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Fumo: la dipendenza dipende da una predisposizione genetica

Ultimo aggiornamento – 04 Maggio, 2015

Secondo un recente studio, pubblicato dal Journal of National Cancer Institute negli Stati Uniti, una particolare mutazione genetica, se associata al fumo, può essere la causa “scatenante” del cancro del polmone in età giovanile.

In generale, coloro che si sottopongono a screening mirati alla prevenzione del tumore ai polmoni sono spesso fumatori in età avanzata ma, secondo l’autore dello studio, il Dr. Li-Shiun Chen della Washington University School of Medicine di St. Louis, i risultati di questa nuova ricerca suggeriscono che il criterio su cui basarsi per selezionare le fasce di popolazione da sottoporre a questo genere di screening dovrebbe essere legato alle preziose informazioni genetiche fornite dal DNA di ognuno di noi.

Lo studio

Nel corso della ricerca, gli scienziati hanno analizzato più di 24 studi che hanno coinvolto oltre 29mila fumatori europei e hanno dunque scoperto che i soggetti che mostrano una particolare mutazione a livello di un gene, noto come CHRNA5, che esprime per il recettore nicotinico, hanno una maggiore probabilità di continuare a fumare per quattro anni in più rispetto a coloro che non mostrano questa variazione genetica.

In particolare, coloro in cui è non presente la variazione genetica riescono a dire addio alla sigaretta attorno ai 52 anni, mentre chi ha la variazione genetica smette di fumare a un’età media di 56 anni.

Inoltre, le persone con la variazione nel gene denominato CHRNA5 hanno un rischio più elevato di essere colpiti dal cancro ai polmoni in media quattro anni prima rispetto a chi non ha la variazione: l’età media in cui viene effettuata la diagnosi della malattia è di 61 anni per coloro che mostrano la variazione contro i 65 anni di coloro che non hanno la mutazione.

Un precedente studio, condotto sempre dal Dottor Chen e dai suoi colleghi, mostrava come le persone il cui DNA presenta questo gene ad “alto rischio” abbiano maggiori probabilità di riuscire a smettere di fumare mediante l’utilizzo di farmaci ad hoc, come ad esempio cerotti trans-dermici o gomme da masticare che rilasciano nicotina.

L’utilizzo di questo tipo di farmaci specifici contenenti un basso dosaggio di nicotina è consigliabile per evitare sindromi da astinenza quando la sola forza di volontà non basta ad allontanare dal vizio del fumo. Smettere di fumare è spesso difficile proprio perché la nicotina contenuta nella sigaretta è un alcaloide stimolante che provoca un effetto estremamente gratificante.

In definitiva, secondo il Dott. Chen, questo nuovo studio suggerisce che chi ha il gene “mutato” ha più probabilità rispetto al resto della popolazione di sviluppare il cancro del polmone in età giovane e per questo le persone con questa sorta di “variante” dovrebbero essere sottoposte in modo scrupoloso a screening per il tumore al polmone fin da giovani.

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