Il Consiglio regionale del Veneto ha approvato la legge di iniziativa popolare dedicata al fine vita, un provvedimento che interviene sulle procedure e sui tempi dell’assistenza sanitaria regionale per il suicidio medicalmente assistito. Con questa decisione, il Veneto si aggiunge a Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, diventando la quarta Regione italiana a dare il via libera a una disciplina regionale in materia.
La votazione si è conclusa con 32 voti favorevoli, 14 contrari e 5 astensioni. Il passaggio assume anche un significato politico particolare, perché il Veneto è la prima Regione amministrata dal centrodestra ad approvare una legge di questo tipo. La questione del fine vita continua infatti ad attraversare gli schieramenti politici in maniera trasversale, con posizioni differenti anche all’interno delle stesse aree politiche.
Cosa prevede il provvedimento
Il punto centrale della nuova legge riguarda la definizione delle procedure e delle tempistiche attraverso cui il sistema sanitario regionale dovrà gestire le richieste di suicidio medicalmente assistito. Il provvedimento punta quindi a stabilire un quadro organizzativo regionale per l’assistenza sanitaria collegata a queste richieste.
Il tema resta particolarmente delicato perché coinvolge contemporaneamente aspetti sanitari, giuridici ed etici. Il voto del Veneto arriva dopo quelli già espressi da Toscana, Sardegna ed Emilia-Romagna, ampliando il numero delle Regioni che hanno scelto di intervenire attraverso una disciplina specifica.
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Per il Veneto si tratta inoltre dell’approvazione di una legge di iniziativa popolare, arrivata al voto del Consiglio regionale dopo un precedente dibattito sul tema. La decisione del 2 settembre 2026 segna quindi un nuovo passaggio nel confronto italiano sulla regolamentazione dell’accesso al suicidio medicalmente assistito.
Zaia: sui temi etici serve libertà di coscienza
Dopo il voto è intervenuto anche Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, sottolineando come sul fine vita non esista una divisione politica netta tra destra e sinistra. Secondo Zaia, proprio la natura etica della questione rende necessario lasciare spazio alla libertà di coscienza dei singoli rappresentanti politici, evitando di ricondurre automaticamente il voto alle appartenenze di partito.
Il risultato della votazione sembra rispecchiare proprio questa impostazione: il tema del fine vita continua infatti a produrre posizioni differenti anche all’interno degli schieramenti tradizionali, senza una separazione rigida tra maggioranza e opposizione.
Con l’approvazione della legge, il Veneto entra quindi nel gruppo ancora ristretto delle Regioni italiane che hanno scelto di definire regole e tempi dell’assistenza sanitaria regionale legata al suicidio medicalmente assistito, aggiungendo un nuovo elemento al dibattito nazionale sul fine vita.
Fonti:
ANSA - Il Veneto approva il fine vita, è la prima regione di centrodestra