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Marijuana: una possibile cura per la depressione

Ultimo aggiornamento – 18 Febbraio, 2015

Lo stress cronico è una delle principali cause di depressione.
Nuove ricerche sperimentali, condotte su animali, sembrano suggerire che la marijuana possa alleviare alcuni sintomi depressivi causati da stress.
Lo studio si è concentrato sugli endocannabinoidi, composti chimici presenti nel cervello e molto simili a sostanze che si trovano anche nella marijuana.

Nei modelli animali che abbiamo analizzato, i fattori di stress cronico hanno ridotto la produzione di endocannabinoidi e causato comportamenti simili alla depressione”, afferma Samir Haj-Dahmane, ricercatore senior presso l’Istituto di Ricerca sulle Dipendenze all’Università di Buffalo.

Stabilizzare l’umore, alleviare la depressione

Gli endocannabinoidi sono composti chimici prodotti naturalmente nel cervello che influenzano il controllo motorio, la cognizione, le emozioni e i comportamenti. Sono simili alle sostanze chimiche presenti nella marijuana e nel suo principio attivo (il delta-9-tetraidrocannabinolo).

Lo stress cronico è una delle principali cause di depressione. L’utilizzo di composti derivati dalla marijuana per ripristinare le normali funzioni degli endocannabinoidi potrebbe potenzialmente contribuire a stabilizzare stati d’animo compromessi dalla depressione”, sostiene Haj-Dahmane.
La ricerca, pubblicata sulla Journal of Neuroscience, è però soltanto preliminare.

La marijuana e l’uso medicinale: un dibattito aperto

La nostra ricerca finora si è basata solo su modelli animali, c’è ancora molta strada da fare prima di sapere se questo metodo può essere efficace anche sull’uomo. Tuttavia, alcune persone che soffrono di stress post-traumatico hanno riportato indubbi benefici dall’uso di marijuana”. Il passo successivo sarà di verificare che l’utilizzo di un estratto della marijuana (il cannabidiolo) nel ripristinare i normali comportamenti, non comporti anche sintomi di dipendenza.

L’uso di marijuana a scopo medicinale rimane una questione abbastanza controversa. Negli USA 23 Stati ne hanno già approvato l’utilizzo per combattere alcuni disturbi (glaucoma, dolori neuropatici, epilessia, sclerosi multipla, nausea da chemioterapia). Diversi scienziati, tuttavia, sono preoccupati che un uso medico della marijuana totalmente libero possa influenzare negativamente anche l’atteggiamento nei confronti della droga, spingendo soprattutto i più giovani a credere che non ci siano particolari controindicazioni nel suo consumo.

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