Mpox non è sparito: i nuovi dati OMS che in pochi raccontano

Dr. Christian Raddato Medico Chirurgo
Redatto scientificamente da Dr. Christian Raddato, Medico Generale |
A cura di Salvatore Privitera
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Data articolo – 16 Settembre, 2026

Una fiala di sangue con la scritta "monkeypox"

L’mpox continua a circolare in numerose aree del mondo, con una situazione particolarmente rilevante nel continente africano. Secondo l’ultimo aggiornamento dell’Organizzazione mondiale della sanità, tra il 1° gennaio 2025 e il 31 luglio 2026 sono stati registrati complessivamente 65.784 casi confermati e 264 decessi tra i casi confermati, distribuiti in 105 Paesi.

L’OMS ha aggiornato anche la propria valutazione del rischio: a livello globale il rischio per la salute pubblica viene considerato moderato, ma non è uguale per tutti. Per la maggior parte della popolazione il rischio individuale resta basso, mentre sale nei gruppi maggiormente esposti e in alcune aree dove la trasmissione è più intensa.

A luglio 1.370 casi confermati in 32 Paesi

Nel solo mese di luglio 2026, 32 Paesi hanno segnalato 1.370 casi confermati di mpox e 7 decessi, con un tasso di letalità dello 0,5%.

Circa tre quarti dei casi sono stati registrati nella Regione africana dell’OMS. Il Madagascar è risultato il Paese con il numero più elevato, con 703 casi confermati, seguito dall’Angola con 138, dalla Cina con 88, dalla Repubblica Democratica del Congo con 85 e dal Kenya con 55.


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Il confronto con giugno mostra andamenti differenti nelle varie aree del mondo. La Regione africana è stata l’unica a registrare un aumento, con un incremento del 17%, passando da 877 a 1.025 casi. Nelle Americhe i casi sono invece diminuiti del 94%, da 133 a 8. Nel Pacifico occidentale il calo è stato del 56%, da 204 a 90 casi, mentre in Europa si è osservata una riduzione del 22%, da 315 a 247. Nel Sud-Est asiatico si è passati da 36 casi a nessun caso segnalato nel mese considerato.

L’Africa concentra la maggior parte dei casi

Al 16 agosto 2026, 35 Paesi africani avevano segnalato complessivamente 52.424 casi confermati e 238 decessi dall’inizio del 2025, con un tasso di letalità dello 0,5%. Nelle sei settimane comprese tra il 6 luglio e il 16 agosto, 11 Paesi hanno continuato a registrare una trasmissione attiva, per un totale di 1.153 casi confermati e 7 decessi.

Ancora una volta il numero maggiore è stato osservato in Madagascar, con 785 casi nel periodo analizzato. Seguono Angola con 184, Kenya con 94, Repubblica Democratica del Congo con 41 e Camerun con 28.

Il quadro rimane quindi molto concentrato geograficamente, anche se la presenza di casi in numerosi Paesi rende necessario mantenere attivi sorveglianza e monitoraggio.

Madagascar, l’epidemia più grande al momento

Il Madagascar rappresenta attualmente il principale focolaio di mpox sia nella Regione africana sia a livello globale. Al 16 agosto il Paese aveva registrato 3.436 casi confermati e 22 decessi, con un tasso di letalità dello 0,6%.

Soltanto nell’ultima settimana considerata sono stati notificati 156 nuovi casi. La percentuale di test risultati positivi ha raggiunto il 67%, un dato che secondo il rapporto segnala una trasmissione ancora sostenuta e una capacità di sorveglianza che potrebbe non intercettare tutti i casi presenti. L’epidemia coinvolgeva inoltre 75 dei 115 distretti del Paese, pari al 65%.

La risposta sanitaria è stata rafforzata anche attraverso la vaccinazione: 111.508 persone avevano ricevuto almeno una dose del vaccino MVA-BN. Nonostante queste misure, l’epidemia non viene ancora considerata sotto controllo.

Anche l’Angola registra un aumento dei casi

In Angola, al 16 agosto, erano stati confermati 274 casi e un decesso.

Dopo una fase caratterizzata da episodi sporadici nel 2024 e nel 2025, da metà maggio 2026 è stato osservato un incremento più marcato della trasmissione.

Otto delle 21 province del Paese hanno registrato casi. La situazione più significativa riguarda Cabinda, che da sola concentra circa il 70% delle infezioni confermate, con 193 casi su 274.

