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La legionella, una minaccia ancora attuale

Vincenzo Russo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 11 Novembre, 2014

La legionella, una minaccia ancora attuale

Nell’ultimo periodo abbiamo assistito a nuovi casi di legionella a Milano. Immediatamente, l’amministrazione comunale ha cercato di comprendere le cause della comparsa e della diffusione della malattia, che appare ancora come una minaccia attuale.

Ma cosa intendiamo quando parliamo di legionella e cosa dobbiamo aspettarci da questa malattia?

La legionellosi è un’infezione polmonare, chiamata così perché diagnosticata per la prima volta nel 1976 in seguito a un’epidemia di polmonite verificatasi a un congresso di ex legionari della guerra del Vietnam, tenuto a Philadelphia. Un’improvvisa forma di polmonite colpì 221 dei 4.000 presenti, provocando la morte di 34 persone. Il batterio responsabile, da allora chiamato legionella, comprende un genere di batteri aerobici gram negativi, con oltre 50 specie.
Una delle forme più aggressive è la legionella pneumophila.

La legionellosi può presentarsi in 3 forme:

  • febbre di Pontiac
  • febbre di Lochgoilhead
  • malattia del legionario

Le prime due sono forme lievi e non necessitano di particolari trattamenti.
La malattia del legionario è la forma più grave e provoca una polmonite diffusa dalla diagnosi potenzialmente infausta.

Quali sono le cause della legionella?

La legionella è un batterio che si trova comunemente nelle acque sorgive naturali senza diventare patogeno. Può annidarsi anche in bacini idrici artificiali, in condotte e tubature o in impianti domestici e in questo caso, in presenza di condizioni ambientali favorevoli, come la temperatura tra i 20° ed i 45°, la presenza di ruggine o di condizioni igieniche precarie, può svilupparsi in quantità che lo rendono pericoloso.

Come si trasmette e come viene effettuata la diagnosi?

Si trasmette per via aerea e il contagio avviene per inalazione di aria contenente particelle di acqua in sospensione, ad esempio quando l’umidità dell’aria è molto elevata, come in una doccia o in un idromassaggio. Non si trasmette da persona a persona. Le persone più a rischio sono i soggetti di sesso maschile e sopra i 45 anni d’età, le persone immunodepresse, i forti bevitori, i fumatori e gli anziani con patologie croniche.

Il quadro sintomatologico complesso e non dissimile dalle comuni forme di polmonite batterica rende difficile la diagnosi, che viene effettuata con certezza solo dopo uno specifico esame delle urine, in cui viene cercato l’antigene urinario della legionella. Il protocollo sanitario, vista la potenziale gravità della patologia, prevede che la diagnosi sia confermata attraverso analisi colturale di escreato polmonare e da esame del sangue.

Quali sono i sintomi che possono farci pensare a un contagio da legionella?

Il quadro sintomatologico della malattia del legionario vede la presenza di:

  • febbre
  • raffreddore
  • tosse
  • polmonite
  • mal di testa
  • dolori muscolari
  • astenia
  • perdita d’appetito
  • occasionalmente diarrea
  • disturbi renali
  • stato di confusione mentale

Per quanto riguarda le forme più lievi, come la febbre di Pontiac, il quadro prevede uno stato febbrile con mal di testa che si risolve, spontaneamente, in pochi giorni.

In quali paesi è più diffusa?

La legionella è un batterio cosidetto ubiquitario, quindi si trova in tutte le regione geografiche con presenza d’acqua. Per il suo sviluppo in senso patologico non è importante la quantità d’acqua presente, quanto l’igiene e la cura di impianti e tubature. Possono essere considerati a rischio tutti i paesi in cui le condizioni di sviluppo non prevedono una cura attenta degli impianti idrici e degli impianti domestici di condizionamento o ricircolo dell’acqua, con particolare riferimento ai luoghi dove si vive in comunità, come scuole, ospedali, alberghi.

Come si previene?

Non esistono vaccini o profilassi appropriate per evitare l’infezione da legionella. L’unica raccomandazione è quella di evitare i luoghi considerati a rischio, cioè tutti quei luoghi dove le condizioni igieniche generali lascino pensare che anche quelle degli impianti idrici e sanitari non siano appropriate.
Per quanto riguarda gli impianti idrici pubblici, esistono delle linee guida rigorose che devono essere applicate per evitare la diffusione della legionella. Periodicamente, vengono effettuati controlli sulla qualità e salubrità delle acque, sia sugli impianti di raccolta che sulle tubature.

Nei paesi ad economia avanzata è bene prestare attenzione anche agli impianti a idromassaggio presenti soprattutto in centri benessere, alberghi, palestre.
Questo perché sono state identificate forme di legionellosi con contagio da idromassaggio. Negli idromassaggi le alte temperature favoriscono lo sviluppo della legionella e, allo stesso tempo, possono inibire le proprietà dei disinfettanti immessi a fini preventivi. Anche in questo caso esistono procedimenti codificati e test appositi per verificare la presenza della giusta quantità di disinfettante ed il valore del Ph.

In caso di contagio, come trattarla?

Data la pericolosità della malattia, l’ospedalizzazione del paziente è ritenuta necessaria, pur essendo il trattamento esclusivamente di tipo farmacologico.
L’eritromicina è l’antibiotico che si è dimostrato più efficace, al contrario delle penicilline e delle tetracicline. Anche la rifampicina è efficace così come alcuni fluorochinoloni, che sono stati sperimentati negli ultimi anni. Gli antibiotici non offrono alcun beneficio in caso si tratti di febbre di Pontiac che, come detto, si risolve spontaneamente in pochi giorni.

Quali sono le normative nazionali per la prevenzione della legionella?

La normativa nazionale per la prevenzione della legionella risale al 2000 e affida alle Regioni una sorveglianza speciale per escludere il rischio.
Ogni Regione deve prevedere un apposito protocollo di manutenzione degli impianti idrici e un adeguato campionamento delle acque, da effettuarsi con cadenza almeno annuale.

Il protocollo di manutenzione è molto rigido e prevede una serie di controlli specifici per ciascun componente dell’impianto, oltre alla predisposizione di un apposito registro degli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Il protocollo contiene anche tutte le indicazioni necessarie per effettuare analisi per verificare l’eventuale presenza di legionella e i relativi interventi di sanificazione.

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