Trenta giorni di baffi per parlare di salute. È questo il simbolo di Movember, l'iniziativa che ogni novembre richiama l'attenzione su temi spesso trascurati nella prevenzione maschile: tumore della prostata, tumore del testicolo e salute mentale, compresa la prevenzione del suicidio.
Dietro una campagna dall'aspetto leggero si nascondono questioni importanti, a partire dall'efficacia dei controlli. Uno studio europeo pubblicato sul New England Journal of Medicine, che ha seguito oltre 162mila uomini per 23 anni, ha fornito nuovi dati sui benefici e sui limiti del test PSA.
Tumore alla prostata: i numeri in Italia e le previsioni
Il tumore della prostata è la neoplasia più frequente tra gli uomini italiani. Secondo le stime AIOM-AIRTUM, nel 2024 sono state registrate circa 40.190 nuove diagnosi, davanti ai tumori del polmone, del colon-retto e della vescica. La sopravvivenza netta a cinque anni dalla diagnosi raggiunge il 91%.
Il numero di casi potrebbe aumentare nei prossimi decenni. La Lancet Commission on prostate cancer prevede che, a livello mondiale, le nuove diagnosi annuali passeranno da 1,4 milioni nel 2020 a circa 2,9 milioni nel 2040, soprattutto per effetto dell'invecchiamento della popolazione.
Età e familiarità sono fattori di rischio non modificabili. Per questo, secondo gli esperti, gli interventi sugli stili di vita, pur importanti per la salute generale, non saranno sufficienti a contrastare l'aumento previsto.
PSA: cosa ha scoperto lo studio durato 23 anni
Il PSA è un esame del sangue che misura l'antigene prostatico specifico, una proteina prodotta dalla prostata. Può contribuire a individuare precocemente un tumore, ma valori elevati non indicano necessariamente la presenza di una neoplasia.
A ottobre 2025, il New England Journal of Medicine ha pubblicato i risultati a lungo termine dello studio europeo ERSPC, che ha coinvolto 162.236 uomini tra i 55 e i 69 anni, seguiti per una mediana di 23 anni.
Nel gruppo invitato allo screening con PSA, la mortalità per tumore della prostata è risultata inferiore del 13% rispetto al gruppo di controllo. Si tratta però di una riduzione relativa: in termini assoluti, la differenza è stata dello 0,22%.
Secondo i ricercatori, nell'arco di 23 anni è stato evitato un decesso per tumore prostatico ogni 456 uomini invitati allo screening. Il beneficio è aumentato nel tempo: dopo 16 anni di osservazione, servivano 628 inviti per evitare una morte.
Il risultato conferma che lo screening può ridurre la mortalità specifica per questa malattia, ma non significa che il test sia indicato indistintamente per tutti.
Perché il PSA non basta da solo
Uno dei principali limiti dello screening è la sovradiagnosi, cioè l'individuazione di tumori che, nel corso della vita, non avrebbero provocato sintomi o conseguenze cliniche.
Queste diagnosi possono portare ad accertamenti e trattamenti non necessari, con possibili effetti collaterali, tra cui incontinenza urinaria e disfunzione erettile.
Secondo i ricercatori dell'Università di Tampere, coinvolti nello studio ERSPC, al primo screening il 16% degli uomini presentava un PSA elevato, ma solo nel 24% di questi casi la biopsia confermava un tumore.
Per ridurre gli accertamenti inutili, la ricerca si sta orientando verso percorsi personalizzati, basati sul rischio individuale. Anche il Consiglio dell'Unione europea, nel 2022, ha invitato gli Stati membri a valutare programmi organizzati che prevedano il PSA e, quando necessario, la risonanza magnetica prima di un'eventuale biopsia.
Screening della prostata: cosa succede in Italia
In Italia non esiste ancora un programma nazionale organizzato di screening per il tumore della prostata, a differenza di quanto avviene per mammella, colon-retto e cervice uterina.
Alcune Regioni hanno però introdotto percorsi specifici. La Lombardia ha avviato nel novembre 2024 un programma gratuito, inizialmente rivolto ai cinquantenni e successivamente ampliato. Nel 2026 possono accedervi gli uomini assistiti dal servizio sanitario regionale nati tra il 1962 e il 1975, oltre ai nati nel 1976 dal compimento dei 50 anni, secondo i requisiti previsti. Anche la Basilicata ha attivato un proprio programma nel 2025.
Negli altri contesti, la decisione di eseguire il PSA dovrebbe essere condivisa con il medico, considerando età, familiarità, condizioni generali e possibili benefici e rischi del test.
Tumore del testicolo: perché riguarda soprattutto i giovani
Movember richiama l'attenzione anche sul tumore del testicolo, una neoplasia relativamente rara che interessa soprattutto gli uomini giovani.
Rappresenta circa l'1-3% dei tumori maschili ed è tra le neoplasie solide più frequenti nella fascia d'età compresa tra i 15 e i 35 anni. La sopravvivenza a cinque anni supera il 95%.
La LILT incoraggia l'autopalpazione testicolare mensile per imparare a riconoscere eventuali cambiamenti. Va tuttavia precisato che non esistono prove solide che l'autoesame sistematico negli uomini senza sintomi riduca la mortalità.
Resta fondamentale rivolgersi al medico in presenza di un nodulo, un gonfiore, un aumento di volume o una sensazione persistente di pesantezza. Questi segnali non indicano necessariamente un tumore, ma richiedono una valutazione.
Salute mentale maschile: un problema ancora sottovalutato
La prevenzione maschile non riguarda soltanto i tumori. Movember dedica infatti una parte importante delle proprie attività al benessere psicologico e alla prevenzione del suicidio.
Secondo i dati Istat relativi al 2023, richiamati anche in documenti parlamentari del 2026, in Italia si sono registrati 3.741 decessi per suicidio, circa il 77% dei quali ha riguardato uomini.
Questi numeri richiamano l'attenzione sull'importanza di riconoscere il disagio psicologico e facilitare l'accesso ai servizi di supporto.
In presenza di un malessere persistente è possibile rivolgersi al medico di famiglia o ai servizi di salute mentale della propria ASL. In caso di pericolo immediato, il numero da contattare è il 112.
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Movember 2026: quali controlli valutare
Novembre rappresenta anche un'occasione per informarsi sulle iniziative disponibili sul territorio.
La campagna LILT for Men – Nastro Blu 2026, promossa dalla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori con il messaggio Muoviti. Per te., prevede attività di sensibilizzazione e, presso le sedi aderenti, visite di controllo secondo le disponibilità locali.
Date, modalità di accesso e prenotazioni possono essere verificate attraverso le associazioni territoriali e il sito ufficiale LILT.
Il messaggio della prevenzione, però, non è quello di sottoporsi indiscriminatamente a tutti gli esami disponibili. Conoscere i propri fattori di rischio, riconoscere eventuali sintomi e confrontarsi con il medico permette di individuare i controlli più appropriati, evitando sia ritardi diagnostici sia accertamenti non necessari.
Fonti
- New England Journal of Medicine - European Study of Prostate Cancer Screening
- Regione Lombardia - Screening del tumore alla prostata in Regione Lombardia