Fegato ingrossato? Attenzione, nel tempo può essere causa di tumore

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Ultimo aggiornamento – 23 Febbraio, 2022

Steatosi epatica

La steatosi epatica, comunemente nota come fegato grasso, sta diventando sempre più emergente in Italia. 

Inoltre, secondo la Società Italiana di Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva (SIGE), 1 italiano su 4 è affetto da steatosi epatica non alcolica, una patologia che è originata da un’eccessiva presenza di grasso nel fegato.

Quali sono le cause? E quali sono i problemi che la steatosi epatica può comportare? Approfondiamo insieme l’argomento e vediamo cosa ci dicono le ricerche in merito.

Perché il fegato diventa grasso?

Si parla di steatosi epatica quando c’è un accumulo notevole di grasso nel fegato, con una presenza che eccede del 5%. Si tratta di una patologia spesso asintomatica, tra le cui cause più comuni si possono menzionare:

  • Abuso di alcol
  • Scorretta alimentazione 
  • Obesità
  • Assunzione di alcuni farmaci (per esempio, i corticosteroidi)
  • Determinate patologie, quali: diabete, insulino-resistenza, livelli alti di trigliceridi e colesterolo nel sangue 

Quando la steatosi epatica non è legata a un eccessivo consumo di alcol, allora si parla di steatosi epatica non alcolica (NAFLD). In questo caso, i principali fattori scatenanti sono collegati alla cosiddetta sindrome metabolica, che comprende, cioè: sovrappeso, diabete, insulino-resistenza, accumulo di grasso nel sangue.

Quando si è in presenza di una infiammazione del fegato in seguito a NAFLD, allora si parla di steatoepatite non alcolica (NASH), che può provocare seri problemi di salute nel soggetto, come la fibrosi, cioè uno stato di cicatrizzazione dell’organo.

Approfondiamo di più.

Che problemi dà il fegato grasso? Cosa ci dice uno studio sulla steatosi epatica

Uno studio portato avanti dalla Wenzhou Medical University e pubblicato sul Chinese Medical Journal, ha sottolineato come la steatosi epatica non alcolica stia diventando una patologia epatica cronica sempre più diffusa nel mondo.

A soffrirne è circa un quarto della popolazione mondiale. Se da un lato, si sostiene che degenerazioni di questa malattia riescano ad essere circoscritte, senza dunque arrivare a condizioni di salute molto gravi, dall’altro, se la presenza di grasso nel fegato prolifera, si può arrivare a uno stato di infiammazione, noto come steatoepatite non alcolica (NASH).

Questa malattia, non sempre facile da diagnosticare, oltre a comportare, come accennato prima, la fibrosi, può evolversi anche in cirrosi e carcinoma epatocellulare, come segnalato dallo studio cinese.

La ricerca, inoltre, evidenzia che alcune condizioni, per esempio il diabete e l’obesità, possono influire negativamente sulla degenerazione della steatosi epatica non alcolica e, dunque, sulla steatoepatite non alcolica. 

Per questi motivi, si rendono necessari ulteriori studi e osservazioni su questa patologia e sui rischi che ha la NASH sulla progressione del carcinoma. Dunque, viene da chiedersi, come si può intervenire per prevenire il fegato grasso?

Vediamolo insieme.


Leggi anche : Cosa mangiare per sciogliere il grasso accumulato nel fegato


Come curare il fegato grasso

È possibile prevenire un accumulo eccessivo di grasso nel fegato, attraverso:

  • Alimentazione sana ed equilibrata
  • Pratica regolare di attività fisica
  • Perdita di peso
  • Monitoraggio del livello del diabete o delle altre patologie sopradescritte
  • Non assunzione di bevande alcoliche 

In generale, soprattutto per quanto riguarda la terapia farmacologica, è sempre necessario rivolgersi allo specialista epatologo per valutare i possibili farmaci da usare per abbassare il livello di lipidi nel fegato.

Un trattamento rilevante per curare il fegato grasso consiste sicuramente nell’implementazione di una dieta depurativa per la steatosi epatica. Dunque, prediligere frutta e verdura, e diminuire i cibi ricchi di fruttosio e grassi saturi.

Dunque, è importante assumere uno stile di vita sano e sottoporsi periodicamente ad esami specifici consigliati dal medico, in particolar modo se si soffre di alcune patologie che possono influire, come il diabete o il colesterolo alto. 

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a cura di Dr.ssa Elisabetta Ciccolella
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