Mangiare cinque porzioni di frutta e verdura al giorno resta una delle indicazioni più note per mantenere una dieta sana. Un nuovo studio, però, suggerisce che non tutte le porzioni abbiano lo stesso valore quando si parla di salute cardiovascolare. Secondo i ricercatori, molte persone potrebbero assumere quantità insufficienti di flavanoli, composti antiossidanti presenti solo in alcuni alimenti vegetali.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Food and Function, ha analizzato i dati di circa 30.000 persone negli Stati Uniti e nel Regno Unito.
Il dato emerso è piuttosto chiaro: meno di una persona su cinque raggiunge ogni giorno i circa 500 milligrammi di flavanoli considerati potenzialmente utili per il cuore.
Perché i flavanoli interessano gli esperti
I flavanoli sono composti vegetali studiati per il loro possibile ruolo nel sostenere la circolazione, l’elasticità dei vasi sanguigni e la salute cardiovascolare. Secondo gli autori dello studio, possono contribuire a ridurre l’infiammazione e favorire una migliore funzione dei vasi.
Il gruppo di ricerca ha monitorato l’alimentazione dei partecipanti e ha utilizzato biomarcatori nelle urine per valutare l’assunzione reale di questi composti. Questo dettaglio è importante perché le persone possono dichiarare di mangiare frutta e verdura regolarmente, ma non necessariamente scegliere quelle più ricche di flavanoli.
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Secondo il ricercatore Javier Ottaviani, piccoli cambiamenti nelle scelte quotidiane potrebbero fare una differenza significativa. Non basta quindi aumentare genericamente frutta e verdura: conta anche quali alimenti finiscono nel piatto.
Gli alimenti più ricchi
Tra gli alimenti con il contenuto più elevato di flavanoli per porzione ci sono prugne, mirtilli rossi, more, tè verde, fave, ciliegie, mele con la buccia, fragole, mirtilli e fagioli pinto.
Secondo i dati riportati dai ricercatori, una vaschetta da 500 grammi di prugne può fornire circa 450 milligrammi di flavanoli, mentre una porzione da 250 grammi di mirtilli rossi arriva a circa 300 milligrammi. Una tazza da 250 millilitri di tè verde ne contiene circa 200 milligrammi, mentre una mela media con la buccia arriva a circa 110 milligrammi.
Serve comunque prudenza
Alcuni esperti invitano a interpretare i risultati con cautela. Il cardiologo Naveed Sattar, dell’Università di Glasgow, ha ricordato che piccoli studi hanno mostrato effetti favorevoli sulla pressione, ma non esistono ancora prove solide che un aumento dei flavanoli riduca direttamente eventi cardiovascolari come infarti e ictus.
Anche la British Heart Foundation sottolinea che il contenuto di flavanoli può variare molto in base al luogo di coltivazione, al clima, al grado di maturazione, alla conservazione e alla lavorazione degli alimenti. Inoltre, non tutti assorbono questi composti nello stesso modo: anche il microbiota intestinale può influenzare la quantità realmente utilizzata dall’organismo.
La raccomandazione resta una dieta varia
Gli specialisti non propongono di sostituire le linee guida attuali, ma di renderle più precise. Il messaggio delle cinque porzioni resta valido, purché inserito in un’alimentazione varia e bilanciata.
La conclusione più prudente è questa: scegliere più spesso alimenti naturalmente ricchi di flavanoli può essere una buona strategia per sostenere la salute del cuore, ma non deve essere considerata una scorciatoia. La prevenzione cardiovascolare passa ancora da un insieme di fattori: dieta equilibrata, attività fisica, controllo della pressione, riduzione del fumo e attenzione al peso corporeo.
Fonti:
BBC - Top five-a-day foods new study says your heart needs