Generazione X e Millennials vivranno meno? Lo studio preoccupa

Salvatore Privitera | Divulgatore scientifico
A cura di Salvatore Privitera
Divulgatore scientifico

Data articolo – 13 Marzo, 2026

Giovane donna adulta con il viso tra le mani

Per oltre un secolo, nei Paesi occidentali l’aspettativa di vita è cresciuta costantemente grazie ai progressi della medicina, dell’igiene e della prevenzione. Negli Stati Uniti, però, questa tendenza sembra essersi fermata già prima della pandemia di Covid-19.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica PNAS – Proceedings of the National Academy of Sciences indica che alcune generazioni più recenti potrebbero avere prospettive di salute peggiori rispetto a quelle precedenti.

La ricerca, condotta da un gruppo di studiosi della University of Texas Medical Branch (UTMB) e finanziata dal National Institute on Aging, ha analizzato l’andamento dei tassi di mortalità negli Stati Uniti per comprendere perché la crescita dell’aspettativa di vita si sia arrestata intorno al 2010.

L’aspettativa di vita negli USA si è fermata prima del Covid

Gli studiosi hanno esaminato i dati sulla mortalità per età e per coorti di nascita, costruendo uno dei quadri più completi finora disponibili sull’evoluzione della longevità negli Stati Uniti.

Secondo il demografo ed epidemiologo Neil Mehta, autore principale dello studio, la stagnazione dell’aspettativa di vita non è legata a un singolo fattore. Piuttosto deriva dalla combinazione di diversi elementi, tra cui:

  • aumento delle malattie croniche
  • cambiamenti nei comportamenti legati alla salute
  • crescita di alcuni tumori tra i giovani adulti

Lo studio evidenzia inoltre che la crisi della longevità americana era già in corso prima dell’arrivo della pandemia, che ha ulteriormente peggiorato i dati negli anni successivi.

Le generazioni nate dopo il 1970 mostrano dati peggiori

Uno degli aspetti più rilevanti della ricerca riguarda le coorti di nascita tra il 1970 e il 1985, cioè la generazione X più giovane e i millennial più anziani.

Secondo i ricercatori, queste generazioni mostrano tassi di mortalità meno favorevoli rispetto a quelli osservati nelle generazioni precedenti.


Potrebbe interessarti anche:


Le analisi indicano in particolare:

  • aumento dei decessi per malattie cardiovascolari
  • crescita della mortalità legata ad alcuni tumori
  • peggioramento della mortalità complessiva per diverse cause 

Secondo Leah Abrams, professoressa di salute pubblica alla Tufts University e prima autrice dello studio, le tendenze osservate rappresentano un segnale preoccupante per il futuro della salute pubblica negli Stati Uniti.

Le malattie cardiovascolari restano un fattore centrale

Tra i fattori principali individuati dalla ricerca ci sono le malattie cardiovascolari. Nonostante negli ultimi decenni siano stati fatti importanti progressi nella prevenzione e nei trattamenti, queste patologie continuano a incidere in modo significativo sui tassi di mortalità.


Per rimanere aggiornato sulle ultime news di salute, seguici su Google Discover.


I ricercatori evidenziano inoltre la crescita di alcuni tumori tra le generazioni più giovani, tra cui il cancro del colon-retto, che in alcune fasce d’età mostra un aumento dei casi.

Secondo gli autori dello studio, questi dati suggeriscono che le generazioni nate dopo il 1970 potrebbero contribuire negativamente alla crescita futura dell’aspettativa di vita negli Stati Uniti.

Non esiste una singola causa

Gli studiosi sottolineano che la stagnazione della longevità non può essere attribuita a una sola spiegazione.

Tra i fattori presi in considerazione figurano:

  • diffusione delle malattie croniche
  • cambiamenti negli stili di vita
  • aumento delle cause di morte esterne, come overdose o violenza
  • nuove dinamiche epidemiologiche legate ad alcuni tumori

Secondo Mehta, il quadro complessivo indica che negli Stati Uniti esistono sfide sanitarie importanti che potrebbero influenzare la salute della popolazione nei prossimi decenni.

Un segnale per la salute pubblica

Gli autori dello studio definiscono i risultati un “invito all’azione”. Nonostante i progressi della medicina, sempre più persone sviluppano patologie croniche che incidono sulla mortalità complessiva.

La ricerca non ha analizzato nel dettaglio le cause specifiche di questi cambiamenti, ma suggerisce che sarà necessario approfondire il ruolo di fattori sociali, ambientali e comportamentali.

In prospettiva, comprendere perché alcune generazioni mostrino indicatori di salute peggiori rispetto alle precedenti potrebbe essere decisivo per affrontare il rallentamento della crescita dell’aspettativa di vita negli Stati Uniti.

FONTI:

PNAS – Proceedings of the National Academy of Sciences 

The Stanford Center on Longevity (SCL) - LIFE PLANNING IN THE AGE OF LONGEVITY: INSIGHTS FOR GEN-XERS 

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
Contenuti correlati
7 persone mangiano seduti al tavolo e brindano
5 diete e longevità: anche con geni sfavorevoli la tavola può fare la differenza

Uno studio su oltre 100.000 persone mostra che cinque modelli alimentari possono aumentare l’aspettativa di vita fino a 3 anni, anche in presenza di rischio genetico elevato.

Olio extravergine d'oliva.
Olio extravergine ogni giorno: quali effetti su infiammazione e ossidazione?

Olio extravergine ogni giorno? Una revisione sistematica ha scoperto gli effetti su infiammazione e stress ossidativo. Scopri i benefici di assumerlo quotidianamente.