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Scoperto il meccanismo molecolare che sta alla base della paura

Benedetta Borzillo | Blogger

Ultimo aggiornamento – 25 Luglio, 2014

Scoperto il meccanismo molecolare che sta alla base della paura

La paura è un meccanismo di difesa. Ma che accade quando invece diventa una minaccia per la nostra stessa tranquillità? Nel disturbo da stress posttraumatico, la paura ci attanaglia sempre e può esplodere in qualunque momento, improvvisamente e senza una ragione. Con conseguenze, spesso, invalidanti.

Ora è stato scoperto il meccanismo molecolare che sta alla base della paura, e si sa come, quando e perché essa scatta in noi. L’annuncio viene dal Forum Europeo delle Neuroscienze, tenutosi in questi giorni a Milano.

Stress post traumatico: di cosa si tratta?

Alla fine, si sa, tutto o quasi si gioca nel cervello. Le esperienze traumatiche, ad esempio, lasciano impresse tracce profonde nella memoria emotiva: si tratta di veri e propri schemi cerebrali, che in qualunque momento possono riattivarsi. Basta un qualunque stimolo che possiamo ricondurre a quello schema, e il paziente rivive il trauma originario e la paura. È quella che si chiama generalizzazione della paura: un’esperienza a ripetizione.

In Francia, un’equipe di neuroscienziati sta scoprendo cosa scatta nel cervello, quando si attiva la paura. Il loro obiettivo? Analizzare i legami tra comportamenti generati dalla paura e memoria emotiva. Hanno scoperto che la paura è un meccanismo regolato da determinate reazioni molecolari, una reazione a catena che avviene in specifici circuiti neurali.

Quando alcuni neuroni posti nella corteccia prefrontale vengono inibiti, scatta l’inibizione a catena di altre cellule cerebrali via via sino a coinvolgere l’intera area cerebrale. Il black out che così si verifica, si esprime nei comportamenti come paura.

Optogenetica e neuroscienze: come funziona il nostro cervello?

È grazie all’optogenetica che i ricercatori sono riusciti a collegare comportamenti e reazioni cerebrali. L’optogenetica è una tecnologia che usa la luce per indurre l’attività delle cellule cerebrali. In questo modo, i neuroscienziati sono in grado di esaminare dettagliatamente come i circuiti neurali comunicano tra di loro e quali circuiti si attivano in combinazione con determinati comportamenti.

La ricerca si sta svolgendo tuttora, studiando il cervello e i comportamenti dei topi. Il passo successivo sarà verificare la validità dei risultati studiando l’uomo. Siamo a un passo dal poter capire come controllare la paura?

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