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Ciclo sonno-veglia

Ciclo sonno-veglia
Curatore scientifico
Dr. Chiara Tuccilli
Specialità del contenuto
Neurologia

Ritmo circadiano: cos'è?

Il ritmo circadiano è una variazione ritmica delle attività biologiche nel corso delle 24 ore, che riguarda numerose funzioni dell’organismo quali:

Le fluttuazioni di tali attività nel corso delle 24 ore vengono controllate da varie molecole, ognuna delle quali rappresenta un singolo orologio biologico, che poi si unisce agli altri formando un complesso orologio biologico interno.

Uno dei geni più studiati nella regolazione del ritmo circadiano è il gene PER, che codifica per una proteina che viene prodotta di notte, entra nel nucleo delle cellule e blocca il gene che la codifica. In questo modo, i livelli della proteina si riducono durante il giorno, il gene si riattiva e produce altra proteina. Nelle cellule si scandiscono così il tempo e l’alternanza luce-buio.

A livello anatomico, ci sono due sedi principali dell’orologio biologico, dette oscillatori interni o pacemaker:

Questi oscillatori sono influenzati da molecole endogene, ma anche da fattori esterni all’organismo quali:

  • alternanza luce-buio;
  • temperatura ambientale;
  • esigenze sociali.

Se sono assenti i fattori regolatori esterni, i ritmi circadiani sono comunque presenti, ma il loro periodo varia. Ad esempio, il ciclo circadiano del sonno-veglia può allungarsi fino a 36 ore se non interviene lo stimolo luminoso.

Ciclo sonno-veglia: di che si tratta?

Il ciclo sonno-veglia è l’alternanza di due stati continui, regolata da:

  • ritmo circadiano, che determina la distribuzione temporale dei due stati;
  • processo omeostatico, che determina l’esigenza e la proporzione del sonno rispetto allo stato di veglia che lo precede.

La fisiologia del ciclo sonno-veglia coinvolge il nucleo soprachiasmatico ipotalamico ed è regolata dalla luce che colpisce la retina, la quale contiene le cellule gangliari.

Queste ultime sono connesse al nucleo soprachiasmatico, il quale elabora le informazioni raccolte dalle cellule gangliari e le invia alla ghiandola pineale. La ghiandola pineale è deputata alla secrezione di melatonina, che viene prodotta solo in condizioni di buio.

Il ciclo sonno-veglia nel neonato

Il ciclo sonno-veglia nel neonato è diverso da quello degli adulti, ma anche diverso dal ritmo in fase prenatale. Durante la gravidanza, il feto tende a dormire durante il giorno, perché i movimenti materni lo cullano, mentre è sveglio durante la notte, a causa dell’immobilità della madre.

Dopo la nascita, invece, il neonato si addormenta più volte durante il giorno e più volte durante la notte, ma è opportuno che il sonno avvenga in modo più o meno controllato:

  • in ambiente luminoso durante il giorno;
  • in ambiente scuro e senza altri stimoli e rumori la notte;
  • senza superare le 3 ore per i pisolini diurni.

Alterazione del ciclo sonno-veglia

Il ciclo sonno-veglia può essere alterato per diverse ragioni e si possono distinguere:

  • alterazioni transitorie;
  • alterazioni persistenti.

 Sono alterazioni transitorie:

  • sindrome da jet-lag, che interessa gli individui che attraversano almeno due fusi-orari durante un viaggio. Il nuovo ciclo luce-buio condiziona la capacità di adattamento del soggetto e produce difficoltà di addormentamento, sonno frammentato, risveglio anticipato e sonnolenza diurna. L’entità della sindrome dipende dal numero di fusi orari attraversati. Nei casi lievi i sintomi si risolvono spontaneamente entro 2-3 giorni. Se il salto orario è compreso tra le 8 e le 12 ore, soprattutto se si viaggia verso est, invece, possono essere necessari anche 7-10 giorni per adattarsi;
  • sindrome da turnismo, che interessa chi è impegnato in turni di lavoro notturno. Di solito si osserva un miglioramento della sintomatologia dopo 2-3 settimane, ma non si risolve completamente finché non viene ripristinato il normale ciclo sonno-veglia.

