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La retinopatia diabetica: vedere e rivedere!

Alessandra Lucivero | Editorial Manager a Pazienti.it

Ultimo aggiornamento – 02 Febbraio, 2011

In seguito alle vostre richieste riguardo la salute degli occhi e in particolare la retinopatia diabetica intervistiamo il dott. Domenico De Felice, specialista in oculistica.

I punti fondamentali della prevenzione sono:

  • Eseguire una visita oculistica una volta all’anno (a volte il diabete si scopre prima dall’oculista!).
  • Sensibilizzare la collaborazione fra diabetologo e oculista.
  • Mantenere il più possibile stabile la glicemia e la pressione arteriosa.
  • Seguire le indicazioni dell’oculista nel caso di comparsa di retinopatia diabetica per limitare l’evoluzione.

Che cos’è la retinopatia diabetica?

La retinopatia diabetica (microangiopatia) è una patologia del microcircolo vascolare ed  è una complicanza presente sia nel diabete mellito di I tipo (insulino dipendente) che, in minor misura, in quello di II tipo (non insulino dipendente). La retinopatia diabetica è la più nota alterazione dei vasi sanguigni di minor diametro. Circa il 4% dei pazienti con diabete insulino dipendente, insorto prima dei 30 anni, ed il 2% dei pazienti con diabete insorto dopo i 30 anni, generalmente non insulino dipendenti, sono non vedenti. La retinopatia diabetica è, ancora oggi, la prima causa nel mondo di cecità.

Quindi è essenziale che il paziente diabetico si rechi dall’oculista. Come si svolge la visita oculistica?

La visita oculistica, completa e periodica, diviene esigenza indispensabile nel protocollo del paziente diabetico, ed in particolare l’esame del fondo oculare con la pupilla dilatata. All’esplorazione del fondo oculare possiamo così diagnosticare essenzialmente due tipi di retinopatia:

Una forma non proliferante, in  cui i vasi sanguigni appaiono indeboliti, dilatati e con possibili emorragie. Inoltre si può avere perdita di liquido con rigonfiamento della retina (edema) o accumulo di grassi e proteine fino alla occlusione dei vasi capillari.

Quando i vasi capillari retinici occlusi sono numerosi si passa alla forma di retinopatia proliferante, con ampie zone ischemiche. In questo caso la retina, sofferente per mancanza di ossigenazione, costruisce vasi anomali  che crescono a caso e sono molto più fragili. Inoltre le emorragie non si limitano al piano retinico ma invadono tutta la camera posteriore ed il tessuto cicatriziale secondario può portare al distacco di retina. All’esame del fondo oculare bisogna far seguire, in casi patologici, una fotografia a colori del fondo stesso ed una fluorangiografia. L’edema maculare è oggi studiato con strumenti diagnostici non invasivi come la tomografia ottica a radiazione coerente che evidenzia la presenza e la variazione dell’edema fra gli strati stessi.

Dopo aver visto quali sono gli esami più indicati per la diagnosi, ci racconti: come si cura la retinopatia diabetica?

Come in tutte le patologie il miglior trattamento è la prevenzione. Mantenere sotto controllo i livelli di glicemia con la dieta e con terapia farmacologica appropriata, con rari sbalzi dei valori, associando un controllo della pressione arteriosa (possibile causa dell’evoluzione della malattia) aiuta il paziente a mantenere una buona visione; ma solo una visita oculistica può escludere la presenza di retinopatia ed aiutare il diabetologo negli eventuali cambiamenti terapeutici. La terapia da eseguire precocemente per ridurre l’edema e distruggere le aree ischemiche è la fotocoagulazione con laser. Nei casi di retinopatia proliferante poi è indicato l’intevento chirurgico di vitrectomia. Questa tecnica prevede l’inserimento all’interno della camera posteriore di una cannula che seziona ed aspira il vitreo rupulendolo. I risultati dell’intervento sono meno favorevoli, dal punto di vista funzionale, quando la retina è già stata gravemente danneggiata.

Nuove strade percorribili  ma ancora in fase sperimentale sono le iniezioni intravitreali a base di prodotti specifici.

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