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Infarto: attenti ai vostri occhi!

Ultimo aggiornamento – 31 maggio, 2017

Infarto: gli occhi parlano
Indice

Il colesterolo alto è uno dei principali fattori di rischio che possono determinare un infarto. Purtroppo, però, l’ipercolesterolemia non ha manifestazioni cliniche evidenti… o almeno questo è ciò che siamo abituati a pensare!

Secondo un noto chirurgo oftalmologo, infatti, esisterebbe un modo facile per individuare il colesterolo in eccesso attraverso l’esame dell’occhio. Vediamo perché.

Attenti ai vostri occhi: i sintomi dell’infarto

Il dr. Dan Reinstein, chirurgo oftalmico presso la London Vision Clinic, ha affermato che la condizione dell’occhio nota come arcus senilis può aiutarci a determinare se siamo in presenza di colesterolo alto che, come sappiamo, aumenta notevolmente il rischio di infarto.

I pazienti che manifestano un evidente anello bianco o grigio, opaco, sul margine corneale, soffrono di arco senile” – ha affermato – “Si tratta di una manifestazione piuttosto comune nei soggetti anziani e rappresenta un valido strumento in grado di indicare la presenza di colesterolo alto nel sangue e di aiutare a valutare il rischio di infarto e ictus”.

Secondo l’autore, “potrebbe trattarsi di un fattore utile ad individuare eventuali patologie coronariche in questo particolare gruppo d’età. L’arco senile solitamente coinvolge un solo settore della cornea periferica e non è associato ad anomalie del siero limpido”.

Un altro segnale di ipercolesterolemia è rappresentato dalla presenza di piccole protuberanze intorno ai lati delle palpebre, chiamate xantelasmi.

Di seguito vi proponiamo quattro malattie degli occhi che, secondo quanto affermato dal dr. Reinstein, necessitano un’attenzione medica in quanto predittivi di eventuali patologie coronariche:

  1. Presbiopia e cataratta – Quando ci si avvicina ai 40 anni si può iniziare a soffrire di presbiopia che, letteralmente, significa invecchiamento dell’occhio. Sfortunatamente, infatti, con l’avanzare dell’età inizia a manifestarsi una difficoltà nella messa a fuoco sia da vicino che da lontano, risolvibile grazie all’utilizzo di occhiali correttivi o alla chirurgia laser. La cataratta, invece, è un processo di progressiva perdita di trasparenza del cristallino che comporta un peggioramento della visione globale, per il quale l’utilizzo di lenti correttive non è sufficiente. L’unico trattamento possibile è la rimozione del cristallino ormai opacizzato e il conseguente impianto di una nuova lente intraoculare.
  2. Pinguecola  Un’altra patologia indicativa di un occhio “non in salute” è la pinguecola, ovvero una formazione degenerativa di colorito bianco nelle fasi iniziali e giallastro in quelle avanzate, che si forma nell’occhio sulla congiuntiva, soprattutto dal lato nasale. Quando peggiora, può espandersi fino all’occhio e causare secchezza e arrossamento oculare. Infine, se la progressione della malattia continua a sconfinare fino a raggiungere la cornea può causare un peggioramento dell’astigmatismo.
  3. Pigmentazione – Cambiamenti nella pigmentazione sia nella parte bianca dell’occhio che sull’iride, di solito non rappresentano un problema serio, ma vi consigliamo in ogni caso di consultare un medico oculista, affinché possa certificare la salute dei vostri occhi.
  4. Arrossamento – Arrossamenti agli occhi possono essere indicativi di diverse condizioni. La causa più frequente è sicuramente la blefarite. Un’altra causa di arrossamento è la sindrome denominata computer vision, causata dall’esposizione continuativa allo schermo del computer o della tv, che provoca una diminuzione drastica dello sbattimento delle palpebre che a sua volta causa secchezza e dunque arrossamento. Per ovviare a questo problema si possono usare salviette umidificate o lacrime artificiali e, soprattutto, concedersi pause frequenti mentre si lavora al pc.

Colesterolo alto e non solo: le cause dell’infarto

Un infarto si verifica quando si blocca il flusso di sangue diretto a una parte del muscolo cardiaco. Se il flusso sanguigno non viene ripristinato in tempi brevi, la sezione del cuore interessata si danneggia a causa della mancanza di ossigeno, a volte in modo irrimediabile.

La maggior parte degli infarti si verifica come conseguenza di una cardiopatia coronarica, ovvero una qualsiasi alterazione, anatomica o funzionale, delle arterie coronarie, quindi dei vasi sanguigni che portano sangue al muscolo cardiaco.

Si tratta di patologie a causa delle quali si sviluppa una placca nelle arterie, che va ad ostruirle. Queste stesse placche sono anche responsabili della condizione nota come aterosclerosi.

In alcuni casi, l’infarto si verifica a causa della rottura di una di queste placche formatesi all’interno dell’arteria. Questa rottura provoca un trombo o coagulo di sangue che da solo è in grado di bloccare, in parte o totalmente, il flusso sanguigno che porta il sangue nell’arteria coronarica.

Se non si interviene tempestivamente il tessuto danneggiato va incontro a necrosi, che causa la morte del tessuto cellulare. Il tessuto cardiaco in salute è dunque rimpiazzato con un tessuto cicatrizzato, danno irreversibile e potenzialmente in grado di causare problemi a lungo termine.

Una causa meno comune dell’infarto è lo spasmo dell’arteria coronaria, caratterizzato da un restringimento dei muscoli delle arterie che provoca una brusca riduzione dell’afflusso di sangue nell’arteria stessa. Non sono sempre chiare le cause di questi spasmi, tra queste citiamo:

  • Assunzione di sostanze stupefacenti
  • Stress
  • Esposizione a temperature estremamente fredde
  • Fumo

L’esposizione a questi fattori scatenanti soprattutto se si tratta di un’esposizione duratura e continuata, può aumentare il rischio che si verifichino nuovi spasmi coronarici in futuro.

Quindi… attenti ai vostri occhi!

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