La posizione geografica della provincia, separata dal resto dell’Angola e confinante con la Repubblica Democratica del Congo, aumenta anche l’attenzione sul possibile rischio di diffusione transfrontaliera.

Nuovi casi di clade Ib in Cile e Ungheria

Un altro elemento monitorato dall’OMS riguarda la diffusione del clade Ib del virus mpox.

Nel 2026, Cile e Ungheria hanno segnalato per la prima volta casi riconducibili a questa variante.

Il Cile ha notificato il suo primo caso il 31 luglio 2026 in un uomo adulto che aveva recentemente viaggiato in Italia e Spagna. L’Ungheria ha invece segnalato un caso in una persona che aveva effettuato viaggi recenti in Estonia e Spagna.

La trasmissione comunitaria del clade Ib al di fuori dell’Africa centrale e orientale è già stata documentata in diversi Paesi europei, tra cui Italia, Francia, Germania, Irlanda, Paesi Bassi, Portogallo, Svizzera, Cechia e Regno Unito.

Tra i Paesi con il numero cumulativo più elevato di casi di clade Ib vengono indicati Spagna con 241 casi, Francia con 173, Portogallo con 162 e Germania con 140, oltre al Regno Unito.

Chi corre il rischio maggiore secondo l’OMS

La nuova valutazione rapida effettuata dall’OMS nell’agosto 2026 classifica il rischio complessivo per la salute pubblica mondiale come moderato.

La valutazione cambia però se si considerano i diversi gruppi di popolazione. Il rischio globale viene definito moderato per le persone con più partner sessuali, mentre nelle aree storicamente endemiche il rischio locale per i bambini è anch’esso considerato moderato. Per tutti gli altri individui, invece, l’OMS valuta il rischio globale come basso.

Questa distinzione è importante perché il livello di rischio generale non indica che ogni persona abbia la stessa probabilità di contrarre l’infezione. La possibilità di esposizione dipende infatti dal contesto epidemiologico e dalle modalità di trasmissione.

Vaccini distribuiti in 19 Paesi africani

Tra agosto 2024 e giugno 2026, 19 Paesi africani hanno utilizzato vaccini contro l’mpox nell’ambito della risposta alle epidemie. Tutte le dosi di MVA-BN assegnate attraverso i primi dieci cicli di distribuzione sono state consegnate. Il 31 luglio sono state inoltre destinate 50.000 dosi aggiuntive all’Angola.

Da settembre 2026 i Paesi possono richiedere vaccini attraverso il Gruppo internazionale di coordinamento per la fornitura dei vaccini, con l’obiettivo di creare un sistema più stabile per gestire le necessità durante nuovi focolai. Parallelamente continua anche il lavoro sulla diagnostica. Al 19 agosto 2026, 73 produttori avevano contattato l’OMS per ottenere informazioni sull’inserimento dei test molecolari per il virus MPXV nell’elenco per l’uso in emergenza.

Tra i 16 dossier presentati da 14 produttori, 12 prodotti risultavano già inseriti nell’elenco EUL e uno era ancora in fase di valutazione.

L’epidemia non è uniforme nel mondo

I dati dell’OMS mostrano quindi una situazione molto diversa a seconda dell’area geografica. Da una parte alcune regioni hanno registrato una netta riduzione dei casi nel mese di luglio; dall’altra, diversi Paesi africani continuano a fronteggiare una trasmissione sostenuta, con il Madagascar come principale focolaio mondiale.

La comparsa del clade Ib in nuovi Paesi e la presenza di trasmissione comunitaria anche in Europa mantengono alta l’attenzione epidemiologica, pur in presenza di un rischio globale classificato come moderato. Per questo l’OMS continua a puntare su sorveglianza, diagnosi, disponibilità dei vaccini e risposta rapida ai nuovi focolai, con l’obiettivo di limitare la diffusione del virus e intercettare tempestivamente eventuali cambiamenti nell’andamento dell’epidemia.

Fonte:

OMS - Multi-country outbreak of mpox, External situation report #69 - 14 September 2026

Le informazioni proposte in questo sito non sono un consulto medico. In nessun caso, queste informazioni sostituiscono un consulto, una visita o una diagnosi formulata dal medico. Non si devono considerare le informazioni disponibili come suggerimenti per la formulazione di una diagnosi, la determinazione di un trattamento o l’assunzione o sospensione di un farmaco senza prima consultare un medico di medicina generale o uno specialista.
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