Emorragia post-parto, quasi 45.000 decessi annuali: le nuove linee guida OMS

Arianna Bordi | Autrice e divulgatrice con un focus su salute femminile, psicologia e salute del cervello
A cura di Arianna Bordi
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Data articolo – 07 Ottobre, 2025

Donna che partorisce in ospedale per la maternità

Una nuova era nella gestione dell'emorragia post-partum si apre con le raccomandazioni congiunte dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), della Federazione Internazionale di Ginecologia e Ostetricia (FIGO) e della Confederazione Internazionale delle Ostetriche (ICM); le linee guida sono state presentate il 5 ottobre in occasione del Congresso FIGO a Città del Capo.

Scopriamo tutti i dettagli.

Emoraggia post-partum: una minaccia globale per la salute materna

La PPH (Postpartum Hemorrhage) è universalmente riconosciuta come una delle maggiori cause di mortalità materna: ogni anno, circa 14 milioni di donne nel mondo sono colpite da questa complicanza, che si stima sia responsabile del 20-25% delle morti materne globali, traducendosi in un bilancio che varia tra i 45 e i 70 mila decessi annui.

Anche nei Paesi ad alto reddito, dove la mortalità è meno frequente, la PPH non è un problema marginale: in Europa, ad esempio, la prevalenza (definita come ) si attesta intorno al 13% dei parti.

In Italia, l'emorragia ostetrica rimane la principale causa diretta di mortalità materna, con stime di circa 1,9 decessi ogni 100.000 nascite attribuibili a tale evento.

Inoltre, il sistema di sorveglianza nazionale (ItOSS) evidenzia una sottostima fino al 60% dei casi reali nei certificati di morte.

Il protocollo salvavita dell’OMS

Una volta confermata la diagnosi di emorragia, l'OMS raccomanda l'attivazione immediata di un protocollo standardizzato e rapido: il cosiddetto "pacchetto MOTIVE".

Un kit di intervento immediato che include:

  • Massaggio dell’utero: per indurre la contrazione;
  • Ossitocici: farmaci come l'ossitocina o la carbetocina, che promuovono la retrazione uterina;
  • TXA (Acido Tranexamico): una terapia farmacologica fondamentale per ridurre la perdita di sangue;
  • Infundere Venoso: somministrazione di fluidi endovenosi per sostenere la circolazione.
  • Esame del canale del parto: per identificare e trattare eventuali lacerazioni;
  • Escalation: intensificazione delle cure, con ricorso a trasfusioni o chirurgia, se il sanguinamento persiste.

Nei rari casi in cui l'emorragia persiste le linee guida prevedono anche l'escalation verso interventi più invasivi, come chirurgia o trasfusioni di sangue, per stabilizzare la paziente in sicurezza prima di trattamenti successivi.

A proposito di questa strategia, Beatrice Kihara, presidente FIGO, ha sottolineato l'importanza di un approccio tempestivo e globale:

“Le donne colpite da PPH hanno bisogno di cure rapide, praticabili, efficaci. Queste linee guida adottano un approccio proattivo: prontezza, riconoscimento e risposta. Sono pensate per avere un impatto reale, consentendo agli operatori sanitari di fornire cure appropriate, al momento giusto e in contesti molto diversi.”

Oltre l'emergenza: prevenzione e investimento globale

Il nuovo documento non si concentra solo sull'intervento in acuto, ma adotta una prospettiva più ampia, mirando a ridurre i fattori di rischio che predispongono all'emorragia post-partum.

Un elemento chiave della prevenzione è la lotta all'anemia materna, una condizione particolarmente diffusa nei Paesi a basso e medio reddito.

L’anemia non solo aumenta la probabilità che la PPH si verifichi, ma ne peggiora significativamente gli esiti una volta che insorge. Le raccomandazioni preventive includono:

  • supplementazione quotidiana di ferro e acido folico durante la gravidanza;
  • somministrazione di ferro endovenoso in situazioni che richiedono una correzione urgente o in fase post-PPH;
  • adozione di strategie preventive al parto, come il massaggio perineale in gravidanza, utile per diminuire i rischi di traumi e sanguinamenti.

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Il documento, inoltre, sconsiglia esplicitamente pratiche obsolete, come l'esecuzione routinaria dell'episiotomia; ribadisce, invece, la necessità di assicurare, durante il terzo stadio del travaglio, la somministrazione di un farmaco uterotonico di qualità garantita: l'ossitocina come prima scelta se disponibile, in alternativa la carbetocina termo-stabile, o, come soluzione di ultima istanza, il misoprostolo.

Il ruolo delle ostetriche

Per garantire l'efficacia di queste linee guida, l'attenzione si sposta sulla componente umana, ovvero sul personale ostetrico. Jacqueline Dunkley-Bent, ostetrica capo dell’ICM, ha ricordato:

"Le ostetriche sanno bene quanto rapidamente un’emorragia post-partum possa degenerare e costare vite umane. Queste linee guida sono rivoluzionarie. Ma per porre fine ai decessi prevenibili da PPH serve più dell’evidenza scientifica: servono governi, sistemi sanitari, donatori e partner che le adottino rapidamente e investano nelle ostetriche e nella salute materna, affinché l’emorragia post-partum diventi una tragedia del passato."

Per assicurare che queste nuove prassi siano effettivamente adottate a livello globale, l'OMS e i suoi partner hanno elaborato una serie di strumenti pratici, tra cui moduli formativi, guide nazionali e simulazioni di emergenza, sviluppati in collaborazione con l'UNFPA e con il sostegno finanziario della Fondazione Gates.

Più di cinquanta raccomandazioni in totale che segnano un punto di svolta, rappresentando il primo approccio organico che unisce prevenzione e gestione del PPH che si inseriscono nel più vasto Global Roadmap for Combatting PPH 2023–2030; un piano strategico mirato a eliminare le morti evitabili dovute a emorragia post-partum entro il prossimo decennio.


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La validità di questo piano poggia su basi scientifiche solide: le linee guida sono state sviluppate a partire dai dati di un mega-studio coordinato dall'OMS e dall’UN Special Programme on Human Reproduction, che ha analizzato i dati di oltre 300 mila donne in 23 Paesi.

Fonti:

  • The Lancet - Prognostic accuracy of clinical markers of postpartum bleeding in predicting maternal mortality or severe morbidity: a WHO individual participant data meta-analysis;
  • Istituto Superiore di Sanità - Sorveglianza della mortalità materna;
  • World Health Organization - Consolidated guidelines for the prevention, diagnosis and treatment of postpartum haemorrhage;
  • World Health Organization - A roadmap to combat postpartum haemorrhage between 2023 and 2030
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