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Leucemia e linfoma si vedono con i semplici raggi X?

Alessandra Niccolai | Blogger

Ultimo aggiornamento – 09 Novembre, 2016

Leucemia e linfoma si vedono con i semplici raggi X?

Né la leucemia né il linfoma si diagnosticano per immagini. La diagnosi iniziale della malattia, generalmente, richiede una biopsia e un certo numero di analisi di laboratorio su campioni di sangue e tessuto.

La diagnostica per immagini, in particolare per la leucemia, può non essere efficace quanto lo è, invece, nei tipi di cancro che formano masse tumorali.

L’utilità dei raggi X ai fini della diagnosi

Nel caso della leucemia e, spesso, del linfoma, i semplici raggi X possono fornire degli indizi che, andando a sommarsi ad altre informazioni, costituiscono parte integrante dei controlli che, alla fine, conducono alla biopsia e alla diagnosi.

Con riferimento al linfoma, il modello di coinvolgimento linfonodale, visibile anche con un RX toracico, può svolgere un ruolo molto importante nelle fasi iniziali, per aiutare a restringere il campo.

Non tutti i linfonodi di dimensioni aumentate significano linfoma. Altri tipi di cancro, oppure infezioni o patologie non maligne come le sarcoidosi possono essere responsabili dell’ingrossamento.

Alcune volte, i linfonodi gonfi si trovano in parti del corpo accessibili per la biopsia, come il collo; in altri casi, come succede, ad esempio, nel linfoma di Hodgkin, il solo linfonodo canceroso può essere situato in profondità, nel torace.

La leucemia e le modificazioni ossee visibili ai raggi X

I raggi X, ovvero le semplici lastre, non sono impiegati per la diagnosi della leucemia.

Tuttavia, può essere effettuato un RX toracico, per verificare la presenza di un’infezione polmonare, o per altre ragioni analoghe.

I raggi X possono, inoltre, mostrare linfonodi gonfi o altre aree interessate dalla malattia. Alcune forme di leucemia si diffondono ai linfonodi, man mano che la malattia progredisce. La leucemia modifica anche l’aspetto delle ossa, sia negli adulti che nei bambini.

Si ha osteopenia quando le ossa appaiono meno dense, quindi di un bianco meno brillante del normale, senza, tuttavia, arrivare all’osteoporosi.

L’osteopenia è riscontrata spesso nel mieloma, nella leucemia, nel linfoma e in molte altre patologie.

Inoltre, i radiologi, o chi interpreta le immagini radiografiche, osservano lo schema dello sviluppo della malattia, ovvero le lesioni ossee.

La leucemia e molte patologie non cancerose che interferiscono con il metabolismo delle ossa, come l’iperparatiroidismo e l’osteoporosi, possono avere distribuzione simmetrica a livello scheletrico.

Al contrario, un’apparenza confusa e asimmetrica delle lesioni può suggerire cause diverse, come la malattia ossea di Paget, oppure una diffusione metastatica di qualche altro tipo di cancro.

Il linfoma di Hodgkin e l’ingrossamento dei linfonodi nel torace

I due tipi principali di linfoma sono il linfoma di Hodgkin (LH) e il linfoma non-Hodgkin (NHL). Anche in questo caso, come per la leucemia, la diagnosi non avviene mediante raggi X, tuttavia, può essere richiesto un RX toracico per svariate altre ragioni.

Una percentuale compresa tra il 40 e il 65% dei pazienti con LH presentano un coinvolgimento toracico; di questi, più del 90% hanno quello che è definito come “coinvolgimento del linfonodo mediastinico”.

I linfonodi mediastinici si trovano nel mediastino, l’area del torace compresa tra i polmoni.

Il linfoma di Hodgkin colpisce più spesso i linfonodi che si trovano nel mediastino superiore, ovvero i gruppi specifici di linfonodi denominati prevascolare, paratracheale e aorto-polmonare.

Nelle semplici lastre, l’ingrossamento del linfonodo interno al mediastino può apparire come un’anomalia monolaterale o bilaterale rispetto alla linea mediana del torace.

Nel caso del linfoma di Hodgkin, il coinvolgimento visibile di più linfonodi appare come una connessione allungata di lobi. Se il linfonodo canceroso o la massa non hanno un margine precisamente delineato, la malattia potrebbe essersi estesa e aver infiltrato il vicino tessuto polmonare.

Anche il linfoma non-Hodgkin può produrre l’ingrossamento dei linfonodi toracici, ma l’NHL, è, in realtà, un gruppo di linfomi diversi, che possono avere origine praticamente in qualsiasi parte del corpo.

Il linfoma non-Hodgkin non necessariamente diffonde da un linfonodo all’altro, secondo una sequenza ordinata, come è tipico, invece, dell’HL.

Come appaiono i linfonodi nella Tomografia Computerizzata

L’aspetto dei linfonodi coinvolti nella scansione TC può variare da ben definito e separato a più aggrovigliato.

Qualche volta il medico riesce a vedere i linfonodi separatamente, altre volte linfonodi multipli possono sembrare tutti uniti insieme, come fossero parte di un’unica grande massa.

Generalmente, le masse all’interno del torace, tipiche del linfoma di Hodgkin, appaiono, nella Tomografia Computerizzata, sotto forma di un’ombra grigia, simile agli altri tessuti molli, ma non al grasso, che è grigio scuro-nero, né alle ossa, che sono bianche.

Tale massa, può avere forma sconnessa o presentare contorni irregolari. Sebbene i linfonodi ingrossati appaiano tipicamente di colore grigio, è possibile che si notino calcificazioni dall’aspetto più chiaro, simile a quello delle ossa. Ciò è, tuttavia, più comune quando si seguono trattamenti, in special modo la radioterapia.

La mappatura della malattia mediante le scansioni PET e PET-TC

Per la scansione PET (Tomografia ad Emissione di Positroni) si impiega glucosio radioattivo, una sostanza assorbita da molti, ma non da tutti i tipi di cellule caratteristiche dei linfomi. L’assorbimento di tale sostanza radioattiva è in grado di produrre una mappa, che mostra le aree del corpo interessate dal cancro.

La Tomografia ad Emissione di Positroni è, solitamente, più sensibile nell’individuare il linfoma rispetto alla TAC. Ad esempio, la PET è in grado di individuare la malattia nei linfonodi di grandezza normale e, a differenza della TAC, aiuta a valutare la presenza della patologia al loro esterno.

La PET è spesso utilizzata in combinazione con la Tomografia Computerizzata, per permettere la comparazione tra quelle aree che, nella PET, risultano maggiormente radioattive e le stesse, visibili in modo più dettagliato con la TAC.

Paragonata alla tradizionale diagnostica per immagini, l’utilizzo della PET/TC negli stadi iniziali può influenzare l’organizzazione delle terapie e condurre a un diverso trattamento in un consistente numero di casi.

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