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Lampi di luce negli occhi: cosa sono e quando preoccuparsi

Ultimo aggiornamento – 20 Maggio, 2020

Lampi visivi

In collaborazione con  IAPB Italia onlus -  Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità. 


Brevissimi flash visivi che durano solo alcuni decimi di secondo e che si ripetono incessantemente interessando, soprattutto, i lati esterni del campo visivo con una forma che generalmente ricorda quella di una stella. 

Questi stimoli luminosi sono molto differenti rispetto a quelli che vengono percepiti quando gli occhi sono sottoposti a fonti di luce molto intense o quando si passa da un ambiente buio a uno illuminato.

Facciamo chiarezza. Queste manifestazioni, conosciute comunemente come lampi di luce, serpentine luminose o cerchi luminosi, rappresentano un primo campanello di allarme a indicare un'alterazione oculare, ma non solo, per la cui valutazione e diagnosi occorre rivolgersi a uno specialista in oculistica. 

Cosa sono i lampi di luce negli occhi?

Le fotopsie, note anche come fosfeni, rappresentano sensazioni visive luminose, che possono essere anche colorate, che ricordano scintille o lampi di luce, come per esempio i flash prodotti delle macchine fotografiche.

Esse si verificano in assenza di uno stimolo luminoso reale nell'ambiente esterno e possono anche manifestarsi come linee di luce oppure onde di calore. Generalmente, interessano la parte periferica del campo visivo e possono essere percepite sia ad occhi aperti che chiusi.

Cause e sintomi delle fotopsie

I fosfeni possono essere indicativi della presenza di alterazioni oculari che interessano la retina e/o il corpo vitreo, ma anche delle vie ottiche o cerebrali, ma possono comparire anche in caso di disturbi neurologici centrali come cefalee ed emicranie.

Alcune patologie che possono risultare più frequentemente associate alla comparsa di fotopsie sono:

  • Distacco della retina: la comparsa dei lampi di luce negli occhi è un sintomo ricorrente e caratteristico delle prime fasi di quest’alterazione visiva. I pazienti normalmente descrivono questi flash come raggi, sprazzi o mosche volanti o fluttuanti. Ciò si verifica quando il vitreo si distacca violentemente dalla retina, fino a delocalizzarle rispetto alla sua posizione naturale. La percezione di fotopsie è, infatti, il segnale che la retina è sottoposta a trazione e, quindi, deve indirizzare il paziente quanto prima a una visita specialistica e a un esame approfondito del fundus oculi.
  • Alterazioni del corpo vitreo: le fotopsie sono fra le manifestazioni più caratteristiche del distacco del vitreo così come le miodesopsie, le cosiddette mosche volanti. Il distacco posteriore del vitreo è una condizione caratterizzata dal fatto che il corpo vitreo tende a perdere la sua aderenza alla retina. In dettaglio, le cosiddette mosche volanti, dette anche corpi mobili, ossia quei puntini neri simili a moscerini, percepiti anche come capelli che vagano nel campo visivo, sono delle opacità che si formano all’interno dell’occhio. Più precisamente, sono le ombre proiettate sulla retina da piccoli accumuli di cellule del vitreo, la sostanza gelatinosa che riempie l’interno dei nostri occhi.
  • Emicrania, cefalea o cefalea oftalmica: esiste un particolare tipo di mal di testa, detto cefalea o emicrania oftalmica, che si annuncia con lampi e serpentine luminose, che si sviluppano improvvisamente nel campo visivo prima dell’insorgenza del mal di testa. Questi bagliori sono colorati e appaiono come linee spezzata luminose in posizione centrale e aumentano di dimensioni sino a occupare tutto il campo visivo. Successivamente, tali bagliori, che hanno una durata maggiore dei fosfeni, improvvisamente si attenuano e scompaiono. Alcune persone che hanno tali disturbi non sviluppano poi cefalea, mentre in altri soggetti il dolore può interessare tutto o metà del capo e nella forma più grave esso può associarsi a fotofobia, diplopia, parestesie, vertigini con nausea, a volte sino al vomito.
  • Melanoma oculare: si tratta di una patologia oncologica che interessa l’uvea e prevalentemente la coroide. I lampi di luce negli occhi così come la comparsa di macchie scure nell’iride e l’appannamento visivo sono delle manifestazioni ricorrenti e precoci che possono fare destare il sospetto dell’insorgere di tale patologia.
  • Patologie retiniche e retinopatia diabetica: tra le patologie retiniche caratterizzate da fotopsie c'è la retinopatia diabetica. La retinopatia diabetica è la più comune complicanza oculare del diabete mellito, responsabile di alterazioni importanti a carico dei vasi sanguigni, soprattutto del microcircolo, di cui la retina è molto ricca.
  • Toxoplasmosi: si tratta di una patologia infettiva che colpisce gli esseri umani attraverso animali domestici. E’ causata del Toxoplasma gondii, un protozoo del genere Coccidiae. Fra i vari segni e sintomi che caratterizzano la patologia vanno considerati anche i fosfeni.

Rimedi e terapie

Poiché all'origine delle fotopsie possono esserci diverse cause, è necessario conoscerne l’eziologia per poterle trattare adeguatamente. 

In generale, nel caso di manifestazione di fotopsie è sempre bene rivolgersi all'oculista per un consulto, durante il quale lo specialista esaminerà retina e corpo vitreo per stabilire se la presenza di fosfeni sia o meno un segno di patologia oculare.

Nel caso di rottura di retina che porta al distacco, è necessario intervenire microchirurgicamente effettuando una saldatura intorno a essa per mezzo di un laser termico per evitare che essa si distacchi totalmente. 

Se si fossero evidenziate delle alterazioni del corpo vitreo dovute a una ridotta idratazione, sarà necessario aumentare l'apporto di acqua e sali minerali. Da un’attenta analisi e con una visita oculistica, che permetta di escludere cause patologiche, si potrà accertare se i disturbi dipendono da una cefalea oftalmica

In questo caso, sarebbe bene consultare un centro per la diagnosi e cura delle cefalee che provvederà a mettere a punto la terapia più adatta.

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