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Morbillo, chi di voi l’ha contratto da bambini?

Redazione

Ultimo aggiornamento – 04 Novembre, 2019

Morbillo, chi di voi l’ha contratto da bambini?

Già si sapeva che il morbillo non fosse una malattia da sottovalutare. Oggi, però, è arrivata una nuova conferma. Sembrerebbe infatti che ci sia il rischio che possa fare «tabula rasa» della memoria del sistema immunitario.

Secondo due studi recenti pubblicati sulle riviste Science e Science Immunology, nelle persone contagiate, il virus del morbillo avrebbe la capacità di eliminare fino al 73% degli anticorpi che difendono l’organismo da altre malattie (tra cui influenza, herpes e polmoniti), cancellando di fatto parte della memoria del sistema immunitario.

Il morbillo ci rende vulnerabili a qualsiasi malattia

Il primo studio è stato condotto dall’Howard Hughes Medical Institute di Boston in collaborazione con l’Harvard Medical School, sempre di Boston, e l’Erasmus University Medical Center di Rotterdam.

Il team di ricercatori ha misurato i livelli di migliaia di anticorpi diretti contro virus e batteri presenti nel sangue di un gruppo di bambini. L’esame, in particolare, è stato eseguito prima che i piccoli si ammalassero di morbillo, ed è stato poi ripetuto due mesi dopo aver contratto l’infezione.

I risultati non sono stati per nulla incoraggianti. È infatti emerso che la malattia era riuscita a cancellare dall’11 al 73% degli anticorpi normalmente in circolo nel nostro organismo. Per avere un ulteriore conferma, i ricercatori hanno ripetuto lo stesso test sui macachi. Dai valori misurati prima del morbillo e cinque mesi dopo l’infezione è venuta una conferma: anche in questo caso si è verificata la perdita del 60% degli anticorpi.

Gli studi non si sono fermati qui. Ne è infatti stato condotto un altro, pubblicato poi dal britannico Wellcome Sanger Institute in collaborazione con l’Università di Amsterdam, che è giunto a conclusioni complementari. In questo caso sono stati però esaminati 77 bambini (non vaccinati). I dati hanno dimostrato che il morbillo causa la perdita di specifiche cellule della memoria immunitaria, lasciando i bambini vulnerabili e incapaci di reagire a nuove infezioni. Insomma, come fossero nuovamente neonati.

Perché vaccinarsi contro il morbillo

Eppure, nonostante le numerose evidenze scientifiche, il vaccino contro il morbillo non sembra essere una buona abitudine tra gli italiani.

Dal primo gennaio al 30 settembre 2019 sono stati segnalati 1.596 casi, tra cui il decesso di un adulto di 45 anni. Di questi, l’86,5% dei pazienti non era vaccinato al momento del contagio. E non sono mancate di certo le complicanze, nel 31% dei casi: diarrea, epatite, cheratocongiuntivite, polmonite e persino tre casi di encefalite.

Dunque, numeri a parte, da questi nuovi studi emerge in modo chiaro che la vaccinazione contro il morbillo è associata alla protezione verso molte altre malattie infettive. Il motivo? Previene l’immunosoppressione. Quindi no, le infezioni naturali non sono un buon allenamento del sistema immunitario, anzi. Tutto il contrario.

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