Disponibile anche in Italia un nuovo farmaco più efficace contro il tumore ai polmoni

Disponibile anche in Italia un nuovo farmaco più efficace contro il tumore ai polmoni

Si chiama Atezolizumab, il nome non è dei più facili da pronunciare, ma è bene tenerlo a mente, perché rappresenta una nuova e più efficace arma contro il tumore ai polmoni.

Si tratta, infatti, della prima immunoterapia anti-PD-L1, approvata dall’AIFA e frutto della ricerca Roche, per il trattamento in monoterapia di pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC), avanzato o metastatico, già sottoposti a chemioterapia.

14 luglio: si fa strada un nuovo farmaco contro il cancro ai polmoni, Atezolizumab

L’AIFA ha dato il suo ok: la notizia è del 14 luglio 2018, giorno in cui la Gazzetta Ufficiale ha sancito la legittimità farmacologica dell’Atezolizumab, anche in Italia.

Una notizia importantissima, se si pensa che il tumore al polmone rappresenta ancora oggi una delle neoplasie più diffuse, che provoca oltre 1.6 milioni di morti ogni anno nel mondo.

Ma quali sono i vantaggi del nuovo farmaco immunoterapico?

Rispetto agli altri farmaci disponibili, l’Atezolizumab pare possa assicurare una più lunga sopravvivenza del paziente.

L’elemento fondamentale che contraddistingue Atezolizumab è il suo meccanismo d’azione diretto, selettivo e completo, che rappresenta una novità in confronto agli anti PD-1 presenti sul mercato. Diretto in quanto mira precisamente alla proteina PD-L1 nelle cellule tumorali e nelle cellule immunitarie infiltranti il tumore per riattivare le cellule T; selettivo, in quanto preserva le interazioni tra PD-L2 e PD-1, contribuendo a minimizzare le reazioni autoimmuni nel tessuto sano, aumentando la tollerabilità del farmaco e diminuendo gli effetti collaterali; completo in quanto impedisce alla PD-L1 di legarsi alle altre proteine, come ad esempio il recettore B71 presente in alcuni tipi di linfociti, sia in ambiente tumorale che nel linfonodo”, afferma Fortunato Ciardiello, Professore Ordinario di Oncologia Medica e Presidente della Scuola di Medicina e Chirurgia dell’Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli.

Dagli studi è emerso, infatti, che grazie all’innovativo meccanismo d’azione, la sopravvivenza dei pazienti è passata da 8,9 mesi a 12,6, con un’alta tolleranza rispetto alla classica chemioterapia.

Secondo Filippo de Marinis, Direttore della Divisione di Oncologia Toracica dell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano, l’efficacia è evidente anche nei pazienti over 75 o con metastasi a livello encefalico e, ovviamente, nei soggetti colpiti da carcinoma polmonare a piccole cellule (SCLC), difficile da trattare.

Altri campi di applicazione del farmaco…

Non solo cancro ai polmoni, l’Atezolizumab è ancora oggetto di studio; la sua molecola, infatti, potrebbe essere impiegata anche per la cura di:

  1. tumori del tratto gastroenterico;
  2. tumori del distretto cervicofacciale;
  3. carcinoma mammario metastatico triplo negativo.

Quando si parla di immunoterapia oncologica

Concludiamo, facendo un po’ di chiarezza sul significato di immunoterapia oncologica.

L’immunoterapia è una tipologia particolare di cura di una malattia che altera il sistema immunitario, facendo sì che quest’ultimo non agisca correttamente contro un agente esterno.

Un comune esempio di immunoterapia sono i vaccini.

Come si è arrivati all’applicazione della terapia in ambito oncologico? Alcuni studi, negli anni, hanno riscontrato la capacità delle cellule tumorali di “disattivare” il sistema immunitario o far sì che non si riconoscano gli agenti tumorali. Si agisce, quindi, rompendo questa inerzia del sistema immunitario, stimolandolo per fare in modo che riconosca le cellule maligne che presentano molecole diverse da quelle sane.

La strada da percorrere è ancora lunga, ma la direzione pare essere quella corretta. Grazie al lavoro incessante di ricercatori, oggi molti pazienti possono continuare a vivere, sconfiggendo il cancro, uno dei più grandi mali dei nostri anni.

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