Sono alterazioni persistenti:

  • sindrome da fase di sonno ritardata, che consiste nell’impossibilità di prendere sonno negli orari convenzionali, anche se ci si mette a letto. L’addormentamento avviene tipicamente tra le 3:00 e le 6:00. Non vi sono alterazioni delle fasi del sonno in questa sindrome tanto che, se il soggetto è lasciato libero di dormire, si risveglia solo con il termine naturale del sonno. Il problema è che, quando sussistono impegni lavorativi o sociali, l’individuo è vincolato ad interrompere il sonno, con conseguente privazione di sonno;
  • sindrome da fase di sonno anticipata, che consiste nell’anticipazione di alcune ore sia dell’addormentamento sia del risveglio. Nelle prime ore serali si verifica sonnolenza che porta all’addormentamento, mentre il risveglio avviene tra l’1:00 e le 3:00 di notte. Non vi sono alterazioni delle fasi del sonno, che risultano durature e stabili;
  • sindrome da ciclo sonno-veglia irregolare, che consiste nella mancanza di un ritmo sonno-veglia, cioè i soggetti dormono per brevi periodi (sonnellini) durante la giornata, ma in tempi irregolari e non convenzionali, al punto che non riescono a rispettare orari fissi, come ad esempio quelli dei pasti. Il sonno notturno è frammentato e spesso breve;
  • sindrome ipernictemerale, è una condizione rara che consiste nell’alterazione del ciclo sonno-veglia che si assesta oltre le 24 ore, generalmente 25 o più. Ogni giorno, cioè, questi soggetti spostano di 1-2 ore il sonno rispetto al giorno precedente e ciò porta all’alternanza di periodi in cui il ciclo sonno-veglia non è sincronizzato con l’ambiente esterno con periodi in cui, invece, è sincronizzato.

Quali sono le cause?

I disturbi del ritmo circadiano possono essere causati da:

  • alterazioni dell’orologio biologico;
  • mancata sincronizzazione tra l’orologio biologico e il ritmo imposto dall’esterno, ad esempio da ragioni sociali o lavorative.

Quali sono le conseguenze?

Le conseguenze dell’alterazione del ciclo sonno-veglia sono:

  • affaticamento;
  • sonnolenza diurna;
  • riduzione della produttività lavorativa e/o scolastica dovuta a minore capacità di concentrazione e motoria;
  • disturbo del sonno, con difficoltà ad addormentarsi o a risvegliarsi negli orari convenzionali, sonno frammentato e non ristoratore.

Esistono anche delle conseguenze a lungo termine se le alterazioni del ciclo sonno-veglia sono persistenti, come:

  • il maggior rischio di insorgenza di malattie metaboliche e cardiovascolari;
  • l’alterazione del microbiota intestinale, dunque comparsa di disbiosi e delle condizioni cliniche ad essa connesse.

Come ristabilire il ciclo sonno veglia

Il ciclo sonno veglia può essere ristabilito in vario modo, in relazione al tipo di situazione in cui si presenta l’alterazione. Ad esempio:

  • per i turnisti, una corretta organizzazione dei turni (turni di breve durata, cioè 2 o 3 giorni, oppure prolungati per circa 21 giorni) consente di ridurre la sintomatologia. Occorre, però, adottare alcuni accorgimenti, quali: programmare dei brevi momenti di sonno diurno in determinati orari e fare in modo che non ci siano fattori che turbino il riposo, associando l’assunzione di melatonina. In alcune situazioni può essere necessario ricorrere ad un opportuno trattamento farmacologico prescritto dal medico;
  • per chi soffre di sindrome ipernictemerale, si può ricorrere alla cronoterapia, la quale ritarda in modo progressivo l’addormentamento di circa 3 ore al giorno, fino a che non si raggiunge l’orario convenzionale. La terapia richiede circa una settimana;

L’attenzione all’igiene del sonno è fondamentale sempre, vanno quindi evitate le fonti luminose (telefono, tablet, PC, ecc.) prima dell’addormentamento, soprattutto nel letto, perché la loro luce riduce la secrezione di melatonina.

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