Il fumo di sigaretta non è l’unica causa di tumore al polmone, anzi

Il fumo di sigaretta non è l’unica causa di tumore al polmone, anzi

Il fumo di sigaretta è spesso additato come causa principale di tumore al polmone. Tuttavia, studi recenti hanno in parte confutato questa opinione diffusa.

Prendiamo come esempio gli Stati Uniti. Il 20% di persone con tumore ai polmoni dichiara di non aver mai fumato prima d’ora. Tuttavia queste persone si ammalano e spesso la diagnosi arriva quando il tumore è ormai ad uno stadio avanzato.

Questi dati suggeriscono che, oltre al fumo, è possibile individuare altri potenziali fattori di rischio associati al tumore al polmone. Quali?

Fumo passivo: smettere di fumare salva la vita anche agli altri

Da diversi anni, molti medici hanno posto l’accento sui rischi associati al fumo passivo, intendendo il fumo prodotto dal processo di combustione delle sigarette e quello rilasciato dai fumatori.

Il contatto prolungato con fumatori in un ambiente poco arieggiato può esporre l’organismo all’inalazione di una rilevante quantità di fumo e sostanze nocive potenzialmente cancerogene.

Insomma, smettere di fumare potrebbe salvare non solo la proprio vita, ma anche quella delle altre persone.

Radon: un killer silenzioso

La seconda causa di tumore al polmone dopo il fumo è rappresentato dall’esposizione al gas radon, un gas nobile presente nel sottosuolo e in alcuni tipi di rocce, che possono fungere da spugne e intrappolare notevoli quantità di radon.

Le persone che lavorano in siti posti in profondità del suolo o che vivono in aree geografiche con una maggiore quantità di radon, possono essere inconsapevolmente esposte a radiazioni che col tempo causano mutazioni, che contribuiscono all’insorgenza di un tumore ai polmoni.

Inquinamento dell’aria: le aree urbane sotto la lente di ingrandimento

Respirare aria inquinata può causare diverse patologie, tra cui proprio il cancro ai polmoni.

Tale correlazione è il frutto di anni di studi condotti dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) ed evidenziano, quindi, che le persone che vivono o lavorano stabilmente in aree urbane fortemente inquinate hanno maggiore rischio di sviluppare tumori ai polmoni e altre patologie a carico dell’apparato respiratorio (asma, bronchite cronica).

In questi casi, riuscire a evitare l’esposizione agli agenti inquinanti responsabili dell’insorgenza del cancro potrebbe voler dire stravolgere completamente la propria vita. Dunque? Sarebbe auspicabile una presa di coscienza generale con l’obiettivo di ridurre l’inquinamento dell’aria.

La diagnosi precoce è essenziale per il tumore al polmone

La diagnosi precoce può fare la differenza nel trattamento di qualsiasi forma tumorale, ancor di più se si tratta di tumore al polmone, se si considerano i passi avanti compiuti negli ultimi anni nel trattamento del cancro al polmone. Una semplice TAC toracica può da sola contribuire a ridurre i decessi per cancro ai polmoni nei fumatori.

Tuttavia, come suggeriscono gli ultimi studi, l’incidenza del cancro ai polmoni è aumentata anche tra i non fumatori. È importante quindi non sottovalutare gli altri possibili fattori di rischio: fumo passivo, esposizione al radon e inquinamento dell’aria.

Tutto questo suggerisce che anche le persone non fumatrici dovrebbero sottoporsi a regolari programmi di prevenzione così da individuare il tumore in uno stadio in cui i trattamenti risultano ancora efficaci.

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