto – risulta sempre più importante. Ma c’è un limite “insuperabile” oltre il quale la nostra vita non può spingersi, in termini di età?

Un recente studio pubblicato sulla nota rivista scientifica Science ha messo in evidenza come dopo i 105 anni, il rischio di morire, invece di aumentare, si livella con l’avanzare degli anni.

Secondo alcuni ricercatori, questa scoperta andrebbe a sostenere l’ipotesi che per la specie umana non vi sarebbe una durata massima e prestabilita di longevità, secondo altri invece che quest’età non è ancora stata raggiunta.

Nella Giornata Mondiale della Salute, cerchiamo di capirne di più.

Il limite della vita umana

Una simile scoperta porta inevitabilmente a porsi una serie di domande a proposito dei confini temporali che separano la vita dalla morte. La vita umana ha un limite? Se c’è un limite, l’abbiamo già raggiunto? Esiste o non esiste un’età oltre la quale l’essere umano non è in grado o non sarà mai in grado di arrivare?

Intorno a queste domande da tempo l’intera comunità scientifica – in particolare medici, biologi, studiosi dell’evoluzione e persino filosofi – hanno costruito ipotesi e fornito risposte spesso contrastanti. Almeno fino a questo momento.

Uno studio internazionale, guidato da un gruppo di ricercatori italiani, avrebbe infatti fornito delle prove a sostegno dell’ipotesi secondo la quale, nel prossimo futuro, l’umanità potrebbe aspirare ad una vita ben più longeva di quella di oggi, dato che – ammesso che ci sia un limite fisso alla durata della vita – finora non sembra che l’essere umano l’abbia ancora raggiunto.

Questa è la conclusione cui è giunto un gruppo di ricerca guidato dalla dr. Elisabetta Barbi, dal dr. Francesco Lagona e dal dr. Marco Marsili, in collaborazione con ricercatori dell’Università della Danimarca meridionale e dell’Università della California a Berkeley.

Lo studio ha preso in esame i dati demografici forniti dall’ISTAT di quasi quattromila italiani ultracentenari. Uno revisione senza eguali, grazie all’estensione del campione e all’attendibilità dei dati e delle informazioni raccolte, compresi di certificati di nascita e di morte.

Dall’analisi dei dati demografici di questi quattromila “grandi anziani” è emerso come, oltre i 105 anni, la mortalità, invece di andare di pari passo con l’avanzare dell’età decresce fino a raggiungere una sorta di plateau. Come a dire che, una volta raggiunta questa età “estrema”, la vita potesse continuare indefinitamente sullo stesso binario. Senza mai avere fine.

Gli ingredienti della longevità

La morte sembra arrivare inesorabile, è vero. Ma i tassi di mortalità, che fino agli 80 anni circa aumentano esponenzialmente, iniziano a decrescere, fino a rimanere stabili, dopo i 105 anni. Insomma, per tutti coloro che hanno raggiunto i 105 anni c’è la stessa probabilità di morire a 107, piuttosto che a 109 o magari 110 anni.

I dati raccolti dal team di ricercatori mettono in evidenza come tra gli ultracentenari presi in considerazione (in particolare quelli nati tra il 1896 e il 1910), la mortalità tenda a diminuire per il gruppo dei più “giovani”. Ciò suggerirebbe, secondo quanto ritengono gli autori, che stiamo assistendo a un vero e proprio aumento della durata complessiva della vita, per la specie umana.

La comunità scientifica è più o meno concorde nel ritenere che uno stile di vita salutare ed attivo, una corretta alimentazione e la capacità di non farsi travolgere dallo stress siano gli ingredienti comuni a tutte le storie di longevità.

Diversi studiosi concordano nell’affermare che il limite alla longevità dell’essere umano possa essere ben oltre superiore ai 120 anni, o addirittura non esistere affatto. In certe condizioni, con lo stile di vita e l’alimentazione adatta, oltre ai progressi scientifici realizzati in campo medico, la vecchiaia potrebbe procedere a oltranza.

È proprio il caso di dire che… chi vivrà, vedrà!


FONTE

Lo studio a cui si fa riferimento è stato pubblicato sulla rivista Science con il titolo “The plateau of human mortality: Demography of longevity pioneers“.

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