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Avete mai pensato di combattere l’insonnia con la melatonina?

Ultimo aggiornamento – 09 aprile, 2020

Melatonina per l'insonnia

Sicuramente tutti voi avrete sentito parlare di melatonina… ma di cosa si tratta? È una vitamina? O è forse un medicinale? O, ancora, un principio attivo?

Nulla di tutto ciò. Si tratta di un ormone naturalmente prodotto dall’organismo, che promuove l’equilibrio del ritmo sonno-veglia.

Mantenere questo rapporto, definito anche attraverso il ‘ritmo circadiano’, è fondamentale per la salute del corpo. Ma cosa fare se sopravviene l’insonnia o se si sta affrontando un periodo di particolare stress? Semplice. È possibile ricorrere a specifici integratori o farmaci a base di melatonina, sempre sotto consiglio medico e rispettando le indicazioni del foglietto illustrativo.

La melatonina, una scoperta rivoluzionaria

La melatonina viene secreta da una ghiandola presente nel cervello, detta ipofisi o ghiandola pineale. La ghiandola pineale ne produce una maggiore quantità soprattutto di notte, e in quantità decisamente minori durante il giorno. La produzione della melatonina dipende anche dall’età. È infatti modesta nei primi anni di vita, per poi aumentare con la crescita e diminuire ancora in un’età più adulta.

Ma quando gli scienziati si sono accorti della sua esistenza? Ciò è accaduto nel 1917, in un modo del tutto inaspettato: due ricercatori, Allen e McCord furono i primi ad accorgersi che il liquido prodotto dalle ghiandole pineali delle vacche era il medesimo di quello usato dalle rane per rendere più chiara la pigmentazione della propria pelle. L’ormone venne isolato alcuni decenni più tardi, nel 1958, da Aaron B. Lerner, mediante urina di topo. Nonostante la ricerca fosse volta a trovare una cura per la vitiligine o per altre patologie dermatologiche, Lerner capì che la melatonina non era utile a questo scopo. Solo negli anni ’70 altri ricercatori si accorsero del legame tra sonno e melatonina.

Come agisce la melatonina

La produzione di melatonina è soggetta alla quantità di luce a cui siamo esposti: ecco perché raggiunge il suo picco massimo nelle ore centrali della notte, quelle più buie, diminuendo con l’arrivo delle prime luci dell’alba.

Come si diceva, durante l’infanzia, la produzione di questo ormone è assai bassa: la quantità prodotta di melatonina si stabilizza dopo il terzo mese di vita. Ha delle oscillazioni durante la pubertà e si regolarizza durante la gioventù. Sul sistema immunitario, invece, questo straordinario ormone ha delle proprietà benefiche, ma è soprattutto incidente, come accennato all’inizio, sul ritmo tra sonno e veglia: il ritmo circadiano.

Tutte le attività dell’organismo sono scandite da questi ritmi, che incidono nel rapporto tra la fase vigile e quella di riposo: così funziona il nostro orologio biologico.

Se si è sottoposti a forti stress o si è sotto l’effetto di viaggi e jet leg o, ancora, se si sta affrontando un cambio di stagione, questo equilibrio può venir meno, e a farne le spese sono soprattutto i più piccoli o i più anziani, che ricorrono, dunque, ad espedienti artificiali per regolarizzare il sonno.

Ovviamente, condurre una vita senza troppi eccessi e con una scansione del ritmo più omogenea aiuta a mantenere questo equilibrio. Tra le altre cose, è importante non appesantirsi con il pasto serale e non trascorrere troppo tempo davanti a smartphone e pc prima di coricarsi.

Attenzione, la melatonina NON è sempre indicata

Quando proprio non si riesce ad prender sonno, si possono assumere dei farmaci per dormire. Tra questi vi sono appunto gli integratori a base di questo prezioso ormone, disponibili in diverse forme (melatonina in compresse o melatonina in gocce). Tuttavia, può essere di grande aiuto conoscere le controindicazioni della melatonina che, nonostante sia sostanza naturale, può comunque arrecare qualche fastidio.

Di certo è preferibile consultare il medico prima di assumere melatonina, poiché essa potrebbe interagire con qualche altro farmaco o essere sconsigliata se si soffre di patologie specifiche (ad esempio si potrebbe essere allergici alla melatonina o ad un componente con cui è accompagnata nella formula dell’integratore). Anche eventuali malattie a carico del fegato o dei reni non vanno d’accordo con l’uso di integratori di melatonina, così come alcune patologie autoimmuni o condizioni specifiche, quali la gravidanza o l’allattamento.

Chi soffre di problemi di coagulazione del sangue ed è, quindi, trattato con farmaci anticoagulanti, così come chi assume medicinali contro il diabete o l’ipertensione dovrà evitare la melatonina in gocce o in compresse. Stesso discorso vale per chi fa uso di contraccettivi, antidepressivi o corticosteroidi.

Ci sono anche alcuni effetti collaterali

Di certo, potrebbe capitare di avvertire sonnolenza di giorno o, in soggetti molto sensibili, percepire un po’ di ansia, di nervosismo o ancora, in alcuni casi, di debolezza.

Per questo capita di chiedersi: la melatonina è adatta ai bambini? Sì, certo, purché vengano rispettate le dosi consigliate per i più piccoli e l’ormone venga somministrato sempre sotto consiglio del medico.

Quanta melatonina prendere

Occorre sempre assumere il farmaco seguendo le indicazioni del foglietto illustrativo, anche e soprattutto per quel che riguarda il dosaggio.

La dose che si consiglia corrisponde a 1 mg di melatonina. Tale quantità è perfetta per chi soffre di insonnia episodica o leggera o per ripristinare correttamente il ritmo circadiano dopo un viaggio in cui si sono subiti gli effetti del jet leg.

In genere, l’effetto della melatonina si percepisce dopo una trentina di minuti: se ciò non avviene, significa che va aumentata la dose da assumere (occorrerà un altro mg).

Tuttavia, è bene sapere che non bisogna superare i 5 o i 6 mg al giorno. È, invece, importante ricordare di assumere l’ormone con una certa continuità: per verificare l’efficacia della melatonina è bene prenderla per almeno 20 giorni.

Evitare stress inutili e condurre uno stile di vita il più regolare possibile aiuterà ad incrementare l’efficacia dell’integratore a base di melatonina. Per questo, sono sconsigliate bevande come il caffè o il tè a ridosso del riposo notturno, così come le attività che impegnano la mente, quali lo studio o il lavoro fino a ore tarde. Allarme rosso anche per chi è in sovrappeso: si tratta di un fattore di rischio per l’insonnia.

Non desiderate assumere integratori di melatonina? C’è una buona notizia. La melatonina si può assumere anche attraverso la dieta: pomodori, banane, noci e ciliegie contengono questo prezioso ormone! Ovviamente le quantità di melatonina presenti in questi alimenti sono minori rispetto alla concentrazione dell’integratore, ma consumarne in buone quantità può essere comunque d’aiuto.

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