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Conosci tutti i germi che si nascondono negli strofinacci da cucina?

Ultimo aggiornamento – 21 settembre, 2018

Quali batteri si nascondono negli strofinacci da cucina?
Indice

Sei sicuro di lavare abbastanza spesso lo strofinaccio da cucina?

Secondo un recente studio, gli stracci utilizzati in cucina per asciugare stoviglie potrebbero contenere un altissimo numero di batteri e germi, in base al numero dei membri della famiglia e agli alimenti consumati – soprattutto in riferimento alla carne.

Vediamo nei dettagli tutto quello che c’è da sapere per mantenere sempre la cucina a prova di germi e per evitare il rischio di contaminazioni e avvelenamenti.

Cosa si nasconde negli stracci da cucina

Gli studiosi che hanno condotto la ricerca, presentata alla riunione annuale dell’American Society for Microbiology, hanno testato cento stracci da cucina, prelevando dei campioni da utilizzare per le culture batteriche. È bene specificare che gli stracci erano stati utilizzati per un periodo di trenta giorni. La scoperta è stata sconvolgente. Sul 49% dei canovacci erano presenti batteri che, in genere, si trovano sopra o all’interno del corpo umano.

La dr.ssa Susheela D. Biranjia-Hurdoyal, professoressa di Scienza della Salute all’Università delle Mauritius e capo della ricerca, ha affermato: «Nel presente studio, abbiamo indagato il potenziale ruolo degli strofinacci nelle contaminazioni in cucina, non perdendo mai di vista i fattori che influiscono sul profilo microbico e quanto dipende dagli strofinacci».

Dei 49 stracci con presenza batterica, su quasi i tre quarti si è riscontrata la presenza dei batteri che si trovano normalmente all’interno dell’intestino, come gli Escherichia coli e l’Enterococco. Nel 14% dei casi, sono state riscontrate colonie di Stafilococco aureo, un batterio che si trova sulla pelle umana e, in particolare modo, all’interno delle vie respiratorie.

Secondo il dr. Paul Dawson, esperto in alimentazione e professore al College of Agriculture, Forestry and Life Sciences quei batteri sono la causa principale delle malattie di origine alimentare – «Ovviamente, gli E. coli sono molto noti nel campo, ma in linea generale non rappresentano un vero pericolo per l’uomo, se non in alcuni casi».

Per quanto riguarda lo Stafilococco aureo, invece, le cose si complicano. Questi, infatti, possono produrre una tossina, che, se ingerita, può provocare sintomi di avvelenamento come febbre, vomito e diarrea. «Lo Stafilococco si trova sulle mani e può causare infezioni alimentari producendo una tossina all’esterno del corpo. Quando questa tossina viene ingerita, il soggetto si ammala».

I ricercatori hanno inoltre scoperto che il tipo e la quantità di batteri differiscono in base al numero dei componenti della famiglia, allo status socioeconomico e al tipo di alimentazione. In modo più specifico, lo Stafilococco è più comune sugli stracci di famiglie numerose e con uno stato socioeconomico basso. I batteri intestinali, invece, trovano maggior riscontro nelle famiglie che consumano molta carne.

Non solo. La proliferazione batterica avviene inoltre più facilmente negli stracci umidi o bagnati e in quelli destinati a più usi, come asciugare le stoviglie, le mani e ripulire le superfici.

Secondo la dr.ssa Biranjia-Hurdoyal è il caso di scoraggiare l’utilizzo di questi stracci, perché possono essere responsabili della crescita di potenziale patogeni che causano l’avvelenamento alimentare, a favore degli stracci di carta usa e getta.

Non solo stracci da cucina: dove si nascondono i batteri

Lo studio trova conferma in altre ricerche svolte precedentemente, che hanno riscontrato la presenza di numerose fonti di contaminazione in cucina.

«Non è una novità che gli stracci contengono batteri: esiste una vasta gamma di fonti batteriche in cucina» – ha dichiarato il dr. Dawson. In particolar modo, le colonie batteriche tendono a crescere più velocemente nelle zone tiepide e umide come:

  • Spugne da cucina
  • Asciugamani
  • Tubi di scarico

Proprio per questo motivo, le persone dovrebbero assicurarsi di pulire debitamente i piani da lavoro e di asciugarli con degli stracci puliti e asciutti.

Che fare, dunque? Per evitare le contaminazioni e la proliferazione di colonie batteriche, è consigliabile cambiare lo straccio dopo pochi giorni di utilizzo, meglio se ogni giorno. Le spugne, invece, dovrebbero essere messe per pochi secondi nel forno a microonde per eliminare i batteri e sanificarle al meglio, oppure lavarle con un detersivo antimicrobico. Si ricorda, infine, che l’utilizzo di stracci di carta usa e getta contiene più facilmente la proliferazione batterica.

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