Gli effetti collaterali della morfina (a cui è bene fare molta attenzione)

Martina Valizzone | Psicologa

Ultimo aggiornamento – 06 Settembre, 2018

effetti collaterali morfina: fa delirare?

La morfina è un farmaco appartenente alla classe dei medicinali oppiacei (narcotici) analgesici, utilizzato come presidio terapeutico nel trattamento del dolore causato, soprattutto, da neoplasie in fase terminale o da interventi chirurgici a cuore aperto.

Sebbene i benefici del suo uso (in determinate situazioni!) siano più che comprovati, è sempre bene ricordare che l’utilizzo della morfina, quando protratto per lunghi periodi, può provocare dipendenza.

Per questo motivo è di fondamentale importanza assumere il farmaco seguendo pedissequamente le indicazioni fornite dal medico curante, sia per quanto riguarda la quantità di morfina da assumere sia per ciò che concerne la frequenza delle somministrazioni e la durata del trattamento.

Come per tutti i farmaci, gli effetti collaterali della morfina possono essere importanti. Vediamoli insieme.

Qualcosa non va: gli effetti collaterali della morfina

Essendo un farmaco in grado di creare dipendenza può anche provocare reazioni da sospensione, soprattutto se utilizzato regolarmente per un lungo periodo di tempo o in dosi elevate.

La sintomatologia tipica della sindrome da astinenza da morfina solitamente comprende:

  • Disforia
  • Insonnia
  • Nausea e vomito
  • Lacrimazione o rinorrea
  • Mialgia
  • Midriasi
  • Piloerezione
  • Mal di testa
  • Ansia
  • Lieve prurito

Per evitare che possano verificarsi questi sintomi, è preferibile sospendere l’assunzione del farmaco gradualmente e sotto stretto controllo medico in modo da evitare possibili effetti collaterali della morfina.

Proprio così. L’assunzione di morfina, e degli oppioidi più in generale, può causare vari tipi di effetti indesiderati, anche se non tutti i pazienti li manifestano. Questi includono:

  • Nausea
  • Vomito
  • Costipazione
  • Capogiri
  • Sonnolenza
  • Sudorazione intensa

Alcuni di questi effetti, presenti in una prima fase, con il tempo tendono a scomparire, a causa dell’effetto di assuefazione degli oppioidi analgesici nostro organismo. Più raramente, si manifestano effetti collaterali gravi o severi, come:

  • Stanchezza estrema
  • Perdita di peso consistente
  • Alterazioni dell’umore
  • Agitazione psicomotoria
  • Confusione
  • Episodi allucinatori
  • Dolori addominali
  • Difficoltà respiratorie
  • Arresto respiratorio
  • Collasso
  • Coma
  • Rallentamento del battito cardiaco

Determinate situazioni richiedono il tempestivo ricorso alla cure mediche. In particolare, vi sono sintomi che più di altri dovrebbero destare allarme. Tra questi, segnaliamo:

  • Svenimenti
  • Convulsioni
  • Respirazione lenta e superficiale
  • Grave sonnolenza
  • Difficoltà a svegliarsi

Un altro effetto indesiderato piuttosto raro, ma che richiede cure sanitarie immediate, riguarda l’ipersensibilità al farmaco. Nel caso si notassero i sintomi di una grave reazione allergica – con rush cutaneo e prurito e gonfiore localizzati su viso, lingua e gola – è opportuno recarsi immediatamente al pronto soccorso o richiedere l’intervento di un medico che possa intervenire allo scopo di impedire il peggioramento delle condizioni cliniche del paziente.

Chi deve fare maggiore attenzione agli effetti della morfina

Alcune categorie di soggetti risultano particolarmente suscettibili agli effetti collaterali della morfina. Nei soggetti anziani, il farmaco può provocare gravi stati confusionali, vertigini, sonnolenza e difficoltà respiratorie, tanto da esserne sconsigliato l’uso se non strettamente necessario. Nelle donne in stato interessante o che allattano, l’assunzione di morfina è controindicata poiché potrebbe provocare danni al feto o portare alla manifestazione di effetti indesiderati nel lattante. 
Pertanto, in tutte queste situazioni, occorre un’attenta valutazione del rapporto tra rischi e benefici e decidere sull’opportunità o meno di somministrare il farmaco.

Le interazioni tra farmaci rappresentano attualmente la causa più frequente di eventi avversi, poiché vanno a modificarne l’effetto e il funzionamento, aumentando il rischio di incorrere in gravi effetti collaterali. Prima di iniziare un trattamento a base di morfina è bene informare il medico circa i farmaci che si assumono regolarmente (compresi i farmaci da banco ed eventuali prodotti fitoterapici o erboristici) di modo che possa valutare tutte le possibili interazioni farmacologiche e ridurre i rischi di eventi avversi.

La contemporanea somministrazione di morfina e alcuni farmaci oppioidi utilizzati nel trattamento del dolore – quali la pentazocina, la nalbufina, il butorfanolo ed il naltrexone – può dare luogo ad interazioni controindicate di varia natura e severità. Lo stesso vale per i farmaci utilizzati nel trattamento degli stati d’ansia, così come per i farmaci miorilassanti, antistaminici e analgesici, la cui interazione è in grado di pregiudicare l’esito della terapia o rappresentare un rischio per la salute del paziente.

Altre interazioni rilevanti riguardano l’assunzione di alcol e sostanze stupefacenti che, assunte in concomitanza con la morfina, ne incrementano l’effetto sedativo, portando ad un’alterazione severa dello stato di vigilanza, tale da rendere pericolosi la guida e l’uso di macchine.

Detto ciò, una cosa è importante ricordare e ribadire. L’assunzione dei farmaci oppiacei è consigliata solo per brevi periodi e sotto stretto controllo medico. Insomma, se notate uno qualsiasi dei sintomi sopraelencati rivolgetevi al vostro medico curante di modo che possa valutare l’andamento della terapia e le condizioni cliniche del paziente.

Martina Valizzone | Psicologa
Scritto da Martina Valizzone | Psicologa

Sono una psicologa dell'età evolutiva, con una specializzazione in psicoterapia sistemico relazionale. In ambito lavorativo, mi occupo principalmente di terapie individuali e familiari e, da qualche anno, di psicologia dell'educazione, lavorando alla progettazione e realizzazione di interventi psico-pedagogici in ambito scolastico ed extrascolastico.

a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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